Tigri d'inchiostro - ilRecensore.it
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Tigri d’inchiostro di Marco Vallarino

Tigri d’inchiostro: il ruggito del noir tra cronaca, surrealtà e palcoscenico

«Fulminanti, atroci, terribili, mozzafiato. Si potrebbero usare tutti questi aggettivi per descrivere i racconti firmati da Marco Vallarino. Piccole storie di atrocità quotidiana che oscillano fra la cronaca nera e la fantasia. Storie allucinate e allucinanti che sembrano venire dalla galassia lontana della “gioventù cannibale” del noir italiano», come scrive Luca Crovi nella prefazione.

Tigri d’inchiostro offre una sulfurea selezione di racconti scritti in oltre vent’anni e in parte già apparsi su giornali e antologie. Trenta tigri d’inchiostro, pronte a ruggire in faccia a lettrici e lettori con storie spaventose, senza scampo. Vicende in cui l’autore si diverte a cercare l’imprevisto e l’ineluttabile, la forza soverchiante a cui è impossibile sfuggire. Sono però tigri che ruggiscono col sorriso. Per Vallarino, più che sconvolgere, è importante sorprendere e anche divertire, oltre che mettere in guardia dai tanti pericoli che ci sono là fuori.

Con Tigri d’inchiostro Marco Vallarino, giornalista del Secolo XIX, torna in libreria dopo alcuni anni di silenzio con una raccolta di trenta racconti che sono al tempo stesso feroci, beffardi e sorprendenti.

A presentarli è Luca Crovi, che nella prefazione li definisce «fulminanti, atroci, terribili, mozzafiato». E davvero così appaiono: storie brevi, ruggenti, capaci di condensare in poche pagine l’atrocità quotidiana della cronaca e lo sguardo visionario della narrativa surreale.

Molti di questi racconti nascono come approfondimenti di fatti di attualità pubblicati sul Secolo XIX, La Riviera di Sanremo e in antologie di narrativa sociale.

L’avvento dell’euro, gli attacchi terroristici all’antrace, gli scandali arbitrali, il divieto di fumo nei locali, il degrado delle periferie, le violenze di strada, gli abusi di potere: Vallarino li riprende e li trasforma in tigri narrative, pronte a ruggire ancora oggi con una forza che non appartiene solo al passato.

Tra i racconti spicca Euro deliri, scritto nel 2002, che a distanza di anni si rivela quasi profetico nel tratteggiare le ombre di una moneta destinata a cambiare radicalmente la quotidianità degli italiani. In altre storie, come Al passo con i tempi, il colpo di scena ribalta la prospettiva, lasciando il lettore in quello spaesamento che è cifra tipica del noir.

La scrittura di Vallarino porta con sé l’insegnamento di Andrea G. Pinketts, maestro di un noir surreale e meticcio, capace di mescolare realtà e allucinazione. Nei racconti di Tigri d’inchiostro ritroviamo quella lezione: la volontà di deformare il reale, di esasperarlo fino a renderlo paradossale, restituendo al lettore un mondo familiare e insieme disturbante.

Non a caso, la raccolta è stata accostata alla “gioventù cannibale”, quella generazione di narratori che tra fine anni Novanta e primi Duemila ha contaminato il noir italiano con linguaggi estremi e taglienti.

Ma le tigri di Vallarino non si limitano alla pagina. Dopo un’estate intensa di presentazioni in librerie, festival e piazze — ben sedici in pochi mesi — la raccolta si prepara a debuttare a teatro. Dal 5 ottobre, al Teatro Salvini di Pieve di Teco, considerato il teatro più piccolo del mondo, le Tigri d’inchiostro prenderanno vita in un reading interpretato da Eugenio Ripepi. Seguiranno tappe nei vari teatri italiani. Un vero e proprio “circo nerissimo” che trasporta l’immaginario della raccolta dal foglio al palcoscenico.

Se il noir è, per definizione, la narrativa dell’inquietudine, Vallarino riesce a stemperarne la cupezza con un’ironia sottile.

Le sue tigri ruggiscono, ma lo fanno col sorriso: più che sconvolgere, cercano di sorprendere, divertire, smascherare i meccanismi del reale. Non c’è lieto fine, ma c’è il gusto dell’imprevisto, la mossa del cavallo che ribalta le aspettative.

Con Tigri d’inchiostro, Marco Vallarino conferma una cifra stilistica originale: anticonformista, surreale, attenta al lato oscuro della realtà, ma sempre pronta a capovolgerlo in gioco narrativo. Una raccolta che non si limita a restituire la cronaca, ma la trasfigura in letteratura — e in teatro — trasformando il quotidiano in un serraglio di specchi neri in cui ognuno di noi rischia di riconoscersi.

Marco Vallarino (Imperia, 1977), scrittore e giornalista, ha pubblicato decine di racconti per quotidiani, riviste, antologie e il romanzo Il cuore sul muro. Scrive per le pagine culturali di vari periodici tra cui “Il Secolo XIX”, è inoltre autore di videogiochi testuali, opere di narrativa interattiva pensate per avvicinare i più giovani alla lettura e scaricabili dal suo sito MarcoVallarino.it. Vincitore e finalista di premi letterari, ha scritto storie anche per il cinema e il teatro.

Autore

  • Patrizia Picierro

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it
    SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari.

    Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero.
    Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger.
    Sono sempre in cerca della storia perfetta.
    In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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