Belladonna - fantasy - ilRecensore.it
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BELLADONNA la trilogia di Adalyn Grace

Belladonna: un fantasy gotico tra mistero, amore e oscurità, dove destino e morte si intrecciano in una storia seducente e inquietante

Da che ha memoria, Signa ha visto morire tutte le persone che le stanno accanto. Appena dopo il suo arrivo dagli Hawthorne, gli unici parenti rimasti in vita, non ci mette molto a scoprire i segreti che si celano tra le mura della loro cupa dimora: mentre il padre piange la defunta moglie organizzando feste sfrenate, lo spirito inquieto della donna appare a Signa, sostenendo di essere stata avvelenata.

Per scoprire il colpevole, la giovane si trova costretta ad allearsi con qualcuno di pericoloso quanto affascinante: Morte, l’unica presenza che non l’ha mai abbandonata, tessendo con lei un legame profondo e irresistibile. Quando le prove sembrano inchiodare il padrone di casa, sua figlia Blythe e Signa chiedono l’aiuto di Fato, fratello di Morte, che vuole da sempre Signa per sé ed è determinato a vendicarsi di chi gliel’ha portata via. Più tempo trascorre con Fato, più Signa inizia a mostrare strani poteri.

Misteri e pericoli si annidano dietro ogni angolo e le due ragazze devono capire di chi fidarsi, mentre i loro destini rimangono in bilico tra gli omicidi mai svelati che perseguitano la famiglia Hawthorne e gli inaspettati giochi di Fato. Saranno proprio quei giochi a portare Blythe verso un futuro che non avrebbe mai scelto, se non fosse stato necessario per salvare il padre dalla condanna a morte: il matrimonio.

Ma Blythe Hawthorne non ha permesso mai a nessuno di dirle cosa fare, e di certo non potrà farlo l’uomo insopportabile a cui è legata suo malgrado. Blythe è determinata a essere una spina nel suo fianco, ma quando scopre un nuovo lato di se stessa legato al passato del suo enigmatico marito, dovrà capire se è disposta a lasciare che questa inaspettata scintilla divampi… e scoprire così chi è davvero.

Bentrovati, viaggiatori della lettura! Oggi il nostro treno letterario rallenta la sua corsa e si ferma in una stazione avvolta dalla nebbia, tra giardini decadenti, statue ricoperte di muschio e sale da ballo dove il profumo dei gigli si mescola pericolosamente a quello del veleno. 

Vorrei parlarvi di una storia che mi ha letteralmente stregata, un viaggio che non attraversa solo le mura di una dimora cupa, ma i territori più inesplorati e oscuri del cuore umano e del soprannaturale.

Tutto ha inizio con Signa, una protagonista che da che ha memoria porta sulle spalle un fardello terribile e affascinante al tempo stesso: la morte sembra seguirla ovunque come un’ombra fedele, mietendo le vite di chiunque le stia accanto. Quando arriva dagli Hawthorne – l’ultima speranza di una famiglia che sembra ormai sull’orlo del baratro – ci troviamo immersi in un’atmosfera gotica che ricorda i grandi classici, ma con un guizzo moderno e irresistibile.

Immergersi in queste pagine significa varcare la soglia di una villa che non è una semplice ambientazione, ma un organismo vivo e pulsante, fatto di segreti sussurrati dietro pesanti tendaggi di velluto, corridoi bui che sembrano mutare e presenze inquiete che non trovano pace. Il vero colpo di fulmine, per me, è stato il legame tra Signa e Morte. 

Qui non troverete la solita figura spaventosa delle leggende; Morte è una presenza pericolosa, affascinante e profondamente malinconica, l’unica entità che non l’ha mai abbandonata.

La loro connessione è elettrica, un intreccio di sguardi e silenzi che ti tiene incollata alle pagine, almeno finché la narrazione non subisce una scossa tellurica con l’ingresso in scena di Fato, il fratello di Morte, che porta con sé una vendetta antica e una determinazione feroce.

La trama gialla, che ruota attorno allo spirito tormentato della defunta signora Hawthorne, trascina il lettore in un vortice di sospetti dove nessuno è davvero innocente.

