Figli: i Bastardi si scoprono genitori, figli, eredità emotive
Sinossi
«I figli. Forse quando non li hai non ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. Forse».
È una calda notte di luglio quando in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa è successo. Un’anziana insonne ha sentito un tonfo, si è affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui.
È un mistero anche il motivo per cui l’uomo – noto medico patologo – si trovasse in quella zona a un’ora tanto tarda. Ma è subito chiaro che a uccidere Cascetta non è stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. Scoprire il colpevole sarà compito dei Bastardi, la piú sgangherata e abile squadra di poliziotti della città.
Le pressioni, al solito, non mancano. Se da un lato il loro lavoro è sempre sotto esame da parte dei superiori, dall’altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.
Recensione
“Vi siete mai immedesimati nelle persone che catturate, che assicurate a magistrati processi e celle?”
Maurizio De Giovanni lo fa ancora una volta.
È ancora lì, in quel confine sottile e fumoso tra bene e male, tra chi giudica e chi viene giudicato.
Lo fa anche in Figli, nuovo capitolo della saga dei Bastardi di Pizzofalcone, dove quel fragile confine si carica di un’emozione primordiale, potente, inevitabile: l’amore per e dei figli.
Sempre più emotiva, la penna di De Giovanni scava nelle ombre che si allungano sulla vita privata dei suoi personaggi. Qui il suo sguardo si posa sulla sfera più delicata dell’essere umano: la genitorialità, il rapporto tra genitori e figli, quell’amore devastante che riesce a mettere tutto il resto in secondo piano.
«Ah, i figli.
Quanto sarebbe facile senza di loro.»
I Bastardi sono ormai lontani dalle minacce che incombevano sul commissariato.
La loro squadra, un tempo considerata un errore amministrativo destinato a dissolversi, ha dimostrato di essere indispensabile. E così De Giovanni concede loro qualcosa di raro: il respiro della vita privata.
Li osserva nelle loro stanze più intime, nelle pieghe silenziose dei loro pensieri.
Esplora il loro rapporto con i figli, reale o immaginato, desiderato o temuto.
È qui che si aprono le vie sotterranee di questo sentimento assoluto.
Hulk sogna di adottare la piccola Giorgia.
Il Cinese cerca il linguaggio giusto per entrare, con delicatezza, nel dolore della figlia adolescente.
Elsa si troverà a combattere per Vicky una battaglia che non avrebbe mai immaginato.
Alex intravede la possibilità di un futuro diverso.
Marco Aragona, il personaggio più multicolor dell’universo di De Giovanni, scopre un sentimento figliale inatteso.
E poi c’è Ottavia, madre stanca e combattuta, intrappolata in un amore difficile per un figlio autistico che oscilla tra la fatica quotidiana e il senso di colpa.
«…la vita è fatta di genitori e di figli, così come di amanti e di mogli, di mariti e di amici, ma in primo luogo di genitori e di figli… perché sono indissolubili e irreversibili, perché sono inevitabili.»
L’indagine, più che in altri romanzi della serie, si muove quasi ai margini della narrazione.
La morte di Francesco Cascetta, medico patologo e proprietario di un laboratorio di analisi, conduce gli agenti dentro un’altra Napoli: quella dei quartieri residenziali, delle comunità chiuse, dei salotti silenziosi dove tutto deve restare immacolato.
«…noi, quelli come noi giriamo sempre per gli stessi posti: è come se vivessimo in un villaggio di poche centinaia di metri quadrati.»
De Giovanni non dimentica mai il contesto sociale.
Osserva e racconta una città che spesso si chiude in se stessa, dove le distanze tra mondi diversi diventano barriere invisibili.
Se nel precedente romanzo Pioggia la narrazione era immersa in un diluvio sensoriale, una tempesta emotiva e fisica, Figli si muove invece nel territorio misterioso della notte.
La notte fonda, l’attimo cristallizzato in cui tutto sembra possibile.
