Manuel Figliolini: capo mastro de La Bottega del giallo 

Manuel Figliolini fondatore del sito culturale La Bottega del giallo 

Buongiorno Manuel e benvenuto tra le pagine de ilRecensore.it, la rivista letteraria pensata per tutti i protagonisti di questa meravigliosa passione che è la lettura.

Manuel Figliolini è il fondatore e creatore de La Bottega del Giallo dal 2015. Presidente de l’associazione La Sherlockiana, organizza insieme a Veronica Todaro il festival di narrativa gialla omaggio a Tecla Dozio.

Tanti sono gli scrittori che ha incontrato, da Maurizio de Giovanni a Franck Thilliez, da Qiu Xialong a Massimo Carlotto, da Carlo Lucarelli a Loriano Macchiavelli, e tanti altri.

La Bottega del giallo 

Una guida per la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione della cultura e letteratura di genere giallo. Un punto di riferimento per gli appassionati del poliziesco, del noir e del thriller

1. Cominciamo dall’inizio e dalla strada che ti ha portata a fondare La bottega del giallo. Com’è cominciato tutto?

«Grazie, innanzitutto, a ilRecensore.it per questa possibilità, e lavorare con passione, come lo facciamo noi.

Tornando alla vostra domanda, tutto è cominciato per gioco.

Ho sempre letto gialli, fin da quando ero piccolino, e mi sono sempre portato questa passione con me. Fino a quando, dopo aver dispensato a molti amici tanti consigli di lettura, gli stessi amici mi hanno detto: “Ma perché non apri un blog?”.

Tra loro c’erano dei webmaster e abbiamo iniziato. Così per gioco … con la passione della lettura.»

Manuel Figliolini fondatore de La Bottega del giallo
2. So che hai intervistato molto scrittori del calibro di Franck Thilliez, Massimo Carlotto o Qiu Xialong per citarne alcuni e so che ogni incontro lascia sempre qualcosa in chi ha il piacere di incontrare questi grandi maestri della narrativa. C’è un autore che ha saputo sorprenderti più di ogni altro? 

«Potrei dire delle ovvietà ma purtroppo è così, tutti mi hanno lasciato qualcosa.

O meglio riformulo, ho fatto migliaia di presentazioni, durante il Covid ne facevamo anche 5 a settimana, e le presentazioni che mi ricordo sono quelle che gli autori mi hanno sorprendentemente colpito.

Alcuni li ricordi perché sono nomi altisonanti, ma tutte le ricordo per i contenuti.»

3. La bottega del giallo si occupa principalmente di generi letterari, come appunto il giallo, il noir e il thriller, che non vedono mai un significativo calo d’interesse da parte del pubblico. Mi sono sempre chiesta che cosa ci spingesse a scegliere queste storie così torbide e brutali per passare il nostro tempo; quale spiegazione ti sei dato?

«L’unica risposta che mi sono dato è che la natura umana piace stare nel torbido degli altri per stemperare il proprio dolore.

Mal comune mezzo gaudio potrebbe essere una soluzione.

Non intendo il dolore personale, ma quello sociale, quello che fa scattare la nostra empatia e dal divano di casa farci sentire delle persone migliori, per poter chiudere gli occhi dai veri orrori che si stanno svolgendo intorno a noi.

Ma è anche vero che alcuni leggono il genere per il gusto di scoprire chi è l’assassino, e passare il tempo con un genere che si basa sulla suspense, e la suspense aiuta a leggere. Se non ci fosse, i lettori sarebbe molti meno perché si annoierebbero.»

4. Tra le pagine del Noir italiano stiamo assistendo ad una lenta ma inesorabile trasformazione: la narrativa si fa testimone delle cicatrici del nostro tempo e non vuole più nasconderle sotto un tappeto di parole vuote, ma l’intento è quello di scuotere e urlare. Una svolta consapevole che ti vede favorevole?

«La letteratura fin dall’800 non serve forse a questo? Penso a “I promessi sposi” che oltre a raccontare la storia di Renzo e Lucia, ci hanno raccontato un’epidemia, un periodo storico e le problematiche sociali dell’epoca, la Monaca di Monza simbolo della condizione della donna, la società ti murava viva.

Io penso che un romanzo debba lasciarti un emozioni, debba farti riflettere, debba darti gli strumenti per leggere il futuro.

Se non ti da niente di tutto ciò, non vale la pena leggere … »

5. Oltre alle classiche recensioni, consigli letture interessanti anche in micro video sulle varie piattaforme social. Il lettore ha cambiato spazio di lettura e da topo di biblioteca è diventato sociale, stiamo approdando sulle terre in cui la lettura non è più  appannaggio dei solitari?

