L’artiglio del tempo di Anna Vera Viva e il Noir attraversa la Storia

L’artiglio del tempo

La Sanità è un’isola e per navigare il mare che la circonda ci vogliono passione, abilità e coraggio. Lo sa bene padre Raffaele, da poco tornato nei luoghi dove ha vissuto i primi anni di un’infanzia rubata e dove l’ombra di Peppino, il fratello malavitoso che il destino gli ha dato in sorte, si allunga su ogni evento del quartiere.

Questa volta, però, un’ombra ancora più fosca avvolge le indagini del prete e della sua perpetua: è l’ombra della storia; di una guerra lontana che sembra ancora vicina; di una Napoli che si ribella ai nazisti; di un popolo fiero che non cede al gioco dei potenti. Perché c’è un morto che non è una persona come le altre: sul braccio porta tatuati i numeri che ricordano un orrore impossibile da dimenticare.

È Samuele, l’anziano venditore di cappelli che viene trovato senza vita nel suo negozio. Per tutti si tratta di un incidente, ma nulla di quanto accade alla Sanità risponde alla spiegazione più logica e padre Raffaele, convinto che la morte di Samuele sia strettamente allacciata a quel tempo, si trova a ripercorrere eventi che parevano ormai lontani. Perché lui sa che la storia ha tentacoli lunghi e che il male scorre in fiumi che giungono fino a noi.

Così il sangue del passato si mescola con quello del presente, si insinua negli stessi vicoli, ma parla parole nuove che padre Raffaele dovrà decifrare.

Anna Vera Viva ha dato vita a due personaggi che sono entrati nel cuore dei lettori. Un prete e un boss della malavita che indagano, vivono e respirano alla Sanità che li ha visti crescere, perdersi e poi ritrovarsi. Le atrocità della seconda guerra mondiale tornano a riaffiorare, ma Napoli sa come resistere e non lasciarsi zittire da niente e nessuno.

“ Il suono delle sirene fu quasi contemporaneo al boato del primo ordigno che cadde al suolo. Vicino, così vicino che il tremare della terra li fece vacillare ”

Inizia così il nuovo romanzo di Anna Vera Viva, stracciando da subito il velo del tempo e della sicurezza.

È immediatamente chiaro che non ci sarà scampo: la corrente del romanzo ci travolgerà, ci strattonerà e pretenderà tutta la nostra attenzione.

L’artiglio del tempo travalica ogni etichettatura di genere e dalla veste di Noir si spoglia e si spinge nei meandri più torbidi della storia dell’uomo, diventando un pellegrinaggio nel dolore, nell’ambiguità del confine tra Bene e Male, non dimenticando mai di vestire i panni del grande romanzo contemporaneo. 

Forte l’afflato narrativo storico, ma le tinte gialle che colorano questo romanzo ne dettano il passo e la tensione investigativa rende frenetica la lettura.

Sempre più il genere Noir assume le tonalità dell’umanità che lo percorre, mostrando un’incredibile abilità camaleontica, che gli consente di spaziare dall’attualità alla storia, senza mai scadere nel didascalismo.

L’artiglio del tempo è il secondo libro in cui incontriamo Don Raffaele, un prete “di frontiera”, Assuntina, la sua arguta perpetua e Peppino, l’amato e ritrovato fratello, boss della camorra.

“ Perché a Napoli, e nella Sanità in particolare modo, era tutta una questione di appartenenza. Non chi sei, ma di chi sei, a chi sei legato.”

Questioni di sangue di Anna Vera Viva - ilRecensore.it

Questo improbabile e sorprendente Trio di personaggi, che ha mosso i primi passi in Questioni di sangue, dà vita ad un racconto fatto di contrappunti, di moti interiori, di etica e sangue. 

A brillare in modo particolare nella nuova commedia umana che prende vita in questa nuova storia, è Antonino, un ragazzino saggio e profumato di sapone, amico e confidente del vecchio Samuele, cappellaio ebreo, sopravvissuto ad Auschwitz, ma vittima di uno sconosciuto assassino…

Perché quel bambino è come te, [ Assuntina ] semplice, immediato. E sono le persone semplici quelle che pongono le domande più importanti 

Le perle di Antonino costellano il narrato di piccole e illuminanti verità, talmente convincenti che smuoveranno le ritrosie di Don Raffaele e porteranno il prete ad avviare un’indagine per capire se Samuele è stato davvero ucciso come afferma il ragazzino; indagine che si svelerà ben presto un viaggio nella memoria.

Fotografie. Quelle che Raffaele stava raccogliendo erano delle istantanee. Immagini di guerra. […] Fotografie che ricostruivano in modo disordinato, ma vivido, un’epoca terribile 

L'artiglio del tempo di Anna Vera Viva - recensione de ilRecensore.it

La ricostruzione storica è dettagliata e precisa, tanto che dall’indagine sulla sofferenza umana ne scaturisce un’importante momento riflessivo, rendendo particolarmente intensa l’esperienza di lettura.

Anna Vera Viva non lascia indietro nulla e intreccia le ingiustizie del passato con quelle del presente: dai campi di concentramento ai cori razzisti allo stadio, dal lavoro illegale alle trappole della camorra.

Poi c’è Lei, Napoli, il quartiere Sanità, sempre presente, a volte partecipe, a volte distratta, ma viva e inclusiva. Mille respiri la animano e le strappano ogni giorno un sorriso, una battuta, per ricordarci quanto l’uomo sia sempre pronto a reinventarsi e a rinascere. Una città dove il razzismo non esiste, dove ognuno è trattato per quello che è e non per il colore della sua pelle e del suo credo. 

Noi napoletani neanche lo sappiamo cosa significa il razzismo. La parola napoletano e la parola razzismo sono inconciliabili, una contraddizione. Abbiamo un’elasticità mentale che ci fa capire le ragioni dell’altro, che ci fa considerare esclusivamente l’uomo che abbiamo davanti

Tra una parmigiana e una graffa calda calda, Assuntina si rivela sempre più una figura centrale nell’economia del racconto. Goffa e pettegola, ma dotata d’intuito e buonsenso: a lei è affidato il ruolo del grillo parlante. Impossibile non volerle bene!

Costante e nettamente percepibile, l’impulso cinematografico che scorre tra le vene del narrato, animando ogni dettaglio, ogni gesto di una reale concretezza visiva.

L’artiglio del tempo è un romanzo umano, intenso, che stravolge le regole del Noir spingendo il confine narrativo un po’ più in là, donandogli un respiro ampio e profondo. 

Anna Vera Viva scruta negli abissi delle umane sofferenze con garbo e delicatezza, ricreando un universo di gesti, dialoghi e sguardi , frutto di un’osservazione attenta nei confronti del prossimo. 

Anna Vera Viva, salentina, si trasferisce a Napoli nel 1982. Scrive da molti anni ed è sceneggiatrice di docufilm e cortometraggi tra cui La consegna e Specchio delle mie brame, candidati al David di Donatello. Le sue passioni sono viaggiare e gironzolare per musei e gallerie d’arte contemporanea. Soggiorna spesso a Parigi e tra le montagne abruzzesi. Con Garzanti ha pubblicato anche Questioni di sangue (2022), il primo capitolo delle indagini di padre Raffaele. L’artiglio del tempo è candidato al Premio Scerbanenco 2023.

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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