Eppure, il cuore pulsante di questa storia risiede nell’evoluzione di Blythe, un personaggio che ho adorato per la sua determinazione d’acciaio.

Blythe incarna il rifiuto di piegarsi alle convenzioni di un’epoca che la vorrebbe relegata al solo ruolo di “moglie di”. Il patto con Fato, i giochi di potere e quel matrimonio forzato accettato solo per salvare il padre dalla forca, creano gli ingredienti perfetti per un enemies-to-lovers di rara intensità.

Blythe diventa una spina nel fianco per il suo enigmatico e insopportabile marito, e scoprire come la sua natura si intrecci con il passato oscuro di lui aggiunge quel tocco di mistero che rende letteralmente impossibile chiudere il libro. Come dico spesso tra le righe: “A volte, per trovare se stessi, bisogna avere il coraggio di danzare con il proprio destino, anche quando questo ha il volto di chi vorremmo odiare.”

“Il cielo era di un ceruleo brillante, il sole splendeva senza una nuvola che adombrasse il suo cammino”.

In ultima analisi, il romanzo Belladonna ci pone di fronte a una domanda scomoda: siamo noi a forgiare il nostro cammino o siamo solo burattini nelle mani di forze superiori?

Signa e Blythe incarnano due modi opposti di rispondere a questo quesito, dimostrando come l’autrice sia riuscita a bilanciare l’estetica gotica con un’introspezione psicologica magistrale. Signa, accettando la sua natura, impara a governare ciò che temeva; Blythe, lottando contro un sistema oppressivo, ridefinisce il concetto stesso di appartenenza e identità. 

La bellezza di questo libro risiede proprio nel non offrirci risposte rassicuranti, ma nell’accompagnarci in una danza macabra e raffinata dove l’amore non è una salvezza facile, ma una complicata negoziazione con l’ignoto

Arrivare all’ultima pagina è come svegliarsi da un sogno lucido, con il dubbio di aver visto il mondo con occhi nuovi, più abituati a scorgere la luce nelle ombre più profonde. 

Belladonna è una lettura che vi lascerà addosso il freddo di una notte di nebbia e, stranamente, un calore che non sapevate di cercare.

Non abbiate paura di lasciarvi guidare dal Fato o di sfidare la Morte, perché a volte il viaggio più avventuroso è proprio quello che ci costringe a guardare dritto negli occhi ciò che ci terrorizza di più.

Adalyn Grace autrice di Belladonna - Fantasy - ilRecensore.it


Adalyn Grace è un’autrice statunitense, vive a San Diego.

Prima di dedicarsi alla scrittura ha lavorato per quattro anni nel mondo del teatro, ha diretto una rivista no profit e ha studiato tecniche narrative lavorando come stagista in una serie Nickelodeon Animation.

Poi, nel 2020, il suo romanzo d’esordio All the Stars and Teeth è stato nominato da “Enter – tainment Weekly” come “il più grande fantasy dell’anno”.

Vive a San Diego con i suoi due goffi cani, e quando non scrive si dedica alle sue passioni, anime e videogiochi. Seguila su Instagram @authoradalyngrace e sul suo sito AdalynGraceAuthor.com

Autore

  • Gisella Carullo

    Mi chiamo Gisella Carullo, sono un'insegnante con una grande passione per libri, cancelleria e le parole.
    Dal 2019 gestisco la pagina Instagram e il blog “Ogni libro è un viaggio”, spazi nati dal desiderio di condividere letture, riflessioni e appuntamenti culturali con chi ama perdersi – e ritrovarsi – tra le pagine di un buon libro.
    Collaboro con autori, case editrici e realtà del panorama editoriale italiano, sempre alla ricerca di storie che lascino il segno. Mi appassionano generi diversi, ma c’è un filo rosso che lega ogni libro che scelgo: non deve mai essere banale e scontato.

    Credo nel potere dei libri di aprire mondi, creare connessioni e stimolare pensiero critico… e se riescono anche a stupire, allora sono perfetti!

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