«La lettura è per i solitari, a parte aver visto su Twicht, una persona che si fa guardare mentre legge (spero che non si propaghi questa cosa), la lettura rimane un’azione solitaria che genera un’onda collettiva.

Leggere e isolarsi dal mondo, chiudere il libro e aprirsi al mondo con una nuuova emozione da raccontare, questo è quello che mi piace.

Ma ci sono queste piattaforme social che privilegiano belle foto o video con libri mantenendo lontano i contenuti. Sono comunque utili per invogliare a leggere …

Non insegnano come si legge, ma almeno ti fanno venire voglia di farlo.»

6. Nello stesso momento in cui stiamo pubblicando questa intervista, MilanoNera sta uscendo con nuove recensioni, ContornidiNoir sta condividendo un nuovo articolo, Giulia Ciarapica parla di novità editoriali, SoloLibri ci regala le anticipazioni per il prossimo mese… tutti tesi allo stesso risultato: informare il lettore. In un paese in cui il lettore è una sorta di miraggio. Qual è la ricetta per veicolare contenuti che possano incuriosire e far avvicinare alla lettura più persone possibili? O meglio, quali sono gli ingredienti basilari della bottega del giallo? 

«Da quando mi avete mandato le domande a quando ho risposto, sono cambiate molte cose.

La cosa che più mi ha cambiato è che io non voglio più essere la risposta a questa domanda “la ricetta per veicolare”.

Io voglio solo leggere e raccontare i libri come piace a me, non voglio adeguarmi al sistema solo per avere 5.000 follower, preferisco 3 follower che mi seguano e ascoltino i miei consigli, ne discutano, piuttosto che migliaia di passivi like che servono a chi parla di outfit e non a chi cerca di divulgare cultura.»

7. Tra gli impegni principali della gestione di un sito letterario c’è la scelta dei titoli da recensire, dei collaboratori da gestire, della programmazione da stilare… per ognuno di questi bisogna operare delle scelte. Quale ti aggrada di più e quale proprio non sopporti. 

«Mi piace tutto perché mi fa sentire in una grande famiglia, adoro le persone che lavorano con me, sono degli amici e poi dei lettori.

Questa è la Bottega, un luogo di condivisione … Su Milano ci incontriamo tra noi ma anche con i lettori e parliamo di libri e mangiamo, beviamo e ridiamo.»

8. Un sogno a occhi aperti: Manuel Figliolini tra dieci anni … 

«Come adesso, in giro con un libro nello zaino.»

9. ilRecensore.it ha l’obiettivo di dare voce a tutti gli attori della filiera editoriale. C’è una categoria di professionisti nel percorso di ogni libro, che secondo te ha un’importanza vitale e di cui si parla sempre troppo poco?

«Si, il lettore. Non si parla mai del costo del romanzo, o almeno se ne parla sempre ma non si fa niente. In questo momento sto leggendo Carrere, 20€ di romanzo.

Se un lettore ha i miei ritmi spende tra i 100€ e 120€ al mese per poter leggere. In Italia leggere sta sempre più diventando una scelta secondaria alla quale si può rinunciare per motivi economici.

Distribuzione e promozione prendono troppi soldi per quello che fanno. Ma è un discorso lungo e non vi voglio tediare, ma bisogna parlare di più del costo del libro e creare delle collane economy a 5/7 euro per permettere a sempre più persone di comprarsi un libro.»

10. Infine chiudiamo con due inviti che rivolgiamo a tutti:  Tra tutti i titoli che avrai modo di valutare, ci puoi citare tre libri che secondo te dovrebbero leggere tutti e un autore da scoprire o riscoprire?

«Educazione sentimentale di Flaubert – 1984 di George Orwell – Furore di Steinbeck

Consiglio a tutti di leggere Rabelais Gargantua e Pantagruel e scoprire da dove arriva l’ironia e la satira, dove molta nostra comicità nasca e con un sorriso, scoprire un mondo fantastico!!!»

11. Non abbiate timore dellassurdo; non indietreggiate dinanzi al fantastico” diceva Karen Blixen. Prima di salutarci ci regaleresti un pensiero che ci aiuti a mettere in fila i nostri passi anche domani?

«Vi lascio con una frase di Simon Weil fantastica per il genere che trattiamo ma molto utile per affrontare il domani:

“Il male immaginario è romantico, romanzesco, vario; il male reale incolore, desertico, noioso. Il bene immaginario è noioso, il bene reale è sempre nuovo, meraviglioso, inebriante”.

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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