La luce delle stelle di Licia Troisi

La luce delle stelle

Una sera uguale alle altre, in uno sperduto osservatorio astronomico. La luce delle stelle illumina, ma non abbastanza, la piccola comunità di scienziati residenti che si trova alle prese prima con un blackout, forse un sabotaggio, e poi con un cadavere trovato nella sala comune, forse un assassinio: la vittima potrebbe essere caduta da una balaustra, o essere stata spinta.

L’osservatorio è isolato, i telefoni sono muti, i cellulari non prendono, i copertoni delle automobili sono stati tagliati e la città più vicina, se si riesce ad attraversare il deserto, si trova a due ore di macchina.

Come in una macabra barzelletta, due italiani – Gabriele, che ha appena finito il dottorato, e Pinetta, che ancora lo sta finendo –, un’americana – Samantha, star dell’astrofisica mondiale –, un inglese – Matt, pettegolo come una suocera – e una sudamericana – Mariela, medico dell’osservatorio – si trovano a dover valutare l’ipotesi che l’omicida o il sabotatore sia non solo tra loro, ma uno di loro.

Essendo scienziati, però, sanno che, date le ipotesi, per giungere alla tesi non c’è che da tessere un ragionamento. Sarà Gabriele, lettore di gialli e abile astrofisico, capace di empatizzare anche con gli assassini, a trovare il bandolo dei delitti che, come tutta la sua vita, è scritto nelle stelle. 

Conosciamo Licia Troisi grazie alla fama raggiunta con le serie fantasy ambientate nel Mondo Emerso. Oltre a queste, è autrice de “La ragazza drago”, “I Regni di Nashira”, “Pandora” e “La saga del Dominio”.

Debutta nel 2024 con il suo primo giallo: La luce delle stelle 

Ed eccoci qui. Per parlare di questo libro non mi resta che prendere come paragone la regina del giallo: Agatha Christie. Come in “Dieci piccoli indiani” anche qui abbiamo una molteplicità di protagonisti: Gabriele, Mariela, Samantha, Matt e Pinetta.

E sempre come nel libro della Christie, ci ritroviamo in un’ambientazione sperduta nel nulla dalla quale nessuno potrà fuggire facilmente. Chi di voi non ha mai letto un suo libro? Ebbene, se siete amanti del genere vi consiglio di farlo. Scrivere gialli non è facile, serve tanta immaginazione, un’ottima stesura, grandi intrecci e bisogna saper prendere per il naso il lettore.

Ecco, diciamo che Licia Troisi con La luce delle stelle ha sperimentato il genere senza però centrare perfettamente il risultato.

Ma partiamo per gradi.

L’ambientazione scelta dall’autrice è di grande impatto, ci troviamo in un osservatorio astronomico sperduto nel deserto. Al suo interno, i ricercatori si ritroveranno alle prese con un blackout improvviso e un cadavere inaspettato.

E qui iniziano i primi problemi. Tutto accade troppo in fretta e la reazione del personaggio “principale” (Gabriele) lascia un po’ a desiderare.

Va bene tutto, ma quando il romanticismo supera l’investigazione, in un genere che vive di esattezze come questo, allora stiamo andando un pochino oltre. Anziché preoccupato per il cadavere e per l’incolumità in generale, Gabriele sembra più preso dal suo amore per Mariela. Infatti, l’unica cosa che sappiamo su di lui è che riesce ad arrossire ogni qualvolta le rivolge parola.

Ma non solo. Questo non è l’unico tassello che fa acqua.

Oltre a Gabriele, abbiamo la terribile Samantha, la quale per tutto il libro si ritroverà alla perenne ricerca dei suoi dati scomparsi non curandosi minimamente di tutto ciò che la circonda. Una scelta studiata? Ancora devo capirlo. Nel giallo, come nel capolavoro della Christie, quando si è in presenza di più personaggi implicati nella stessa vicenda, di solito questi collaborano tra di loro per trovare una soluzione. Qui abbiamo solo confusione e una risoluzione del caso affidata all’improvviso acume (mai emerso prima) dimostrato da Gabriele.

Aggiungerò solo una nota, evitando Spoiler:

Purtroppo, per gli amanti del genere, non sarà difficile scoprire il colpevole.

La Troisi esordisce nel mondo del giallo con qualche ingenuità e mettere in evidenza alcune caratteristiche di un certo personaggio, lo rende facilmente “sgamabile” dal lettore attento, e questo va a disinnescare la tensione costruita durante la narrazione.

Nonostante queste pecche, però, lo stile di scrittura risulta essere molto fluido e i capitoli si susseguono con un ottimo ritmo in grado di mantenere alta la curiosità del lettore.

Un libro interessante con una scrittura fluida, che però sembra in bilico tra il giallo, genere in cui si vorrebbe inserire, e lo Young Adult, e a tratti sembra infatti di leggere un libro per adolescenti, in cui lo sviluppo della vicenda appare debole, quasi frettoloso, provo di quegli indizi e ragionamenti induttivi che il lettore esperto si attende.

Forse l’impronta fantasy è ancora troppo radicata nella scrittura di Licia Troisi e anche se sicuramente La luce delle stelle è un buon libro da leggere per passare qualche ora in leggerezza, mi sento però di consigliarlo solamente a coloro che si approcciano per la prima volta a questo genere letterario. 

Licia Troisi è nata a Roma nel 1980, è l’autrice fantasy italiana più venduta nel mondo, grazie allo straordinario successo delle saghe del Mondo Emerso, della Ragazza Drago e dei Regni di Nashira.

Laureata con una tesi sulle galassie nane, ha collaborato con l’Università di Roma Tor Vergata come astrofisica.

La luce delle stelle è il suo primo romanzo giallo.

Autore

  • Sharon Lattanzi

    Sharon è di Roma. La passione per la lettura nasce grazie al suo amore verso tutto ciò che è macabro e fuori dalle righe. Amante dell’anatomopatologia, si avvicina in un primo momento al genere medical thriller per poi passare a tutto ciò che non sia romance e/o storico. Dopo la facoltà di Giurisprudenza decide di intraprendere gli studi Infermieristici perché aiutare gli altri è la sua vocazione. Solitaria e silenziosa, ama stare con i suoi tre gatti. Datele un buon libro, una tazza caffè e la farete felice!