La classifica delle canzoni del Festival rivista da ilRecensore.it

Festival: sono solo canzonette?

festival di Sanremo 2024 -  la classifica delle canzoni - ilRecensore.it

Patty 

È inevitabile.

Ogni anno il ciclone Festival di Sanremo irrompe nelle case di tutti gli italiani;  sì!  anche di coloro a cui non interessa nulla delle canzoni nazional-popolari.

Ritornelli, polemiche, classifiche, scalette… tutto rimbomba e invade le ore che scandiscono una settimana che sembra presa in prestito dal metaverso.

Sì guardo il Festival, da sempre. 

Per tanti anni mi sono annoiata a morte, tante sere ho fatto zapping forsennato, ma ora no, ora mi diverto.

Sarà la qualità delle canzoni? No! assolutamente No! 

La qualità non è mai stato il tratto caratteristico delle canzoni in gara, anzi.

Le case discografiche confezionavano uno storytelling ad hoc, una musicalità che avesse un percorso riconoscibile dal pubblico festivaliero, il tutto condito da una manciata ben dosata di banalità.

Il perché il pubblico si ritrovasse poi ad applaudire e a canticchiare queste canzonette è degno di uno studio sociologico e non è questa la sede.

So per certo che questa settimana rubata alla serietà che la vita ci impone è un balsamo per molti.

Ma il Festival stava morendo e ci voleva la cura giusta.

Il trucco stava nel coinvolgere sempre più pubblico in questa giostra musicale e Amadeus ha trovato la ricetta perfetta: i GIOVANI!

Il Festival ha lasciato a casa le sonorità sfilacciate delle canzoni che vivevano il battito di 7 giorni, con poche eccezioni, e puntato sul mercato della generazione Alpha, consumatori digitali all’ennesima potenza.

Ed ecco che inizia il divertimento!

Mahmood, Dargen e Ghali, per fare qualche nome,  sono la risultante di questo restyling ed è qui che io mi diverto.

Onda alta di Dargen è la mia canzone preferita.

La sala stampa l’ha definita urbantrash impegnato. Ci sta. Ritmo trascinante e messaggio sociale. Se deve essere una canzonetta, allora perchè non approfittarne per far riflettere? TOP

Come faccio a volere una vita in incognito

Se parlo solo di me?

Se basta un titolo a fare odiare un intero popolo

Sullo stesso filone Ghali con Casa mia.

Raffinato, in punta di piedi, a portare un testo che parla di lui, o meglio, parla più di noi, dobbiamo solo ascoltare. Più forte ancora il messaggio lanciato nella serata delle cover, dove il ritornello della canzone di Toto Cutugno, “L’italiano”, sfidava la cecità dei sovranisti.

“Sogni che si perdono in mare

Figli di un deserto lontano

Zitti non ne posso parlare

Ai miei figli cosa dirò

Benvenuti nel Truman show”

Angelina Mango in La noia doma con la sua voce frizzante sonorità latine sapientemente riadattate alla più attuale corrente elettronica. La canzone è un mix contemporaneo, magistralmente ricamato in linea con il suo look firmato Etro.

“Muoio perché morire

Rende i giorni più umani

Vivo perché soffrire

Fa le gioie più grandi”

Tuta gold di Mahmood ha in sé il mashup etno-musicale che ti costringe a ballare, la sua voce asfalta ogni concetto di banalità, ma per favore scordatevi le parole del testo.

Nico

Pur non essendo un’assidua frequentatrice della kermesse, non posso esimermi dal condividere alcune riflessioni.

La musica italiana, quella che ascolto, è la musica che mi piace, selezionata. Si tratta di gusti musicali, come il profumo, la musica ti deve piacere e ti deve star bene.

Come dice un genio (Bennato) “Sono solo canzonette” oppure Sanremo è Sanremo lo slogan particolarmente azzeccato e convincente.

Sanremo è un panorama delle case discografiche, nuovi talenti che si propongono e vecchie glorie che non vogliono cedere il passo.

L’edizione 2024 sembra aver tracciato una linea di demarcazione, con la “svolta” di cui parla Patty a indicare un possibile cambio di rotta.

La classifica. Personalmente non potrei farne una. Ho ascoltato tanta banalità, nonostante i tentativi di Amadeus di nobilitare i testi con descrizioni elaborate. La retorica, a mio avviso, non può mascherare la mancanza di contenuti profondi.

Ecco cosa resta del mio Sanremo

1.      Ghali – Angelina

Festival di Sanremo - ghali - la classifica del ilRecensore.it

L’eccellenza e la voce. Due stelle. Angelina mi ha commosso, Ghali è Ghali. Elegante, sornione, magnetico. Un po’ italiano un po’ tunisino.

Non mi ha risposto, ma riproverò

2.      Skin il resto non conta. MI hanno detto che non è in gara! In effetti meglio per gli altri. Sarebbe stata concorrenza sleale.

