LuciaLibri: crocevia culturale all’insegna del pluralismo

LuciaLibri e il suo direttore Salvatore Lo Iacono

LuciaLibri - Le voci degli esperti - ilRecensore.it

Benvenuto Salvatore tra le pagine de ilRecensore.it, la rivista pensata per tutti i protagonisti di questa meravigliosa passione che è la lettura.

Salvatore Lo Iacono, direttore responsabile di LuciaLibri.it, un giornale on line dedicato ai libri, fondato il 19 luglio 2017, che ha sede a Palermo e la cui redazione è composta in gran parte da giornalisti siciliani, oltre che da un illustratore. La vera forza del sito, che è aggiornato quotidianamente, è nella sua rete di collaboratori, sparsi in tutta Italia: non solo giornalisti, ma studiosi, appassionati e lettori, accomunati da amore per la letteratura e desiderio di fare informazione culturale, con recensioni di novità e classici, con interviste agli autori e anteprime di libri in uscita. Non sono rari i contributi di scrittori.

1 – LuciaLibri, sito letterario, testata giornalistica ed eccellente contenitore d’idee. Raccontami questa meravigliosa avventura, come nasce tutto questo?

“Nasce come un gioco e gioco resta. Non prendiamoci troppo sul serio, siamo specialisti e dilettanti, ci dilettiamo a leggere, a scrivere, nei ritagli di tempo delle nostre vite rutilanti e tumultuose. Non siamo ossessionati dai numeri, dai like, anche se siamo presenti sui principali social e non ci spiace “dialogare” con altri lettori, specialmente su Twitter. Sì, lo so che ha cambiato nome, ma per noi resta Twitter. 

Non si parla mai abbastanza di libri, a dare retta alle statistiche secondo cui, in Italia, si legge pochissimo.

Ci piace dare spazio, principalmente, a libri e autori che ci piacciono, senza tener conto di cricche o consorterie, al di là dei generi e degli editori, dando eguale dignità alle major e alle sigle indipendenti che “rischiano” ogni giorno. Strada facendo abbiamo incontrato varie “anime gemelle” che si sono aggregate al progetto, qualcuno ha fatto un pezzo di strada assieme a noi, poi ci ha lasciato. Altri vanno, poi tornano. Certuni spariscono e poi ricompaiono. Alcuni sono diventati colonne insostituibili: alcuni di loro hanno pubblicato libri, altri ne pubblicheranno, nel loro territorio moderano presentazioni, sono agitatori culturali niente male. E poi disturbiamo autori che stimiamo e cerchiamo di coinvolgerli, quando è possibile”.

2 – Negli anni hai reso LuciaLibri un punto di riferimento per lettori esigenti, con recensioni di qualità e contenuti di notevole spessore intellettuale. Alla base c’è un progetto editoriale ben pianificato oppure si è plasmato in modo naturale nel corso del tempo? Rivelami il tuo segreto 😉

“Troppo buona. LuciaLibri è una realtà piccola, ci sono ben altri siti necessari, eccellenti e di qualità. Siamo felici dell’attenzione che abbiamo, dei lettori, prima di tutto, e di una buona parte degli addetti ai lavori del mondo del libro. Nessun segreto, l’unico punto di partenza è essere un sito plurale, non un monolite, che dà voce a opinioni diverse, qualche volta anche sopra le righe, azzardate, o proprio dissonanti, che magari non sono condivise da tutta la redazione, e nemmeno da una minoranza!”.

3 – Negli archivi del tuo giornale si trovano titoli di ogni genere letterario, ma c’è un Paese narrativo o una tematica che ami particolarmente?

“Le pagine di LuciaLibri riflettono abbastanza le idee del sottoscritto e di molti di coloro che contribuiscono, la narrativa è preponderante, ma in tutte le direzioni, maestri e mostri sacri, classici caduti in disgrazia, recuperi leggendari, esordienti.

Siamo curiosi, affamati, oltre i temi, le lingue e le nazionalità”.

4 – Tra i contenuti di LuciaLibri ci sono anche incontri, eventi e interviste agli autori. Esperienze che creano legami virtuosi e costruttivi. C’è stata un’esperienza o un’intervista che hai vissuto con più emozione?

“Tanti incontri sono stati stimolanti e memorabili, molti non sono finiti su LuciaLibri, ma su altre testate per cui ho collaborato e collaboro. Personalmente, per quanto ho scritto su LuciaLibri, faccio un paio di nomi: chiacchierare con Abraham Yehoshua è stato un piccolo sogno, intervistare Claudia Durastanti, scrittrice, traduttrice, curatrice editoriale, mi ha dato la misura di uno dei migliori nomi in circolazione, in Italia e non solo, cultura, lucidità, competenza, umiltà”.

