Anna Vera Viva svela i suoi segreti per scrivere il Noir vincente

Anna Vera Viva A tu per tu con ilRecensore.it

Benvenuta Anna Vera tra le pagine de ilRecensore.it, la rivista letteraria pensata per tutti i protagonisti di questa meravigliosa passione che è la lettura.

Anna Vera Viva - A tu per tu con Patrizia Picierro - ilRecensore.it

Anna Vera Viva, scrittrice, sceneggiatrice e globe-trotter, donna dotata di fascino e carisma, risultato del perfetto connubio tra le sue radici salentine e una mentalità aperta e curiosa.

Tra un viaggio e l’altro, spesso diretta a Parigi o verso la tranquillità della sua casa sui monti abruzzesi, torna a Napoli, dove vive dal 1982, luogo prescelto per le ambientazioni dei suoi Noir, che raccontano il volto di una Napoli antica e dimenticata: quello del rione Sanità.

Anna Vera Viva firma il battesimo della linea Noir di Garzanti con Questioni di sangue, primo volume dedicato a padre Raffaele, al fratello e boss Peppino e alla perpetua Assuntina, figura centrale di ogni romanzo.

Nel 2023 esce L’artiglio del tempo, sempre per Garzanti, romanzo in cui le tinte noir si mescolano con le sfumature del romanzo storico, mostrando l’ampio cromatismo narrativo che colora la penna di questa autrice.

1 – Rompiamo subito il ghiaccio con una domanda che racchiude mille possibilità: Perché scrivi?

Scrivo perché adoro inventare mondi, che è quello che avviene ogni volta che si partorisce una nuova storia. Si crea un mondo che fino a un attimo prima non esisteva; completo di tutto: ambientazioni, logiche, regole, uomini e personalità che appartengono solo ad esso.

Nascendo come lettrice era quello che m’incantava degli scrittori. La magia che li distingueva. La potenza della loro immaginazione che mi consentiva di aprire una porta e tuffarmi ogni volta in un nuovo universo. I più bravi, poi, erano quelli che rendevano talmente tangibili i loro personaggi e i mondi che abitavano, da restituirli indistinguibili da un’umanità reale e perciò destinati all’immortalità. Alcuni di questi sono diventati addirittura archetipi di riferimento di modelli umani, un esempio tra tutti Madame Bovary.

2 – Il progetto narrativo intrapreso con Garzanti, che al momento vede i primi due Noir dedicati alla coppia Don Raffaele e Peppino, è un’avventura che i lettori vivono con trepidazione. Ci racconti come è nata questa serie e possibilmente ci puoi anticipare qualche cosa?

Nasce dalla voglia di raccontare il Rione Sanità, la sua singolarità, e poi si amplia man mano declinandosi in molteplici realtà che hanno, però, sempre lo stesso comune denominatore, questo quartiere, che colora e da una forma unica a tutto ciò che lo attraversa.

Posso anticipare che Raffaele lo vedremo calarsi in contesti sempre diversi affiancato, di volta in volta da nuovi protagonisti che saranno un po’ le icone del mondo che andrà a scoprire, come è avvenuto con Samuele Serravalle nell’Artiglio del tempo.

3 – Raccogliere a piene mani dalla vera storia umana, soprattutto quella della seconda guerra mondiale, comporta tanta ricerca e una particolare propensione a trovare il dettaglio giusto …

Si, ci vuole una buona dose di pazienza e di amore per la storia per addentrarsi nell’immensa complessità della seconda guerra mondiale.

Una ricerca davvero infinita che più ci s’inoltra più si ramifica moltiplicandosi in innumerevoli aspetti che non avevi considerato. Ma, come per molti altri momenti del passato, non basta attenersi alle fonti storiche ché, se pur abbondantissime, non bastano a definire un’epoca.

La ricerca fondamentale è quella che ti porta ad osservare quegli anni con gli occhi di chi li ha vissuti e questo lo puoi ottenere attraverso le testimonianze dirette (se il periodo storico ancora te lo consente) o attraverso la produzione letteraria di quel momento.

Storia e letteratura sono indivisibili e dovrebbero sempre viaggiare a braccetto, se vogliamo che la comprensione di un’epoca sia esaustiva.