3.      Annalisa, quando ha cantato la cover.

4.      Loredana, ancora non si arrende, già sappiamo che ha avuto una vita al limite, che è una guerriera, una Fenice. Ma mo’ basta.

5.      Mannoia. Nonostante i testi anche lei basta.

6.      Il Volo, il “Capolavoro” della banalità. Sempre le stesse parole, le stesse voci, sempre gli stessi. Non bastano i Queen e le chitarre d’eccellenza. Migrate ragazzi, spiccate Il Volo verso altri lidi.

7.      I Ricchi e Poveri. Li ho apprezzati per il coraggio e l’allegria. La Brunetta è sempre una garanzia.

8.   The Kolors, candidati perfetti al Pulitzer per il testo

9.   Geolier, il codice Morse.

VINCITORE

PARIMERITO

GHALI – ANGELINA – SKIN – STEF BURNS

IL TESTO LO SCRIVE VASCO

Titty

Questa è la settimana Santa, eh sì perchè Sanremo ormai è l’equivalente degli Oscar americani quanto a adrenalina, aspettative, moda, gossip e tutto il baraccone che c’è dietro!

Tutta l’Italia si ferma per una settimana, tutti ma proprio tutti ne parlano – e poi c’è chi mente! Sì, perché anche chi non vuole è inevitabilmente coinvolto.

Io, dacché ho memoria, ho sempre guardato il Festival, prima con i miei genitori, poi con gli amici e con mio marito (che sono riuscita a coinvolgere!) e ora con i miei figli.

Anche loro si sono appassionati al Festival e questo è tutto merito di Amadeus e della sua nuova direzione artistica che ha aperto la kermesse ai giovani artisti e, di conseguenza, ha avvicinato i giovani ascoltatori portandoli a vedere e ad appassionarsi del Festival, tanto che in questa settimana l’hashtag #Sanremo2024 ha raggiunto numeri pazzeschi! 

P.S.: poi c’è il FantaSanremo, che ha quasi preso il sopravvento sul Festival stesso, ma questa è tutta un’altra storia.

Ma veniamo alla ciccia! Alias veniamo alle canzoni!

Come già detto dalla Patty, il Festival è nazional-popolare e in quanto tale anche le canzoni sono tali e lo sono sempre state, quindi ci sta che molte delle canzoni in gara non spicchino Il volo in termini di testo e/o di sonorità. Anche questo Festival lo ha confermato. 

I tormentoni per i prossimi mesi sono già tutti presenti: Annalisa, Dargen, The Kolors. Poi c’è la scena della musica trap rappresentata da Geolier. Le new entry (perlomeno per me che non li conoscevo) con i La Sad, Alfa, Il Tre e i Bnkr44. I talent show che abbondano con Annalisa, Emma, Alessandra Amoroso, Sangiovanni, Angelina. E poi ci sono loro, i ‘navigati’ e quelli che – ahimè – conosco meglio, I Ricchi e Poveri, Renga e Nek, Loredana Bertè, Giorgia.

La Serata Cover è stata il Top! E sinceramente avrei visto qualcun altro come vincitore: Angelina Mango che ha cantato ‘La rondine’ di suo padre è stata da brividi, ma poi vogliamo parlare del duo Annalisa/La Rappresentante di Lista o Alfa/Vecchioni o ancora Mr Rain/I Gemelli Diversi? I migliori, secondo il mio modestissimo parere.

festival di Sanremo 2024 - Mahmood - la classifica del ilRecensore.it

Le canzoni che mi sono piaciute?

Indubbiamente Annalisa con Sinceramente, quanto la canteremo nei prossimi mesi?! 

Rose Villain e il suo Click Boom che inizialmente ha un che di romantico e poi ti spara quel Click Boom che ti entra in testa – chissà cosa combinerebbe sul palco dell’Eurovision!

Mahmood con Tuta Gold: al primo impatto non mi è piaciuta, ma già al terzo ascolto mi è entrata in testa!

E Loredana Bertè con Pazza? La Queen del Festival!

Oggi è sabato e stasera ci sarà un vincitore… buon Festival a tutti!

Autori

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, ex responsabile della rubrica Interviste di Thriller Life, Blogger e firma di recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

  • Nico

    Socia fondatrice della rivista Il Recensore.it, LA NEMESI nella redazione di IlRecensore.it è un po' il cane sciolto. La parte cattiva e sarcastica, se vogliamo dirla tutta. Non tollera gli scopiazzatori letterari! Oltre ai libri, tra le sue passioni, ci sono i ferri circolari.

  • Titty

    Socia fondatrice della Rivista IlRecensore.it e social media manager, Blogger, bookstagrammer e speaker radiofonica. Gli studi classici mi hanno aperto la via ai libri e da allora non ho più smesso. Accumulatrice seriale di libri, non mi bastano 24 ore al giorno per leggere tutti i libri che vorrei leggere e, soprattutto, non mi bastano le librerie che ho in casa!