Ariston La scatola magica di Sanremo di W. Vacchino e L. Ammirati

ilRecensore.it all’anteprima del libro: Ariston – La scatola magica di Sanremo di Walter Vacchino e Luca Ammirati

Ariston - La scatola magica di Sanremo. ilRecensore.it

Ariston: l’invito è per le H18, ma un minimo di anticipo ci vuole penso e infatti la sala Roof 1 è già gremita di lettori, autorità istituzionali, giornalisti e operatori televisivi.

E questo incipit mi dice già quale sarà il plot dell’incontro.

Quando esce un titolo che parla del Festival, delle canzoni o dei suoi personaggi, giusto a ridosso dell’inizio dell’evento, tutto ha un vago retrogusto amarognolo, tipico delle strategie di marketing, proprio quelle che ogni buon lettore detesta.

Ma qui il clima è quello di una prima teatrale, c’è una bella energia che riesce a strapparti un sorriso anche se il motivo non riesci ad afferrarlo.

Un tavolo stracarico di copie da autografare, fiori rigorosamente di Sanremo, mega schermo alle spalle delle poltroncine per i protagonisti della serata, telecamere accese e si parte.

Prima bella sorpresa: modera Stefano Izzo, tra i migliori editor in circolazione in Italia attualmente e punta di diamante della Casa Editrice Salani.

Li affiancano Luca Ammirati, responsabile della sala stampa del teatro Ariston e autore di tre romanzi pubblicati da Sperling&Kupfer e il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri.

Ariston La scatola magica di Sanremo - ilRecensore.it

Al centro del palco Walter Vacchino e la sorella Carla, eredi del sogno di Aristide, il padre che vedeva Sanremo come la futura capitale del cinema, in diretta concorrenza con Cannes.

Seconda sorpresa: il sindaco ha letto il libro in tempi record, ritrovandosi nelle parti descrittive più intime e cita poi i capitoli che più lo riguardano da vicino, o meglio le scelte che hanno portato il Festival ad essere sempre più “diffuso” e competitivo.

Fu durante il Festival di Paolo Bonolis che si sollevò il dubbio che l’Ariston fosse troppo piccolo per la folla che doveva ospitare e Vacchino non nega di aver vissuto attimi di panico nel vedere il teatro completamente invaso. Da ricordare che, ai tempi, furono tanti gli imbucati e oggi, come ieri, il numero delle forze dell’ordine è sempre consistente.

Inizia poi il vero scavo nella trama del libro e pian piano salgono in superficie i ricordi di Walter figlio e i primi passi, nel lontano 1953, di quello che doveva essere una modernissima multisala italiana, con centro congressi e albergo annessi.

La voce e la memoria storica di Walter s’intona sulle note emotive della sorella Carla, regalandoci uno spaccato della famiglia Vacchino, della tenacia del padre Aristide e del suo grande amore per la famiglia.

La lungimiranza di Vacchino lo portò ad ospitare il campionato di boxe, trasmesso anche oltreoceano, i mondiali di body building, a ospitare 34 Premi Nobel in occasione dei 150 anni della nascita di Alfred Nobel, vissuto a Sanremo, ed eventi teatrali dalla portata internazionale.

La svolta dell’Ariston si ebbe poi nel 1977, quando l’inagibilità del Casino di Sanremo costrinse gli organizzatori a spostare il Festival e da quel momento il teatro ne divenne il custode.

La sala subisce una scossa emotiva nel momento in cui Carla, Alberto, Walter e Luca sono invitati a ricordare il loro Festival più importante.

Ariston

Si accavallano i capricci di Elton John, le casse di Whiskey di Barry White, l’annus horribilis del Covid, i camerini distrutti dai Duran Duran e la settimana liturgica in cui l’Ariston venne consacrato e adibito a chiesa per circa duemila preti.

Assolutamente comprensibile anche il terrore che prova Carla nel momento in cui arrivano i tecnici che montano, spostano e smontano scenografie e attrezzature, con il rischio di “ferire” il suo amato teatro.

Man mano che ci addentriamo nella Scatola magica di Sanremo riscopriamo il senso di appartenenza, la meraviglia della condivisione, ma al di là di ogni martellante ritornello, quello che diviene sempre più evidente è la Storia, quella con la S maiuscola, che ha danzato sul palco con Nureyev, che ha passato il microfono a Gorbaciov, che ha accolto le proteste dei sindacati e portato il latte a Morandi.