5 – Per chi vede solo il lato romantico della professione giornalistica, togliamo un po’ di magia e raccontiamo la verità. Essere giornalisti nella Palermo di oggi, in una terra che ha fatto dei silenzi una virtù, come si sopravvive?

“La professione giornalistica vive una trasformazione ineludibile che la sta trasformando in modo totale e globale, sarà impossibile tornare indietro.

In Sicilia come in Val d’Aosta. Lavorare a queste latitudini è spesso stimolante, ma anche surreale, ognuno poi ci mette dentro il romanticismo e la magia che ritiene ci possano stare…”

6 – La Sicilia, le sue contraddizioni e il suo splendido cuore, come entra tutto questo dentro il tuo giornale?

“Giocoforza la Sicilia ha un posto di riguardo, questione di cuore, affinità, vicinanza. In Sicilia c’è lo zoccolo duro dei nostri lettori, anche se a Roma e Milano raccogliamo tanti consensi. L’Isola, in linea di massima, è sempre nei nostri pensieri.

Scrittori che sono nel firmamento, nuove voci, realtà editoriali audaci (“Fare libri a Palermo è come coltivare fichidindia a Milano”, disse uno dei principali scrittori nostrani e del ventesimo secolo), cerchiamo di fiutare il meglio che abbiamo attorno, considerato che tra Palermo e Catania c’è un buon numero delle firme di LuciaLibri”. 

7 – Oggi è la mafia che si cautela, che non si espone, che cerca di rimanere nell’ombra. Questo rischia di farci perdere gli anticorpi che abbiamo sviluppato grazie a persone che ci hanno fatto capire cos’è questo fenomeno e come ci coinvolge tutti.” Queste parole di Francesca La Mantia, scrittrice e regista palermitana, muovono profonde riflessioni…

“Da decenni ormai Cosa nostra si è inabissata e continua i suoi affari sporchi, vigliacchi, potenzialmente è più pericolosa di quando mostrò il suo volto feroce.

Rispetto al passato però ci sono importanti dosi di consapevolezza e coraggio delle generazioni più giovani, non sono una speranza ma una certezza”.

8 – ilRecensore.it ha l’obiettivo di dare voce a tutti gli attori della filiera editoriale. C’è una categoria di professionisti nel percorso di ogni libro, che secondo te ha un’importanza vitale e di cui si parla sempre troppo poco?

“Non si parla abbastanza, si sussurra appena, di tutte quelle professionalità imprigionate nella sacca del precariato.

Nell’editoria, come in altre realtà del mondo del lavoro. Non si dà il giusto merito a una pletora di editor, traduttori, professionisti della comunicazione, che spesso sono il sale delle case editrici e che fanno un continuo encomiabile insostituibile lavoro per diffondere letteratura, cioè bellezza.

Nota di merito ai freelance della comunicazione, specie quelli che lavorano alla periferia dell’impero e che costruiscono idee e lavoro giorno dopo giorno. Serve perseveranza, fantasia e tanto amor proprio”

9 – Negli ultimi tempi, soprattutto negli States e negli UK si parla di un nuovo modo di leggere, rileggere e scrivere i libri e di una nuova professione: il sensitivity reader, un editor che s’incarica di passare al setaccio i testi alla ricerca di parole e contenuti offensivi. È “ un’isteria di massa” come ha detto Ian McEwan oppure una fase necessaria?

“Il politicamente corretto e il politicamente scorretto hanno entrambi splendori e miserie. Difficile, però, essere in disaccordo con uno come McEwan”.

10 – Un sogno a occhi aperti: LuciaLibri tra dieci anni

“Impossibile fare pronostici, improbabile forse anche sognare.

Abbiamo superato i sei anni di vita, desideriamo superare di slancio la proverbiale crisi del settimo anno e poi… chissà!

Magari tra dieci anni non esisteremo più, obsoleti, sorpassati, dediti ad altro, figli di una diaspora, eredi di un mondo non più lucente. O magari faremo parte di un network più ampio, formeremo un “cartello” con altre realtà con cui ci riconosceremo in sintonia.

Lancio fin da ora una proposta di gemellaggio con ilRecensore.it, realtà giovane, che ha però dentro di sé tanta esperienza e idee chiare. [ proposta superaccettata! 😉 ]

O magari, tra un decennio, LuciaLibri sarà una casa editrice. Ne vedremmo delle belle!

