Luca Ammirati biografo del teatro più iconico di sempre: l’Ariston di Sanremo

Luca Ammirati a tu per tu con ilRecensore.it

Luca Ammirati - autore assieme a Walter Vacchino di Ariston La scatola magica di Sanremo

Luca Ammirati (Sanremo, 1983) è responsabile interno della sala stampa del Teatro Ariston, dove ogni anno si svolge il Festival della canzone italiana.

Ha fatto il suo esordio nella narrativa con Se i pesci guardassero le stelle, tradotto e pubblicato anche in Germania e Austria, presentato in giro per l’Italia riscuotendo il consenso dei lettori e dei librai.

Nel 2021 ha pubblicato, con Sperling & Kupfer, L’inizio di ogni cosa

Tutti i colori tranne uno è il suo terzo romanzo, ambientato, come i precedenti, nel Ponente Ligure.

Ho incontrato Luca Ammirati in occasione della presentazione del suo recente romanzo: Ariston La scatola magica di Sanremo, scritto con Walter Vacchino ed edito da Salani.

Siamo nella settimana più adrenalinica dell’anno: la settimana “santa” del Festival di Sanremo e per Luca Ammirati, responsabile della sala stampa dell’Ariston, gli impegni si quadruplicano, ma nonostante ciò è sempre disponibile per una stretta di mano, una foto, un autografo e una chiacchierata.

Luca Ammirati e Walter Vacchino - Ariston La scatola magica di Sanremo - a tu per tu con ilRecensore.it

In questi giorni si parla moltissimo degli aneddoti e delle storie che La scatola magica di Sanremo ha riportato al grande pubblico, svelando i retroscena del teatro più iconico di sempre: l’Ariston.

Luca Ammirati ha raccolto la testimonianza dei proprietari, Walter Vacchino e la sorella Carla, e ha dato coerenza e colore ai loro ricordi.

ilRecensore.it: come sei riuscito a mettere insieme le loro voci, creando un continuum equilibrato e fluido?

Luca: «Quello che tenevo a fare, oltre al contenuto nazional-popolare come nessun altra cosa in Italia, che questo libro risultasse una piacevole esperienza di lettura.

L’obiettivo principale era far arrivare la storia del teatro a tutto tondo finalmente al grande pubblico.

L’Ariston lo si è sempre guardato in Tv, lo si è sempre ascoltato, per le canzoni e adesso finalmente lo si può anche leggere.

Il lavoro quindi è stato quello di dare fondo ai ricordi, sia di Walter che di Carla, ma anche di tutti gli artisti che sono passati in teatro e creare un unico racconto che fosse la voce del teatro Ariston»

ilRecensore.it: quali sono le differenze tra le voci di Carla e Walter?

Luca: « Carla ha giustamente quel tocco di femminilità in più che è in grado di andare a sviscerare quei dettagli che sono più personali e mi riferisco alla storia del loro papà, fondatore dell’Ariston, ma anche poi quelle note di colore e sensibilità con gli artisti.

Walter è stato un pochettino più istituzionale nel suo ruolo e nel suo tipo di lavoro e questa cosa poi si riflette, perchè è sempre stata una caratteristica della famiglia: la grande accoglienza e ospitalità, unita al grande rispetto per la libertà degli artisti.

Ariston e anche i dipendenti si trovano sempre a un passo distanti dall’artista, senza invadere mai la sua privacy, ma sempre al suo fianco»

ilRecensore.it: La tua narrativa ha subìto una svolta importante con questo nuovo romanzo.

Luca: « Ho sempre avuto un po’ questo pallino … sono un grande lettore di biografie e di saggi, mi piacciono le storie di vita di persone che hanno grandi progetti, che magari partendo dal nulla riescono a realizzare grandi cose.

Poi questo libro è per me qualcosa di speciale, perchè, oltre al lavoro, mi lega alla famiglia Vacchino un affetto che viene da lontano e sono un sanremese, quindi non poteva esserci biografia o saggio più indicato per incominciare questa strada.

Certo che è un cambio di passo notevole, non sono storie tue, ma sono storie degli altri, quindi bisogna essere bravi, e un autore deve saperlo fare, ad entrare nelle pieghe delle vite degli altri. Questo lo fai con i personaggi inventati, ma a maggior ragione lo si riesce a fare con le persone in carne e ossa.

Comunque parliamo sempre di un grande sogno che ha preso vita, perché l’obiettivo di Aristide Vacchino era quello di donare un teatro alla sua città che potesse portare il suo nome in tutto il mondo e direi che questo sogno si è realizzato.

Teatro Ariston e Sanremo sono ormai un connubio notorio in tutto il mondo»

ilRecensore.it: e per te come scrittore si è realizzato il sogno?

Luca: « Sì è un piccolo grande sogno che si è realizzato, poi vedremo quali altre strade potrà prendere la scrittura »

Grazie mille Luca 🙂

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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