Cristina Aicardi: dentro le emozioni di MilanoNera

Benvenuta Cristina tra le pagine de ilRecensore.it, la rivista pensata per tutti i protagonisti di questa meravigliosa passione che è la lettura.

Cristina Aicardi - La voce degli esperti - ilRecensore.it

Cristina Aicardi, caporedattore di MilanoNera, vive e lavora in Brianza.

Viaggiatrice instancabile, lettrice ossessiva e compulsiva fin dalla tenera età, è fatalmente attratta dalle librerie che saccheggia con tenace perseveranza.

Predilige il genere noir, ma legge di tutto per non farsi mancare niente.

Ha collaborato con i web magazine Thrillerpages e Orasenzombra scrivendo recensioni e intervistando scrittori italiani e stranieri.

Nel febbraio 2023 ha pubblicato il suo primo libro” Dolce da morire” , Laurana Editore, scritto a quattro mani con Ferdinando Pastori.

Questo dice la tua bio Cristina, ma tra le righe c’è un bagaglio di esperienze e attitudini difficili da catalogare e sono quelle che ci piacerebbe indagare.

1. Cominciamo dall’inizio e dalla strada che ti ha portata a MilanoNera. Com’è cominciato tutto?

«È iniziato tutto per caso.

Nel 2010, appena iscritta a Facebook, vagavo tra le pagine senza capire cosa avrei potuto fare con questo social per me ancora misterioso.

Nel mio peregrinare senza meta sono finita su Thrillerpages, un sito per amanti del giallo/thriller/noir e lì ho cominciato a postare commenti e a suggerire libri. Dopo qualche settimana, l’allora responsabile del sito mi chiese se volessi diventarne amministratore.

La mia prima risposta fu un no secco che poi, evidentemente, si è trasformata in un sì. Da lì sono passata a scrivere recensioni per Orasenzombra e infine ho conosciuto Paolo Roversi che mi ha offerto di collaborare con MilanoNera come caporedattore.

Cristina Aicardi - MilanoNera - ilRecensore.it

Una collaborazione che ormai dura da dieci anni»

2 – MilanoNera si occupa principalmente di thriller e noir, generi letterari che non vedono mai un significativo calo d’interesse da parte del pubblico. Mi sono sempre chiesta che cosa ci spingesse a scegliere queste storie così torbide e brutali per passare il nostro tempo; quale spiegazione ti sei data?

«Credo ci siano più motivazioni alla base.

Se si parla del giallo classico, il suo potere consolatorio, con il finale che ristabilisce l’ordine, istilla speranza nel trionfo della giustizia, Il Noir dà una chiave di lettura sulle motivazioni che spingono verso “il lato oscuro della forza” mostrando il buio che è in ognuno di noi, inutile negarlo.

Per i thriller forse c’è un po’ di morbosa fascinazione per il male estremo, lo stesso che spinge in alto lo share delle trasmissioni televisive che se ne occupano» 

3 – Tra le pagine del Noir italiano stiamo assistendo ad una lenta ma inesorabile trasformazione: la narrativa si fa testimone delle cicatrici del nostro tempo e non vuole più nasconderle sotto un tappeto di parole vuote, ma l’intento è quello di scuotere e urlare. Una svolta consapevole che ti vede favorevole?


«Le storie, soprattutto quelle nere, raccontano la società, le magagne e i malesseri che la percorrono.

Leggere è spesso specchiarsi, può portare a nuove consapevolezze e svelare risvolti che tra le righe di cronaca spesso non appaiono. La narrativa va quasi sempre alla ricerca del perché, delle cause, va contro un appiattimento del pensiero che purtroppo deriva anche dall’uso sbagliato che si fa dei social.

La scrittura è libertà.

Si è liberi di scrivere ciò che si vuole come si è liberi di leggere ciò che più piace. La scrittura ha sempre avuto questo potere “rivoluzionario”.

I grandi pensatori della storia, come i grandi personaggi, hanno quasi tutti scritto qualcosa, messo su carta i loro pensieri in modo che girassero più facilmente.