11- Infine chiudiamo con due inviti che rivolgiamo a tutti. Ci puoi citare tre libri che secondo te dovrebbero leggere tutti e un autore da scoprire o riscoprire?

Tre titoli secchi: “Le morte” di Jorge Ibargüengoitia, edito da La Nuova Frontiera, “Traducendo Hannah” di Ronaldo Wrobel, per Giuntina, “Angelica e le comete” di Fabio Stassi (Sellerio).

Oppure: “La scatola nera” di Amos Oz (Feltrinelli), “Il viaggiatore del secolo” di Andres Neuman (Ponte alle Grazie), “Andarsene” di Rodrigo Hasbun (Sur).

O, infine: “Argo il cieco” di Gesualdo Bufalino (Bompiani), “Attia e la guerra dei gobbi” di Isidoro Meli (Frassinelli), “La storia dell’amore” di Nicole Krauss (Guanda).

Mi sono un po’ lasciato prendere la mano con le terzine… 

Per il resto, visto che non mi sono giocato il jolly 🙂 non un nome ma due da scoprire o riscoprire. Una scrittrice da cui farsi invadere è Clarice Lispector, tra Adelphi e Feltrinelli c’è un po’ tutto quello che occorre per trovarle spazio nell’Olimpo di qualsiasi lettore. L’altro nome, sottovalutato da cent’anni e più, è quello di Grazia Deledda, negli ultimi anni si sono moltiplicate le edizioni dei suoi libri, mi piace segnalare l’ultimissima, pubblicata dalla casa editrice palermitana Urban Apnea, “Il segreto dell’uomo solitario”.

12 – “Non abbiate timore dell’assurdo; non indietreggiate dinanzi al fantastico” diceva Karen Blixen. Prima di salutarci ci regaleresti un pensiero che ci aiuti a mettere in fila i nostri passi anche domani?

“Può andar bene Dopotutto, domani è un altro giorno!???

Grazie mille per la disponibilità Salvatore! :-))

Jorge Ibargüengoitia

Le morte

Titolo originale: Las Muertas

Edizioni la nuova frontiera

Traduttore: Angelo Morino

“A Concepción de Ruiz le case che contano stanno intorno alla plaza de Armas: il Municipio, il Tribunale, il Commissariato di Polizia e l’Hotel Gómez. Nella piazza crescono trentotto allori, considerati da molti la caratteristica più bella del paese – le chiese, lo ammettono tutti, non valgono niente. Cinque volte all’anno un giardiniere li pota in modo che abbiano la forma di un cilindro perfetto, a imitazione degli alberi che ci sono nel Giardino della Costituzione a Cuévano, che è la capitale dello Stato.
È un piccolo paese. Ha quarantadue isolati. A partire dal centro non si può camminare per più di quattro isolati in nessuna direzione senza arrivare agli immondezzai. Secondo la guida telefonica, a Concepción de Ruiz ci sono ventotto abbonati, dei quali undici si chiamano Gómez.”

Scortata da tre uomini una donna arriva in un villaggio per regolare i conti con un vecchio amante che si è rifugiato lì. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, lo rintraccia in una panetteria; immediatamente sopraggiungono gli spari e l’incendio del locale.
Le indagini iniziano subito e portano alla luce una macabra storia di parecchi anni prima, quando le sorelle Baladro, Serafina, l’attentatrice, e Arcángela erano le ricche proprietarie di alcune case d’appuntamento nello stato di Plan de Abajo. Quando gli affari però avevano iniziato ad andare male, anche il clima tra le prostitute e le tenutarie si era deteriorato fino a un tragico epilogo.
Ispirato a un episodio di cronaca nera tra i più sconvolgenti della storia messicana, Le morte è una commedia nera scritta con il tono laconico di un rapporto di polizia che ci immerge nel mondo oscuro della prostituzione in un paese dove la giustizia è al collasso.

Un romanzo che ricorda A sangue freddo di Truman Capote, ma con il tocco umoristico e disincantato di Ibargüengoitia.
– El País

Autore

  • Patty

    Socia fondatrice della Rivista ilRecensore.it SEO Content Creator, traduttrice, Blogger e firma di interviste e recensioni su vari siti letterari. Cresciuta a Goethe e cioccolata, ho trascorso gran parte della vita tra l’Italia, la Germania e la Francia, apolide nel Dna tanto quanto nel Pensiero. Gli studi classici prima e Scienze Politiche poi, hanno sviluppato il mio senso critico, sfociato poi nella mia vita da BookBlogger. Sono sempre in cerca della storia perfetta. In borsa porto Joyce e Jackson, le penne che compro in giro per il mondo e tanta passione.

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