La città e l’abisso porta i lettori e le lettrici negli anni ’50, in una Los Angeles reale e un po’ immaginata. Ma non si tratta di un semplice giallo, qui c’è molto di più: c’è la Storia, c’è il cinema e…
Sinossi

Los Angeles, 1952. William Slaytor, poliziotto privato, riceve un incarico insolito: il rettore dell’università gli chiede di indagare su un professore che, secondo certe lettere anonime, avrebbe una relazione clandestina con una ragazza di tredici anni.
Quelle accuse hanno qualche fondamento? Se si rivelassero solo calunnie, scoprirlo grazie a un’indagine riservata eviterebbe uno scandalo devastante per il buon nome dell’istituto e per il docente.
Dopo giorni di pedinamenti, però, Slaytor si rende conto che c’è davvero qualcosa di marcio. Ma in una città enorme e complicata, estrema in ogni sua manifestazione, luci e ombre si mescolano con esiti imprevedibili…
Recensione
William Slaytor è un investigatore privato, un uomo solitario e concentrato soltanto sui lavori che gli vengono commissionati. Anni ’50, Los Angeles, il periodo è quello della “caccia alle streghe” e del Ku Klux Klan, del razzismo e di un’America che più in generale ricorda che l’attualità ha radici profonde.
Slaytor viene contattato dal rettore della UCLA per indagare su un professore dell’università che pare abbia delle perversioni non solo non in linea con la realtà accademica, ma, più in generale, con la società tutta. Nulla di complicato, pensa Slaytor, e con la sua Pontiac Streamliner comincia a pedinare il professore, incriminato da alcune lettere giunte in possesso del rettore, e a indagare per le strade di una Los Angeles reale e fittizia.
Accade così che da un’indagine si finisce a indagare su altro e poi altro ancora, tra personaggi caratteristici che aiuteranno Slaytor ad avere il quadro di una situazione che è ricca di elementi tra loro apparentemente lontani. (Nota a margine molto importante) il tutto avverrà tenendo bene a mente il modus operandi che lo stesso Slaytor ha adottato per svolgere al meglio il suo lavoro: mai trovarsi a indagare su più casi. Ecco.
Da una parte c'eravamo noi, bianchi, caucasici, idealmente originari del Nord Europa, e con un buon lavoro. Possibilmente sposati, ma quantomeno fidanzati, con una persona di un sesso diverso dal nostro. Con il televisore in salotto e una bella auto nel garage, o nella via sotto casa. Dall’altra parte c’erano gli altri, quelli diversi: negri, messicani, giapponesi, froci, lesbiche... e gentaglia del genere. Magari anche italiani ed ebrei. E accattoni da strada: in questi casi l’etnia aveva un peso marginale. Gli omosessuali potevano anche fingere di non esserlo, esprimendo sentimenti, amori ed emozioni di nascosto. Giudei e italiani in fondo erano quasi come noi, quando ci faceva comodo. Ma per i neri non c’era difesa: il colore della pelle te lo porti addosso.
William Slaytor, che racconta quanto avvenuto una decina di anni prima, ha la possibilità di riportare gli eventi senza distaccarsi completamente dalla situazione.
Questo gli permette di usare un linguaggio e un vocabolario (ma anche di adottare certi comparenti), coerente con quei tempi; e gli permette di riportare e di far respirare un sentimento chiaro che, per molte realtà presenti all’interno della storia, ancora oggi non ha abbandonato le strade di un’America che tenta in ogni modo di nascondere (una realtà che non solo l’America cerca di nascondere, sia chiaro).
Claudio Bandi sfrutta il romanzo giallo, noir, investigativo, per raccontare qualcosa di più. In questo suo intento c’è una grande capacità nel richiamare anche lettori/lettrici non avvezzi al genere.
A un certo punto uno dei tre urlò: «C’è qualcosa, c’è qualcosa!».
Claudio Bandi, autore de La città e l’abisso, già vincitore del Premio Tedeschi 2025, esordisce con una storia ben scritta e coinvolgente, ricca di accadimenti e che riserva sorprese fino all’ultima pagina.
Ma, come è già stato detto tra le righe, non è una semplice giallo quello che il/la lettore/lettrice si troverà davanti: La città e l’abisso è un’opera ricca di richiami letterari e cinematografici di quel mondo, di quell’America che forse il/la lettore/lettrice ha già conosciuto nelle storie di Steinbeck e Chandler, o nei film come Pulp Fiction.
Provvisto di alcune note a fine pagina, cosa rara per un giallo, Claudio Bandi rimanda, come un buon amico, a una serie di opere e film in grado di far rivivere meglio l’ambientazione di questa opera prima, che certo non si conclude qua.
Titolo: La città e l’abisso
Autore: Claudio Bandi
Casa editrice: Oscar Mondadori
Genere: Giallo
Autore

Claudio Bandi 1962.
Professore di Microbiologia all’Università degli Studi di Milano, è appassionato di cinema e letteratura americani.
Con il primo romanzo, La città e l’abisso, ha vinto il Premio Tedeschi 2025.


