C’era due volte di Franck Thilliez

C’era due volte – il seguito del Manoscritto

Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia, diciassettenne piena di vita scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti.

Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi, esausto dopo settimane di ricerche infruttuose. All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianoterra dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce; si reca alla reception, dove apprende che è il 2020 e che sono dodici anni che sua figlia è scomparsa: la memoria gli ha giocato uno scherzo crudele.

Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve…

In questo caso specifico, per comprendere Thilliez, si deve partire dalla data di pubblicazione dei suoi libri, soprattutto per Puzzle, Il Manoscritto e C’era due volte.

Francia Italia

Puzzle 2013 Il Manoscritto (2019) Il Manoscritto 2018 C’era due volte (2021) C’era due volte 2021 Puzzle (2022)

I tre romanzi, editi da Fazi, non rispettano l’anno di pubblicazione francese.

Puzzle pone, per così dire, le basi per il futuro, per certi aspetti brillante per altri un po’ meno. Puzzle ha tante cose, ma non è questo il libro in cui vedremo il miglior Thilliez. Dovremo aspettare Il Manoscritto e

C’ERA DUE VOLTE

L’importanza del tempo

2008. Francia, Hotel della Falaise. Ad un mese dalla scomparsa della figlia Julie, il gendarme Gabriel Moscato inizia le indagini, punto di partenza l’albergo dove lavorava la figlia. Il proprietario consegna a Moscato i documenti e la chiave della stanza 29, dove il gendarme, in tutta tranquillità, inizia la consultazione dei documenti. Nella notte uno strano avvenimento, muoiono migliaia di uccelli. Moscato svegliatosi a causa di quanto accaduto si ritrova protagonista di un gap temporale.

Siamo nel 2020, lui non è più Moscato e non si trova più nella stanza 29 ma nella 7. A distanza di poche ore dal suo risveglio viene ritrovato il cadavere di una donna.

Il tenente Gabriel Moscato, affetto da amnesia psicogena atipica a causa di un trauma, perde dodici anni della sua vita e si risveglia senza ricordare nulla di quegli anni, tranne la scomparsa di sua figlia Julie. Mentre indaga sulla scomparsa di Julie, Moscato scopre di non essere più un gendarme e ritrova il suo ex-collega Paul Lacroix, ora sposato con la sua ex moglie. Insieme decidono di riaprire il caso della scomparsa di Julie e, durante le indagini, si trovano coinvolti in una serie di inganni, enigmi e atrocità che li porteranno oltre ogni limite.

Ma questo è solo l’inizio… leggere per credere

La lettura di C’era due volte cattura immediatamente l’attenzione, cosa che non capita spesso.

Non è un romanzo psicologico, l’amnesia di Moscato non ci deve trarre in inganno, è funzionale ed essenziale a tutto il racconto costruito con grande maestria.

Thilliez ci introduce in una trama viva, un prima e un dopo (non è solo una questione di tempo) che si uniscono alla perfezione.

Tutto il romanzo è un gioco di incastri, ogni pezzo del tetris ricompone tutto lo schema. Thilliez crea palindromi, enigmi, tranelli e giochi di parole, si pone l’accento sulle lettere cerchiate e su un MANOSCRITTO che guidano e aiutano il lettore all’interno dell’indagine. Libro perfetto per gli appassionati del genere.

Sì, perché si deve prestare molta attenzione ai particolari che Thilliez mette a disposizione del lettore, disseminati lungo tutto il libro… un vero PUZZLE, ogni riferimento a scritti precedenti è volutamente non casuale!

Ogni capitolo di C’era due volte perfidamente pensato e trascritto, ha nel finale la spiegazione.

La coppia Moscato-Lacroix, i due ex-colleghi, ufficialmente e ufficiosamente, si impegnano, separatamente, in un’indagine che porterà in superficie un orrore indicibile. Un terrore che è già presagibile nelle prime pagine del libro e onnipresente: l’atmosfera cupa del paesaggio, il freddo, il fantasma di Julie, di cui ci immaginiamo la fine, le atroci ossessioni di artisti e psicopatici (ricordano, solo per citare un esempio, Cari Mora di T. Harris), che fanno del terrore, dell’orrore e del no-limit una forma d’arte apprezzata e commercializzata (purtroppo non è finzione). 

Ma non è tutto.

Dentro questo romanzo c’è un manoscritto, che dovrebbe portare alla soluzione del caso. E qui un rimando al precedente libro di Thilliez, IL MANOSCRITTO, una scatola dentro la scatola. Da lì si dovrebbe iniziare per comprendere al meglio C’era due volte, perché anche il finale è inaspettato. Al lettore la risposta.

Ps: La famosa NOTA DELL’AUTORE. Molti preferiscono non leggerla, è un chiaro rimando ad un libro precedente. Il Manoscritto e C’era due volte sono legati l’uno all’altro, due pezzi di un Puzzle, poi un terzo…. 

DURANTE la narrazione viene svelata la chiave per risolvere il mistero, e qui rimando a Patty, a Il Manoscritto.

Patty, esperta di enigmi… quasi meglio di Thilliez.

Thilliez, il geniale Thilliez, buon ENIGMISTA, ottimizzatore di trame perfette e perfide. I suoi studi, ingegneria informatica, potrebbero aver influenzato la sua scrittura, o meglio la sua mente, permettendogli di costruire storie come se fossero enigmi matematici da risolvere.

Thilliez crea enigmi, puzzle, situazioni, ma la trama, in molti suoi romanzi, è già stata scritta da suoi più illustri predecessori. I francesi non concorderanno con me! Ma è così.

Quello che non mi piace di Thilliez, o che mi piace meno, è la sua poca fantasia nella scelta delle ambientazioni. Sempre tutte molto simili, sempre cupe e negative, così come le patologie di cui sono affetti i protagonisti dei suoi romanzi. Possibile che non ce ne sia uno sano di mente?

Possibile che tutto sembri un manicomio?

Vedi Puzzle, e da lì il mio rinnovato amore per l’eleganza inglese.

Per chi ha dimestichezza con i tranelli di Thilliez avrà sicuramente visto che le lettere iniziali di ogni capitolo formano una frase

lo scrittore Caleb Traskman È vivo, voi forse lo avete incontrato tra queste pagine e questa è magia.” 

poi, se mettiamo insieme le iniziali delle parole dell’ultima frase del libro abbiamo: 

ABRACADABRA 

A pag. 490 del manoscritto la frase da trovare è: «questo libro contiene tutte le risposte alle vostre domande» 

poi… 

numeri e nomi palindromi 

Lac miroir:  (specchio) – tutto riporta al doppio, alla dualità della realtà e del significato di tutti gli elementi che incontriamo.

Autore

  • Nico

    Socia fondatrice della rivista Il Recensore.it, LA NEMESI nella redazione di IlRecensore.it è un po' il cane sciolto. La parte cattiva e sarcastica, se vogliamo dirla tutta. Non tollera gli scopiazzatori letterari! Oltre ai libri, tra le sue passioni, ci sono i ferri circolari.