4 – Napoli e la sua storia, la delazione degli anni ’40, la ricerca storica, sono la chicca che rende questa lettura particolarmente significativa. Cosa vorresti che rimanesse al lettore che ha concluso la lettura? 

Mi piacerebbe che restassero le emozioni.

Perché è stata la parte della ricerca più significativa e importante. Quella documentale, come ho già detto, per quanto vasta è facile, è essenzialmente un lavoro di forza. Vi è un’abbondanza di fonti che permette di conoscere gli avvenimenti fin nei più piccoli dettagli, ma è del tutto insufficiente a trasmettere la memoria di un’epoca.

Affinché un momento storico s’imprima nell’animo, non venga dimenticato e resti come memoria, e non solo come uno sterile elenco di fatti, è necessario che ci giungano le emozioni, i sentimenti e i punti di vista di chi c’era.

Rione Sanità - Anna Vera Viva A tu per tu con ilRecensore.it

Dobbiamo appropriarci dello sguardo dei protagonisti rispetto a quegli avvenimenti e, attraverso i loro occhi cercare di capire dal di dentro quello che succedeva e perché. Soltanto così, la storia dell’uomo può essere tramandata in tutta la sua potenza.

5 – Una scrittrice Donna in un Mondo muscolare, maschio come il Noir napoletano… 

Per fortuna i tempi cambiano e questa è la dimostrazione di come alcuni campi e competenze che sembravano riservate esclusivamente agli uomini, come la letteratura nera, si siano aperti alle donne. 

Come sappiamo quello delle scrittrici è stato un percorso che si è potuto compiere liberamente molto più tardi rispetto agli uomini, abbiamo dovuto affrontare per secoli ostacoli e pregiudizi.

Successivamente, e per molto tempo, le donne sono state destinate ad una letteratura sentimentale o comunque con quei tratti rosa che si addicessero a una loro presunta delicatezza, attributo che celava, ma neanche tanto, un giudizio di fragilità e ancor più d’incapacità a trattare e gestire tutte quelle emozioni e quei colori forti dell’animo umano che non fossero quelli romantici.

Come si è visto poi, appena ci è stata data la possibilità di esprimerci, la struttura delle donne è tutt’altro che fragile e le nostre competenze possono spaziare ovunque.

6 – Arriviamo a ciò che tanti lettori e anche molti scrittori esordienti vogliono sapere: qual è il segreto per scrivere romanzi Noir così accattivanti e vincenti come i tuoi? 

Non so se esistano dei segreti, io posso fare un elenco di quelle che sono le mie regole e dalle quali cerco di non discostarmi.

La prima e imprescindibile per me è quella di costruire una buona trama.

Una buona trama è un sentiero luminoso, all’interno del racconto, che il lettore percorre senza sforzi. Una via che gli permette di godersi il panorama senza intoppi e preoccupazioni, e che lo invoglia ad andare sempre più in là.

Una trama debole o frammentata è un ostacolo per il lettore, che perde continuamente il filo e non riesce a godersi il racconto e che può indurlo ad abbandonare la lettura.  

Poi verosimiglianza e onestà. Io credo che si debba fotografare la vita senza sconti, ne indulgenze ne condanne. Descriverla il più fedelmente possibile nella sua complessità, senza manicheismi e senza giudicare. Non è compito dello scrittore quello di assurgersi a giudice, il suo compito è quello di osservare e mostrare i meccanismi e le passioni che muovono gli esseri umani.

Sarà la vita che raccontiamo a dare al lettore gli spunti di riflessione e non noi. Noi non dobbiamo essere visti nel romanzo, pur essendoci ovunque.

Ancora, coralità e caratterizzazione. Questo è un altro aspetto della verosimiglianza: la vita di ciascuno di noi è popolata da tantissime persone, dal salumiere al prete, dai figli ai parenti eccetera.

Dunque, anche la vita dei nostri personaggi deve essere così per essere credibile e, come nella vita vera ognuno di questi individui ha una sua personalità e una sua voce, allo stesso modo deve essere caratterizzata nel romanzo, con una sua traccia distinguibile da tutte le altre.