E sempre la Storia ci parla di un Indice dei libri proibiti o del rogo dei libri del 1933: i libri facevano paura proprio per la loro libertà di pensiero.


Il problema, semmai, è che oggi in Italia si legge poco
»

4 – Ogni Paese ha un modo tutto suo di trattare gli scrittori. Nel nostro per fortuna non godono di grande prestigio: già così risultano spocchiosi oltre il livello di guardia” queste le parole provocatorie di Alessandro Piperno. Questo tipo di superiorità intellettuale la riscontri anche tu oppure è solo provocazione e ci dobbiamo soffermare sul fatto che un artista nel nostro Paese non gode del giusto riconoscimento?


«Sono fermamente convinta che generalizzare sia sempre un errore.

L’essere spocchiosi deriva dal carattere della persona, non dipende certo dalla professione esercitata.

Sul riconoscimento, credo debba principalmente dipendere dal merito del singolo»

5 – Nello stesso momento in cui stiamo pubblicando questa intervista, MilanoNera sta uscendo con nuove recensioni, ContornidiNoir sta condividendo un nuovo articolo, Giulia Ciarapica parla di novità editoriali, SoloLibri ci regala le anticipazioni per il prossimo mese… tutti tesi allo stesso risultato: informare il lettore. In un paese in cui il lettore è una sorta di miraggio. Qual è la ricetta per veicolare contenuti che possano incuriosire e far avvicinare alla lettura più persone possibili? O meglio, quali sono gli ingredienti basilari di MilanoNera?


«L’ingrediente è uno solo: la passione.

È questo che anima tutti i collaboratori del nostro webmagazine. Condividere una recensione, un’intervista, o un suggerimento di lettura è cercare di trasmettere la nostra stessa passione per i libri.

La speranza e unico fine del tempo che dedichiamo al portale è che un po’ del nostro entusiasmo per le storie che leggiamo contagi altre persone.

In un periodo come questo, nel quale le informazioni si trovano soprattutto in rete, leggere, di tutto, non solo gialli e noir, è fondamentale per evitare l’appiattimento mentale»  

6 – Paolo Roversi, patron di quello che è un polo culturale attivo e dinamico, come MilanoNera, ha creato anche diversi Premi e Festival letterari importanti. So che alle porte c’è un evento interessante, me ne vuoi parlare?


«Il 9 febbraio inizierà la XXVIII edizione del Festival NebbiaGialla di Suzzara, un appuntamento ormai imperdibile per gli appassionati del genere.

Cristina Aicardi e Nebbiagialla Suzzara Noir Festival

Una tre giorni di incontri a tema, con la possibilità anche di pranzare e cenare con i propri autori preferiti. Sono tre intensi giorni di libri, chiacchiere, incontri e amicizia durante i quali ci si diverte parlando di libri.

Il programma completo è online sul sito https://nebbiagialla.eu/. Tutti gli incontri verrano trasmessi in diretta sui canali social del Nebbiagialla e di MilanoNera»

7 – Tra gli impegni principali di un Caporedattore c’è la scelta dei titoli da recensire, dei collaboratori da gestire, della programmazione da stilare… per ognuno di questi bisogna operare delle scelte. Quale ti aggrada di più e quale proprio non sopporti.


«La cosa che più amo è l’arrivo di un nuovo libro da leggere, l’emozione di una nuova scoperta, la possibilità di intervistare un autore.

Quello che non sopporto, e che mi costa davvero tanta fatica, è dover dire dei no.

La linea seguita da MilanoNera è quella di pubblicare la recensione solo se è positiva.

Non ci piace stroncare un libro, anche perché ogni libro è strettamente legato al lettore, alle sue emozioni. Per questo motivo, se un libro non è piaciuto, gli do una seconda chance mandandolo a un altro redattore, diverso per gusti, età etc.

Se il risultato è lo stesso, non pubblichiamo nulla perché credo che il lavoro di un autore, il suo tempo, la passione e l’impegno, vadano sempre rispettati.

E il rispetto sta anche nel non pubblicare una recensione negativa che è sempre e comunque una cosa soggettiva.

Ciò che non piace a me, può essere bellissimo per altri.

