Effetto Proust - ilRecensore.it
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Effetto Proust sbarca in Brasile: Adriana Lisboa e il progetto Tempo de ler Proust

La scrittrice premio José Saramago Adriana Lisboa racconta la community internazionale che dal 2025 legge Alla ricerca del tempo perduto ad alta voce online

Effetto proust e la comunità brasiliana di Adriana Lisboa - ilRecensore.it

Dall’ottobre del 2025 in lingua portoghese la community Tempo de ler Proust si incontra on line, con il coordinamento di Adriana Lisboa e Raquel Abi-Sâmara. Abbiamo chiesto alle coordinatrici di raccontare la loro esperienza a EffettoProust e poi abbiamo fatto alcune domande ad Adriana Lisboa, scrittrice tradotta in più di venti paesi (in Italia da La Nuova Frontiera, Graphé e Angelica Editore) premio José Saramago nel 2003.

Proust, ad alta voce

Adriana Lisboa e Raquel Abi-Sâmara

Leggere lentamente oggi è un gesto politico. In un mondo governato da metriche di coinvolgimento, accelerazione continua e cattura incessante dell’attenzione, scegliere la lentezza e insistere su di essa è una forma di resistenza. È con questo spirito che, nell’ottobre 2025, il nostro gruppo Tempo de Ler Proust ha iniziato a leggere Alla ricerca del tempo perduto insieme ad alta voce, una volta a settimana, attraverso lo schermo del computer.

L’idea era semplice, quasi ingenua: condividere la lettura. Non ci sarebbero state lezioni, né commenti, né interpretazioni. Abbiamo scelto una delle tre traduzioni ufficiali di Recherche du Cinéma in portoghese brasiliano (la più antica, degli anni ’50). Il gruppo sarebbe libero, segnato dall’orizzontalità di un’assenza di autorità, e le riunioni non sarebbero state registrate.

La lettura esiste solo nel processo del suo “accadere”. 

In questi incontri, due volontari leggono per circa venti minuti ciascuno, dando al narratore proustiano il suo ritmo, il suo respiro, il suo accento. Ogni lettura è un corpo nella scena. I brani assumono pesi diversi: alcuni sono leggeri, altri richiedono silenzio intorno. Dove la voce esita, dove accelera, dove si inabissa: si rivela un tempo personale e irripetibile.

Dopo quaranta minuti, che allo stesso tempo sembrano piuttosto brevi e tuttavia dove i nostri mondi si adattano, arriva l’interruzione.

A volte ci fermiamo nel mezzo di un passaggio emozionante. In mezzo all’attesa, nell’anticamera di una rivelazione.

Siamo stati sospesi, in attesa della prossima settimana, come se aspettassimo notizie dal giardino di Combray. Nulla è concluso. Tutto rimane aperto. Abbiamo parlato brevemente del brano letto: impressioni, osservazioni, glorie, aneddoti personali. 

Nel tempo, è diventato chiaro che le nostre riunioni non sono solo letture. C’è anche qualcosa di performatico in loro, anche se senza un palcoscenico o un pubblico.

Un evento fatto di presenza e ascolto condiviso, di attenzione al gesto minimo della voce.

Abbiamo sentito gli accenti del portoghese brasiliano: quelli di coloro che vivono nel sud del paese, nel nord-est, all’estero. Ci sono partecipanti in diversi stati brasiliani, in alcuni paesi delle Americhe, Europa e Asia. I nomi francesi si pronunciano a modo nostro. Combray, les Débats-roses, Roussainville-le-Pin. Ogni lettura è diversa. Ogni voce si aggrappa per un attimo al corpo del narratore, come la figura femminile del sogno che attraversa le prime pagine di Dalla parte di Swann.

Alcune frasi suonano particolarmente felici nella nostra lingua: la lingua parlata, il linguaggio vivente. Un brano pronunciato ad alta voce può ottenere morbidezza, lucentezza, spessore. Per un momento. Poi ci sono i registri della nostra memoria, volontaria o no. La lettura non lascia tracce digitali. Ma lascia segni, echi. Il tentativo di stabilire, momentaneamente, un altro rapporto con l’opera di Proust, con la parola e con gli altri lettori.

Abbiamo seguito questa strada, settimana dopo settimana, leggendo e interrompendo, facendo pause e riprendendo. Alla ricerca del tempo perduto e, in questo processo, forse anche di uno spazio comune dove poter vagare ed ascoltare.

Raquel Abi‑Sâmara,  traduttrice e scrittrice, è docente presso l’Università di Macao - Effetto proust - ilRecensore.it

Raquel Abi‑Sâmara,  traduttrice e scrittrice, è docente presso l’Università di Macao. È dottore di ricerca in Letterature Comparate presso l’Università dello Stato di Rio de Janeiro (UERJ), dove ha conseguito anche un master in Letteratura Brasiliana.

Ha svolto studi post‑laurea in Germanistica presso l’Albert‑Ludwigs‑Universität di Friburgo e la Freie Universität di Berlino, in Germania.

