Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni 

Pioggia 

«Non smetterà mai di piovere. Continuerà per sempre. Non sarà più possibile uscire all’aperto, l’acqua salirà, raggiungerà i piani alti dei palazzi, tutti moriranno e l’umanità si estinguerà insieme agli animali in terra. Sopravvivranno solo i pesci. Non smetterà mai di piovere, e non importa. Sarà meglio, anzi, così questa maledetta città si laverà, alla fine».

Leonida Brancato era stato un penalista imbattibile. Il re del cavillo, lo chiamavano. Quando era andato in pensione, in procura avevano fatto festa. Da anni non si sapeva più nulla di lui, ma ora qualcuno lo ha ucciso e ha infierito sul suo cadavere.

Un omicidio che appare privo di movente e che mette di nuovo alla prova i Bastardi. Sotto un diluvio che non concede tregua, circondati da nemici e nonostante dolorosi problemi personali, i formidabili poliziotti del commissariato di Pizzofalcone si districheranno fra segreti, ipocrisie, rancori.

Arrivando a scoprire una verità quanto mai inaspettata.

“ Avete presente la pioggia?

Certo che sì, risponderete.”

Inizia così il nuovo libro di Maurizio de Giovanni, Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone, ed è subito incanto. 

Diretto, come sempre ci ha abituati, e pronto a trascinarci nel suo mondo narrativo; quello della squadra dei Bastardi, dei reietti, che tutti vorrebbero solo dimenticare, ma che contro ogni previsione, hanno unito le loro disperazioni e ne hanno tratto una forza imbattibile, creando un pool investigativo unico.

L’impatto è sensoriale: la pioggia bagna la pelle, i pensieri, scorre sui brividi e sui tormenti, insinua il dubbio e sfuma i contorni.

Pioggia ci presenta un’indagine che è un rompicapo, una scommessa da vincere, perché i Bastardi non riescono a lavar via facilmente lo sporco delle malelingue e si trovano ancora una volta sotto quel processo morale che sembra non vinceranno mai.

In un carosello di vite tormentate, l’omicidio di Leonida Brancato, penalista di successo ormai in pensione, rinsalda il team del commissariato di Pizzofalcone, che dovrà capire come possa un uomo tanto anziano, malato e rispettato, subire un’aggressione mortale e brutale.

Rabbia, vendetta, dolore… nulla può la pioggia, se non amplificare i sensi, il silenzio e quel gelido disagio che sale inarrestabile quando si scorge l’ombra dei rimorsi.

La pioggia infuria tutto il tempo, non dà tregua, non prova pietà, ognuno procede nei propri panni fradici, ognuno immerso nel proprio dramma.

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Tutte comparse sotto un cielo nero, a recitare il proprio copione, sì, proprio come a teatro, quel teatro che tanto ama de Giovanni, quella recitazione vissuta che solo i suoi personaggi sanno sostenere con tanta dignità.

Perché al centro della scena c’è l’omicidio di un grande uomo? 

L’uccisione di una vita trascorsa a far prevalere la giustizia? 

Ma la giustizia, ispettore, che fine fa? Si perde nei rivoli, negli interstizi, nei dettagli, nelle procedure.

È su quel confine così labile che si gioca la partita: Giusto e Sbagliato, e in tutte le sue folli derivazioni, che rendono l’esistenza umana così carica di dolore.

L’indagine porta a galla storie di esistenze spezzate, storie di disperati che non hanno più nulla da perdere e il luccichio dell’argenteria, la brillantezza degli ottoni e il pizzo pregiato che veste la casa dell’avvocato, diventa sempre più opaco, ricoperto da una patina di ipocrisia e colpa.

Dopo una pausa di tre anni, Maurizio de Giovanni restituisce i Bastardi ai suoi lettori e lo fa con la solita maestria, rivestendo di poesia un racconto che ha le sfumature gialle, ma la profondità di un lungo dialogo con la vita, a rinfacciarle quelle risposte sempre troppo ambigue. 

Intimo, incalzante, Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone sonda tra le pieghe della miseria umana, lì dove gli uomini si scontrano con le proprie manchevolezze, mettendo in scena una pièce eduardiana, in cui tutti devono fare i conti con la propria imperfezione.

Ottavia: pioggia insistente; rinchiusa nella sua gabbia familiare, sognando una vita impossibile con Gigi

Francesco Romano: pioggia fortissima; accerchiato da un demone violento, sempre pronto a strappargli la gioia della sua vita, la sua piccola Giorgia, la bimba che ha salvato da morte certa.

Perché l’amore forse è un demone. L’amore non vuole ragioni e non conosce barriere: perché l’amore arriva e butta tutto per aria, come la rabbia

Giuseppe Lojacono e la difficoltà di crescere una figlia essendo single, Gigi Palma e la solitudine devastante, Alex, Elsa… sono loro: persone comuni dentro vite ordinarie, sono gli antieroi a cui de Giovanni dona colore, cuore, voce. 

È sempre un piacere ritrovarla Maestro, tra le righe della sua scrittura, vissuta ogni volta come l’abbraccio di un caro amico.

“ Vi dò un consiglio: lasciate fare alla pioggia.

Fidatevi di lei, consentitele di entrarvi nell’anima, di sovvertire principî e idee.

Perché è legittimo abbandonarsi, abbattere i muri e barriere, e diventare altro da ciò che tutti credono, di cui dispongono.

Lasciate fare alla pioggia, e assecondate il vostro piccolo, temporaneo mutamento.


Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d’inverno, Il purgatorio dell’angelo, Il pianto dell’alba, Caminito e Soledad (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero).

Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto, Nozze, Fiori, Angeli e Pioggia, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea.

Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all’antologia Giochi criminali (2014).

Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017), Sara al tramonto (2018), Le parole di Sara (2019) e Una lettera per Sara (2020); per Sellerio, Dodici rose a Settembre (2019); per Solferino, Il concerto dei destini fragili (2020). Con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020).

Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato della serie di Mina Settembre Troppo freddo per Settembre (2020) e Una Sirena a Settembe (2021). Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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