La bellezza è negli occhi di chi guarda… e di chi legge»

8 – In tutto questo bailamme c’è anche il tempo per scrivere. “Dolce da morire”: primo capitolo di una avventura narrativa che prosegue. Mi parli di questo consorzio letterario nato con Ferdinando Pastori e la nascita di una protagonista ironica e divertente come Olga?


«Ancora una volta è nato tutto per caso, da una chiacchierata tra me e Ferdinando Pastori durante una pausa del NebbiaGialla 2021, unica edizione in streaming a causa del Covid.

È stato lui a lanciare l’idea di scrivere qualcosa di leggero e divertente, per contrastare la cupezza di quei due anni rinchiusi.

E io, come sempre, in prima battuta ho risposto di no. Diciamo che, forse, il coraggio non è una delle mie qualità principali. Non avevo mai pensato di scrivere, leggere era ed è la mia vera passione. Però, dopo un paio di giorni, Olga Cazzaniga Peroni mi si è presentata con il suo carattere irruente e sarcastico, con tanto di famiglia al seguito e abbozzo di trama.

Ho chiamato Ferdinando, che, probabilmente per testare la mia effettiva volontà, mi ha detto:” Inizia a scrivere”.

Cristina Aicardi - Ferdinando Pastori -Dolce da morire - ilRecensore.it

E io l’ho fatto. Poi insieme abbiamo continuato, divertendoci molto. Siamo amici da tanti anni, ci siamo conosciuti a una serata durante la quale il grande Andrea G. Pinketts presentava Massimo Carlotto, ed è solo con lui che avrei potuto intraprendere questa impresa per me titanica e inimmaginabile.

Ferdinando, autore e anche editor, mi ha fatto da navigatore nel processo di scrittura, e solo grazie a lui sono riuscita ad attraversare questo periglioso mare. Ne è uscita una commedia a tinte gialle che spero diverta i lettori come ci siamo divertiti noi a scriverla.

E tra pochi giorni è in arrivo il seguito di “Dolce da morire”, “Tutta colpa di Chopin” che vede il ritorno di quella sciroccata di Olga, dell’investigatore Franco Reali e di tutti gli altri personaggi.  L’intento è di offrire un po’ di svago, di portare un sorriso pur trattando di argomenti seri.

L’ironia del libro è tutta concentrata nei rapporti tra Olga e gli altri protagonisti, i temi importanti invece sono trattati con la serietà che è loro dovuta. Pastori ed io siamo convinti che si possa parlare della realtà che ci circonda anche usando un tono più leggero e umoristico senza per questo svilirla. E certo non siamo noi i primi a dirlo e a sostenerlo.


Ironia e sarcasmo sono dei potenti mezzi di comunicazione e anche, volendo, di critica e ribellione
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9 – Infine chiudiamo con due inviti che rivolgiamo a tutti: Tra tutti i titoli che avrai modo di valutare, ci puoi citare tre libri che secondo te dovrebbero leggere tutti e un autore da scoprire o riscoprire?


«Scegliere tre libri è riduttivo e anche estremamente difficile. La storia della letteratura anche di genere (che brutta parola “genere”) è piena di romanzi che meritano la lettura. Credo che ognuno debba scegliere secondo il proprio gusto, età, interesse, senza pregiudizi di sorta. Se proprio devo, per gli amanti del noir, credo che Scerbanenco sia un passaggio dovuto e godibile. Poi, per non far torto a Piperno e alla sua affermazione, mi sposto all’estero e ti dico che in questo momento mi appassiona molto la novela negra spagnola.»

10 – “Non abbiate timore dellassurdo; non indietreggiate dinanzi al fantastico” diceva Karen Blixen. Prima di salutarci ci regaleresti un pensiero che ci aiuti a mettere in fila i nostri passi anche domani?


«Il miglior modo per stare allegri è cercare di rallegrare qualcun altro» – Mark Twain

Ti ringrazio per la disponibilità Cristina ;-))
Grazie mille a te e a Il Recensore per le domande e W i libri. Sempre.

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, ex responsabile della rubrica Interviste di Thriller Life, Blogger e firma di recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.