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Noi bei pezzi di carne di Colwill Brown

Noi bei pezzi di carne: L’adolescenza cruda, feroce e indimenticabile di Colwill Brown

Tre adolescenti con l’energia per stravolgere il mondo intero, nate e cresciute in una
cittadina del nord dell’Inghilterra che nessuno conosce se non per qualche battuta sulla vita di
provincia o per prendere la coincidenza di un treno per Londra. Doncaster, Donny per chi ci
abita, è un posto deprimente, eppure, nonostante tutto, Rach, Shaz e Kel non si fanno mancare
niente.

Le serate in discoteca rinforzate da innumerevoli cocktail, i piccoli furti, i viaggi di notte in
treno senza biglietto né documenti, le chiacchiere infinite accompagnate da infinite sigarette, i
ragazzi con cui perdere la verginità. Sentono addosso la pressione di integrarsi, di raggiungere
ogni traguardo troppo presto, di assomigliare agli amici più cool. Il loro è un legame indissolubile
anche quando nel corso degli anni le tre amiche affrontano la violenza e il dolore, si avvicinano
e si allontanano, si trasferiscono e si innamorano. Eppure c’è sempre qualcosa che minaccia di
distruggere il loro affetto, qualcosa che cova sotto la superficie, sepolto in anni di frastuono e di
silenzi. Un giorno quel buio dovrà essere finalmente affrontato.


Noi bei pezzi di carne racconta un destino difficile e lo trasforma in poesia, con la potenza di
Trainspotting e l’oscurità di Una vita come tante.

Tramuta un luogo dimenticato e trascurato nel
cuore pulsante del mondo, grazie a tre protagoniste che sembra di conoscere da sempre,
intraviste nei corridoi di un supermarket, o per strada all’alba, di ritorno da una nottata. Non è
una storia facile, dolce o consolatoria: al contrario, la ferocia dello sguardo, dei gesti e delle
azioni, e un linguaggio frenetico e ruvido scolpiscono con furia il ritratto di un’amicizia fatta di
lealtà tribale e di litigi rabbiosi, di tenerezze e di risate sguaiate.

Sullo sfondo c’è una piccola
città spaccata dalle differenze di classe, anni violenti e magnifici in cui tutto sembra possibile.
Con voce unica, Colwill Brown ha inventato tre vite: Rach, Shaz e Kel sono commoventi,
inquietanti e alla fine indimenticabili.

L’adolescenza è un periodo particolare e ognuno la ricorda a modo suo. C’è chi la
cancella, chi la guarda con tenerezza, ma non è mai un momento neutro nella propria vita.
Leggendo questo romanzo di Colwill Brown mi sono trovata a riflettere su quanto questi anni
possano segnare il proprio futuro. Io sono poco più grande di questa scrittrice e ho riconosciuto
certe situazioni descritte, alcuni modi di parlare, il modo di usare la sfacciataggine per coprire
l’insicurezza, la rozzezza come sistema per essere considerata più cool, l’obbligo di vestire in un
determinato modo per non essere classificata come una nullità.

Sì, perché esistono mille codici non scritti quando sei adolescente, e se non li segui lo fai a tuo rischio e pericolo, pena l’esclusione dal gruppo. Ma il vero problema sono le sfumature di queste regole; per esempio, quanti millimetri intercorrono tra l’essere considerata una ragazza a posto e una sgualdrina? E quanto il giudizio che viene espresso in quegli anni ti si appiccica addosso e ti rimane attaccato nell’età adulta? E se hai avuto la sfortuna di subire un trauma durante l’adolescenza, riuscirai ad elaborarlo per poter diventare un adulto equilibrato o diventerà il perno sbilenco della tua esistenza e inquinerà tutti i tuoi rapporti?


Noi bei pezzi di carne illumina in modo spietato un’età ambigua, il momento in cui un individuo
non ancora perfettamente formato nel carattere si rapporta con la società esterna e fa
esperienza del mondo fuori dal cerchio familiare

Avere amicizie è fondamentale in quel periodo perché ti permette di affrontare situazioni nuove potendo contare sul supporto di tuoi pari. Senza amici saresti solo di fronte al mondo, e questo sì che può essere spaventoso.


Il mondo descritto da Colwill Brown è violento e aspro, l’atmosfera è pervasa da un costante velo di oppressione che avvelena i rapporti tra le persone.


Doncaster è una città depressa, che negli anni Duemila non si è ancora ripresa dalle politiche di
privatizzazione delle industrie statali e dalla liberalizzazione del mercato adottate da Margaret
Thatcher negli anni Ottanta. La mancanza di lavoro e la conseguente perdita della dignità delle
persone ha sconquassato un tessuto sociale che si è trovato a dover affrontare la povertà
,
l’abuso di alcol e droga e l’aumento della delinquenza. Tutto questo si è riverberato
malevolmente su una popolazione stanca, a cui manca la speranza. Shaz, Kel e Rach
sperimentano sulla loro pelle l’abbrutimento della società che le circonda
, si scontrano spesso
con una mascolinità rozza, incapace di esprimere la propria interiorità e per questo motivo
causa di episodi aggressivi.

Loro stesse sanno fin da piccole che farsi rispettare è essenziale per sopravvivere e non esitano a utilizzare atteggiamenti spavaldi e “burini” per rimarcarlo. E nonostante ciò non riescono a schivare tutti i colpi che la vita ha in serbo per loro.


Ma la durezza di tutto questo non sta solo in ciò che succede alle protagoniste, quanto nel
momento in cui loro tre cominceranno a non condividere più apertamente tutta la loro esistenza,
il momento in cui si troveranno ad affrontare da sole la vita e le sue brutture, in cui cresceranno
e sentiranno la nostalgia di un passato in cui le amiche ti coprivano le spalle, mentre ora
faticano a capirti perché mancano loro le informazioni per farlo… Solo la verità potrà sbloccare
questa impasse, ma ci vuole molto coraggio per fare questo passo.


Noi bei pezzi di carne è un romanzo crudo e diretto. Colwill Brown riesce ad esprimere la verità
di quegli anni con grande sincerità perché consapevole che la vita reale è fatta di momenti tristi
quanto di attimi sublimi, di squallore e di bellezza, di noia, di conformismo, di dolore, di gioia e di
tenerezza

E’ riuscita a rendere credibili le sue tre protagoniste utilizzando un linguaggio secco,
colloquiale, pieno di slang
, proprio come quello utilizzato, con varie sfumature, dagli adolescenti
di tutto il mondo.

Questo è il suo primo romanzo ma mostra già un grande talento e sono sicura che, con queste premesse, ci riserverà delle belle sorprese in futuro.

Colwill Brown (1987) è nata e cresciuta a Doncaster, nello Yorkshire del Sud. Ha
studiato presso l’Università del Texas e ha un master in Letteratura inglese presso il Boston College. Ha pubblicato racconti su Granta, Prairie Schooner e altre riviste. Noi bei pezzi di carne è il suo primo romanzo, uscito in Gran Bretagna nel 2025.

Autore

  • Ambra Devoti

    Ambra Devoti, nata a Piacenza nel 1984. Ha frequentato il liceo artistico nella sua città natale per poi trasferirsi a Firenze dove si è laureata all'Accademia delle Belle Arti. Appassionata di cinema, musica, arte e letteratura, assolutamente indispensabili per vivere una vita degna di essere vissuta

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