E non importa se si tratta di un protagonista o di un personaggio secondario o addirittura di una comparsa, dev’essere inconfondibile, come inconfondibile è ciascuno di noi.

Lo sguardo innocente: la ricerca e l’assenza di pregiudizi.

Qualunque mondo vogliamo rappresentare richiede una ricerca approfondita, soprattutto dal di dentro.

Anna Vera Viva - L'artiglio del tempo -  Abbiamo letto - ilRecensore.it

Non bisogna mai illudersi di conoscere un ambiente che non sia il nostro semplicemente dai sentito dire. Ma bisogna entrarci, provare a viverlo e conoscerlo in prima persona e, per far questo, spogliarsi di qualunque pregiudizio o luogo comune.

Io trovo sia l’unica maniera che abbiamo per avvicinarci, conoscere e assorbire il più possibile del mondo che c’interessa, guardarlo con occhi puri e innocenti. Il lettore si accorge in un istante se sappiamo di cosa stiamo parlando.

La curiosità, la voglia di capire, l’empatia.

Queste caratteristiche credo siano fondamentali per esplorare gli uomini in tutte le loro sfaccettature. Il mestiere dello scrittore si richiede spirito d’avventura, una buona dose di psicologia e la capacità di diventare dei grandi attori. Attori che sappiano non solo calarsi in ogni personaggio che andranno ad inventare ma che sappiano essere ognuno di loro.

7 – Infine chiudiamo con due inviti che rivolgiamo a tutti. Si dice che ogni buon scrittore è prima di tutto un buon Lettore, ci puoi citare tre libri che secondo te dovrebbero leggere tutti e un autore da scoprire o riscoprire?

Rispondo senza esitazioni: La Divina Commedia, Il conte di Montecristo, Cent’anni di solitudine, nonostante sia una domanda veramente difficile perché di libri di valore c’è ne sono moltissimi.

Questi hanno in più il merito della molteplicità e dell’universalità dei temi trattati, ci metterei anche I Miserabili se mi aggiungete un altro posticino.

Un autore da riscoprire è Camus, anche se non credo sia mai stato dimenticato. Io lo sto rileggendo proprio ora e trovo che non smetterà mai di essere attuale.

8 – “Non abbiate timore dell’ assurdo; non indietreggiate dinanzi al fantastico” diceva Karen Blixen. Prima di salutarci regala a tutti noi un pensiero che ci aiuti a mettere in fila i nostri passi anche domani.

Non indietreggiate davanti alla vita, parafraserei, siate curiosi, avanzate.

Qualunque cosa accada non è per sempre e l’alternativa sarebbe stata il nulla.

Grazie mille per la tua squisita disponibilità Anna Vera :-))

Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez

Da José Arcadio ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquíades finalmente decifrate: Cent’anni di solitudine della grande famiglia Buendía, i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile.

Con questo romanzo tumultuoso che usa i toni della favola, sorretto da un linguaggio portentoso e da un’inarrestabile fantasia, Gabriel García Márquez ha saputo rifondare la realtà e, attraverso Macondo, il mitico villaggio sperduto fra le paludi, creare un vero e proprio paradigma dell’esistenza umana. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili.

Con la sua forza, il suo bagaglio di visioni e di prodigi, con la sua capacità di reinventare il mondo, Cent’anni di solitudine è il libro rivelazione che ha rivoluzionato il modo di narrare e ha aperto alla forma romanzo una nuova stagione di successi.

Un capolavoro insuperato e insuperabile, un racconto tra i più amati di ogni tempo, un «romanzo ideale», secondo le parole dello stesso autore, «capace di rivoltare la realtà per mostrarne il rovescio».

La storia di Macondo, dei Buendía, di questo Regno assolutamente immaginifico che ha la potenza dirompente di un luogo tangibile, per quanto paradossale, è entrata a far parte della Biblioteca Universale di ogni lettore alla ricerca del vero significato della parola Immaginazione.

Quel concetto slegato dal tempo, dallo spazio, dalla legge di gravità, ma saldamente ancorato al bisogno di ogni essere umano di assaporare la frizzante e benefica ebbrezza che avvolge la Fantasia.

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, ex responsabile della rubrica Interviste di Thriller Life, Blogger e firma di recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.