Quel momento sospeso in cui le soluzioni sembrano improvvisamente vicine, limpide, quasi evidenti.
Ma dura poco.
Un battito di ciglia.
Poi arrivano le notti insonni, quelle in cui i peggiori futuri possibili prendono forma, si attorcigliano ai pensieri e trascinano i Bastardi verso un’alba che non porta sollievo, ma nuove inquietudini.
Figli è prima di tutto un inno alla genitorialità.
Un romanzo che si allontana volutamente dalle rigidità del crime per avvicinarsi sempre di più alla dimensione narrativa personale del suo autore.
Maurizio De Giovanni vive i suoi personaggi come corpi sociali con cui empatizzare: deride Aragona, soffre con Lojacono, respira le notti di Palma.
Ogni nuovo capitolo rende sempre più chiaro l’universo letterario di uno scrittore che ormai sfugge alle classificazioni di genere.
Perché i Bastardi non sono più soltanto una squadra di poliziotti.
Sono diventati qualcosa di più familiare.
Qualcosa che il lettore aspetta di ritrovare, ogni volta, come si aspetta il ritorno di un buon amico che vive lontano.
“Ma i figli sono un’eredità lasciata al mondo.
Sono un viaggio nel tempo, i figli.”
TITOLO: Figli per i Bastardi di Pizzofalcone
AUTORE: Maurizio De Giovanni
EDITORE: Einaudi – in libreria dal 17 Marzo 2026
GENERE: crime, narrativa contemporanea, poliziesco
AUTORE

Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano. È celebre soprattutto per il personaggio del Commissario Ricciardi, per i bastardi di Pizzofalcone, e per Mina Settembre, protagonisti di molte sue opere da cui sono state tratte serie televisive di successo.
Nel 2007 Fandango pubblica Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, la prima opera ispirata alle quattro stagioni e che dà il via alle indagini del commissario, cui seguono nel 2008 La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, nel 2009 Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi e nel 2010 Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi. Dal 2011 la saga viene continuata e pubblicata da Einaudi. Le vicende di Ricciardi diventaranno una serie televisiva Rai con Lino Guanciale nei panni del commissario.
«Napoli è l’unica città che lascia il segno. È impossibile dimenticarla» – Maurizio De Giovanni, linkiesta.it
Al centro dei romanzi di De Giovanni troviamo sempre Napoli, bella e al tempo stesso inquietante, di cui lo scrittore riporta colori, voci, contraddizioni, luci e ombre. Dal 2013, sempre per Einaudi, inaugura la serie dei bastardi di Pizzofalcone, che segna il passaggio dal noir classico al police procedural. Tra i titoli ricordiamo, Buio per i bastardi di Pizzofalcone (2013), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017), Angeli per i bastardi di Pizzofalcone (2021), Pioggia per i bastardi di Pizzofalcone (2024). Il protagonista della saga, Giuseppe Lojacono è interpretato da Alessandro Gassmann in una serie tv di successo.
Sempre nel 2013 scrive un racconto per la raccolta antologica di Sellerio, Un giorno di Settembre a Natale, in cui fa il suo esordio l’assistente sociale Mina Settembre (interpretata in tv da Serena Rossi).
Tra le altre opere, ricodiamo la serie con protagonista Sara Morozzi, ex agente di un’agenzia di servizi segreti. Alcuni titoli: Sara al tramonto (Rizzoli, 2018), Una lettera per Sara (Rizzoli, 2020), Sorelle. Una storia di Sara (Rizzoli, 2023).
Nel 2025 esce per Mondadori, L’antico amore.
Nel 2025 pubblica per Feltrinelli, L’orologiaio di Brest, un romanzo che interroga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, verità e segreti, ma soprattutto che indaga il più indecifrabile dei legami: quello tra padri e figli.
Maurizio de Giovanni ha scritto anche per il teatro. Tra i suoi drammi, si distinguono l’adattamento di Qualcuno volò sul nido del cuculo (2015) e Il silenzio grande (2019), diventato anche un film diretto da Alessandro Gassmann.

