Tre nomi - narrativa contemporanea - ilRecensore.it
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Tre nomi di Florence Knapp 

Tre nomi: il romanzo che trasforma una scelta in infinite possibilità

Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita.

La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear.

Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi. In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso.

Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza. Questo romanzo ci spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro.

Non ci ho creduto subito a Tre nomi di Florence Knapp, edito Garzanti.

Non ci ho creduto perché come libraio sono bombardato giornalmente da libri acclamati dalla critica e da altri librai/libraie; dal The Times e da Tizia che ne parla sui social come il libro più bello che abbia mai letto negli ultimi trecentosessantacinque reel fatti. Quindi l’ho lasciato un po’ lì, tra le grinfie dei lettori e delle lettrici che hanno colto subito i suggerimenti e i passa parola.

Per un po’ mi sono limitato soltanto a riordinarlo e a non farlo mai mancare (spoiler, la prima volta mi è sfuggito e per un po’ non l’ho avuto…). Poi, è accaduto. Ed è accaduto in un momento in cui il libro sembrava aver trovato ormai la sua dimensione, la sua quiete. Così un giorno (nemmeno troppo lontano), decido di prenderlo e di sfogliarlo, di ascoltarlo leggendo la descrizione che si trova nella prima aletta non appena si apre il libro.

Ed eccoci qui, a parlare di Tre nomi.

La prima impressione è la potenza, la potenza di alcune immagini che ti rimangono impresse nella mente.

Leggi e non ci credi, non ci credi che si possa fare letteratura raccontando certi avvenimenti. Il libro è ben scritto, è scorrevole, si legge piacevolmente. L’idea di fondo è veramente molto originale e per niente semplice da realizzare: ci ritroviamo davanti a una singola nascita, ma gli scenari che si aprono sono tre, tre i nomi e quindi tre vite che fanno capo a una soltanto.

Gordon, Julian o Bear?

Che cosa potrà mai essere un nome? Quanta influenza può esercitare un nome sulla vita tutta? Possibile che un’accozzaglia di consonanti e vocali basti a delineare un percorso che chiede soltanto di unire i punti?

Gordon è la volontà del padre che vorrebbe continuare a portare avanti questa idea, tutta al maschile, di chiamare il figlio col proprio nome che è stato a sua volta il nome del proprio padre; Julian è il desiderio della madre, Cora, che per non deludere le aspettative di Gordon (il marito) è disposta a scendere a un compromesso: Julian significa Padre del cielo, e per Cora il Padre del cielo è il padre di tutti; infine, c’è la richiesta di Maia, la figlia, che vorrebbe tanto chiamarlo Bear.

Nell’indecisione, si aprono tre possibilità, ognuna con altrettante indefinite possibilità che andranno a delineare la vita del nascituro ma anche e soprattutto le vite di Cora, Gordon e Maia. 

Capita spesso, durante le prime fasi della lettura, di domandarsi perché il personaggio in questione adotti sempre lo stesso atteggiamento e non cambi mai (ma… non si dice altro). Poi però ritorna in mente il perché: stiamo leggendo Tre nomi, il nome è una maledizione e una predizione allo stesso tempo. 

A fine romanzo, troviamo una lista di nomi e dei loro significati. E questa è davvero una bella opportunità e un ottimo strumento per leggere e comprendere una storia che, nella sua semplicità, comunque tiene impegnati con i suoi spazi temporali e realtà alternative. 

E poi c’è l’intervista all’autrice che è davvero molto interessante e che fa apprezzare al meglio un romanzo come Tre nomi che certo ne sentiremo parlare a lungo.


Florence Knapp esordisce nel panorama editoriale con Tre nomi, pubblicato in Italia da Garzanti nel 2026.

Autore

  • Luca de Vincentiis

    Sono Luca de Vincentiis, con la “d” minuscola (perché secondo il nonno paterno s’ha da scrivere così) e due sono le benedette “ii” alla fine del cognome. Nato a Sanremo, città dei fiori, della musica, di mare e dal meraviglioso clima. Sono felicemente libraio e genitore di quattro libri di poesia: “Alla ricerca degli istanti perduti”, Gruppo Albatros Il Filo, 2021; “Amore e discordia”, L’Erudita, 2022; “Fiori da ponente”, Ed. Ensemble, 2024, “Ciò che tu già non sai, ciò che tu non mi comandi di dirti” Ed. Ensemble 2025.  Faccio parte di un collettivo di poesia che si chiama Il Vivaio del Verso e mi piacciono la fotografia, la pizza, la pasta col tonno, il vino rosso (non meno di 14 gradi) e la birra rossa. Mi piacciono anche altre cose. Sono Sagittario: ometto ma non mento.

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