Adriana Lisboa - effetto proust - ilRecensore.it

Adriana Lisboa è scrittrice, traduttrice e dottore in Letterature Comparate presso l’Università dello Stato di Rio de Janeiro (UERJ).

È inoltre traduttrice in portoghese dal francese e dall’inglese di importanti scrittori, fra cui Marguerite Yourcenar, Mary Shelley e Robert Louis Stevenson.
Considerata la più promettente scrittrice brasiliana della nuova generazione, con Sinfonia in bianco ha vinto in Portogallo il Premio José Saramago Giovani 2003.
Ha ricevuto numerosi altri premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Fundação Bunge 2005.
I suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in vari Paesi, tra cui Francia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Stati Uniti e Messico

ilRecensore.it: «La vera vita, la vita finalmente scoperta e tratta alla luce, la sola vita quindi realmente vissuta, è la letteratura» scriveva Marcel Proust. È un peso enorme che quindi voi scrittori portate: portare alla luce la vera vita. Nella tua formazione e nel tuo percorso di scrittrice quale peso ha avuto la lettura di Proust?» 

Adriana Lisboa: «Proust mi accompagna da lungo tempo, ancora da prima che potessi davvero immergermi nella Recherche – perché ho deciso che avrei letto l’originale, e il mio francese non era ancora sufficiente per questo

Avevo diciotto anni. Dieci anni dopo, è stato un volume della Recherche che ho portato con me al reparto di maternità (!) quando è nato mio figlio. Ho percorso l’opera per 37 anni prima di giungere alla fine, tra reinterpretazioni e riprese. E certamente l’attenzione minuziosa al dettaglio e alle sfumature delle parole, l’umorismo straordinario, il rispetto per il lettore e, allo stesso tempo, il rifiuto assoluto di fare concessioni sono valori che brillano nel cielo, per me sono principi fondamentali.» 

ilRecensore.it: «C’è un personaggio della Recherche che senti più vicino e affine alla tua poetica?» 

A. Lisbona: «Nutro un affetto molto speciale per la nonna materna del narratore e alcuni passaggi che la coinvolgono sono, per me, tra quelli con il carico emotivo più grande di tutta la Recherche.

Anche perché la progressiva dimenticanza che opera nel narratore di fronte al ricordo della nonna è proporzionale al suo coinvolgimento nel carattere mondano dell’esistenza. In un certo senso, la nonna è il lato migliore del narratore.»

ilRecensore.it: « Esiste un erede di Marcel Proust nella letteratura contemporanea, secondo te?»

A.Lisboa: «No. Ma tra le mie letture, solo un autore (radicalmente diverso da Proust) mi fa sentire immerso in una sorta di Recherche: Jon Fosse.»

ilRecensore.it: «In molti tuoi romanzi, come Blu Corvino e Hanoi, la memoria diventa anche ricerca delle proprie radici. La tua ricerca del tempo perduto sembra riguardare non solo un individuo, ma la fisionomia di un popolo, la sua identità. Sono tematiche, quelle dei migranti e della ricerca di una nuova identità che oggi più che mai sono centrali, in un mondo che probabilmemte sta imponendo una visione univoca di “identità”.» 

A.Lisboa: «In realtà, la questione dell’identità è importante, ma ha anche più di un volto: come dici tu, può esserci l’imposizione di una visione univoca, un’appiattimento e una “bidimensionalizzazione” di cosa sarà l’identità, in un mondo preso dalla superficialità.

D’altro canto, e in modo più sottile, le identità che rivendichiamo per noi stessi possono spesso equivalere alla prigionia, alla reificazione di un modo di esistere che compromette la nostra agilità e la nostra (inevitabile, tra l’altro) mutevolezza come esseri umani viventi. Non siamo una cosa sola e le varie cose che siamo a volte si contraddicono a vicenda.»

ilRecensore.it: «Ultima domanda, per noi d’obbligo: cos’è per te l’Effetto Proust?»

A.Lisboa: «Nel nostro gruppo, una delle partecipanti ha recentemente osservato scherzosamente che Proust sta “rovinando” la sua vita di lettrice, perché ora, anche quando le piace un libro, pensa: “Non è Proust” .

Quindi, per me l’effetto Proust è una sorta di sottomissione e sofisticazione, nel miglior senso possibile di queste parole, del nostro intelletto e della nostra sensibilità. Inoltre, naturalmente, è un’esperienza così piacevole che molti come me hanno deciso che trascorreranno il resto della loro vita rileggendo Recherche finché sarà possibile.»

La Redazione de ilRecensore.it ringrazia Adriana Lisboa per la disponibilità e la ricchezza culturale del suo intervento.

Autore

  • Deborah Donato

    Laureata in filosofia, ha pubblicato testi su Wittgenstein, la cultura viennese di inizio Novecento, e ha tradotto testi di Hegel e Schrödinger. Appassionata di letteratura russa e fanatica proustiana, è attualmente insegnante, critica e lettrice accanita.

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