Ogni italiano, soprattutto se vive all’estero, viene travolto per una settimana all’anno, dal ciclone Festival e anche il più recidivo si ritroverà a canticchiare quella canzoncina che non si toglie dalla mente.

Terza sorpresa: ad amalgamare ricordi, aneddoti, lotte e la grande storia dell’Ariston è Luca Ammirati, scrittore che ho avuto modo di apprezzare in altre pagine, altre storie.

Ariston – La scatola magica di Sanremo è un romanzo che si srotola su vari piani narrativi e a dare coerenza ai racconti che popolano i corridoi di questo teatro così iconico, è una scrittura raffinata, sapiente, che include e rispetta, regalando al lettore un’esperienza immersiva.

La storia degli italiani è scandita dalle note delle canzoni del Festival, un carrozzone mediatico che di anno in anno ha mostrato la sua vena camaleontica, diventando, ora più che mai, l’evento che la maggioranza degli italiani aspetta.

Ebbene sì, l’uscita del libro Ariston La scatola magica di Sanremo a due settimane dall’inizio del 74° Festival è sicuramente strategica, ma non è il solito prodotto sornione, è un romanzo che parla di noi, delle tappe della nostra Italia, di sentimenti veri ed è l’epopea di una grande famiglia.

Inutile sottolineare quanto significhi la famiglia Vacchino per Sanremo e di riflesso per tutta l’Italia, ma oggi, seduta qui ad ascoltare la storia dell’Ariston, so da dove nasce quel sorriso che mi ha accompagnata dall’inizio.

Flashforward 

Come sempre il tempo della storia non corrisponde mai a quello della narrazione e in questo momento sto scrivendo con quel ritornello martellante in testa che non ho ancora imparato a memoria, ma basterà poco lo so e sabato 10 Febbraio, tra due giorni, tiferò anch’io il mio preferito, sapendo che non vincerà e canterò quella canzone che si ballerà quest’estate.

Nel frattempo la TV mi riporta i dati d’ascolto della prima serata di quest’anno: 65,1% con quasi 17 milioni di spettatori.

Un trionfo.

Il teatro Ariston è il luogo più iconico dello spettacolo e della musica italiana. Un luogo quasi sacro, dove per sei decenni si sono esibiti i più grandi artisti, da Domenico Modugno ai Måneskin, da Dario Fo a Rudolf Nureyev, e dove ogni anno dal 1977 si celebra l’evento più amato, più dibattuto, il rito che ci fa sentire italiani, a cui tutti vogliono partecipare, anche soltanto per criticarlo: il Festival di Sanremo.

Ma cosa c’è, all’origine di ogni grande impresa, se non il sogno, la visione di una persona controcorrente?

Negli anni Cinquanta, Sanremo è una delle tante città che faticano a risollevarsi dalle macerie della guerra. Aristide Vacchino, che ha il cinema nel sangue, progetta una struttura senza precedenti – un multisala capace di ospitare ogni genere di spettacolo – per restituire gioia e divertimento ai suoi concittadini.

Ci mette dieci anni a completarne la costruzione, tra rallentamenti burocratici e ostilità della concorrenza, ma nel 1963 riesce finalmente a inaugurare il suo gioiello. È l’inizio della ‘scatola magica’, uno spazio di creatività che, stagione dopo stagione, continua a regalare emozioni e un senso di umana meraviglia.
Walter Vacchino, che aveva sei anni quando suo padre ha posato il primo mattone dell’Ariston, oggi lo gestisce insieme alla sorella Carla, e ci racconta tutte le tappe di un’epopea familiare divenuta mito nazionale. Una storia vissuta dietro le quinte, a contatto con la parte più vera dello spettacolo e degli artisti.

Walter Vacchino (Sanremo, 1947) con sua sorella Carla è il proprietario del cinema-teatro Ariston, che dal 1977 ospita il Festival della canzone italiana, e di tre multisale tra Sanremo e Albenga. Ha scritto e prodotto spettacoli teatrali, programmi tv, festival, e ha ricoperto numerose cariche nel settore pubblico, nel settore sportivo e nel settore dello spettacolo. Dal 1982 è Cavaliere della Repubblica.

Luca Ammirati (Sanremo, 1983) è da alcuni anni il responsabile della sala stampa del teatro Ariston. È autore di tre romanzi, Se i pesci guardassero le stelle, L’inizio di ogni cosa e Tutti i colori tranne uno.

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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