Bagliori: l’esordio incendiario di Beatrice Pera
Sinossi
Camelia è cresciuta in una comunità dell’entroterra ligure gestita da una suora carismatica e silenziosa: non sa chi siano i suoi genitori, ma al Coccio è circondata da ragazzi come lei, che considera fratelli e sorelle.
Dalila invece è rimasta sola con sua figlia e vive in una casa rifugio talmente lugubre da meritarsi il soprannome di «Overlook», l’hotel di Shining.
La prima non sa bene che cosa fare della sua esistenza, forse perché non è abituata a pensarsi al singolare, la seconda è un vulcano, chiacchiera, spiega, inventa il passato e il futuro con la furia delle parole. La loro amicizia ha da subito la forza delle cose inevitabili. Le sigarette, le telefonate, le notti passate a parlare sdraiate in un campo: andare a vivere insieme sembra la sola decisione possibile. Per Camelia è il primo passo nel mondo. È il bancone del pub dove spillare le birre, l’affitto da pagare, la bellezza, finalmente, di non dover rendere conto a nessuno.
È stare con Lucia, la figlia di Dalila, che diventa figlia di entrambe; perdere i punti cardinali, godere nella propria dissipazione, scoprire che ciò che più la attrae, negli uomini e nel sesso, è sempre ciò che le fa più male.
Il romanzo d’esordio di Beatrice Pera racconta la storia di un’amicizia molto vitale e molto storta: animata da un’energia irrequieta, ma carica di zone d’ombra.
Mentre Dalila cerca di non ascoltare le voci che la invitano all’autodistruzione, Camelia impara che crescere significa mettere davanti a tutto la serenità di una bambina con la testa a forma di ciliegia.
Proteggendo l’una le fragilità dell’altra, Camelia e Dalila camminano controcorrente, sbagliano, incespicano, esplorano. E provano a costruire un’idea di futuro – che forse, come tutte le cose che splendono troppo, rischia di bruciare in fretta. Ma due ragazze «difettose» come loro, senza radici e piene di vuoti, possono fondare una famiglia imprevista, sgangherata. Luminosa.
Recensione
Certe amicizie sono come il fuoco: riscaldano e consumano nello stesso tempo. È il caso di quella che unisce Camelia e Dalila, le due protagoniste di Bagliori, romanzo d’esordio di Beatrice Pera.
Le due giovani donne si conoscono fuori da un consultorio, dove una, Dalila era andata per un raschiamento, l’altra, Camelia per un controllo su un’eventuale gravidanza. Fisicamente, sono agli antipodi: Dalila, trent’anni, si presenta con un “vestito da donna posata, le unghie lunghe e curate, la matita sugli occhi disegnata alla perfezione”.
Camelia, invece, porta di sé tutto il disordine dei suoi diciott’anni, i pantaloni, strappati e la cintura di borchie e l’aspetto trasandato la rendono molto lontana dall’immagine equilibrata che Dalila vuole trasmettere. Eppure, tra le due scatta un’ immediata affinità.
Il romanzo segue le tappe del loro rapporto, le loro fughe, i ritorni, i loro tentativi maldestri di fare una famiglia. Sono quattro le partiture a scandire il ritmo della storia: Innesco, Propagazione, Flashover, Raffreddamento, a indicare il carattere incendiario che caratterizza il rapporto delle donne tra di loro e con se stesse.
La voce narrante è di Camelia. Le due protagoniste hanno in comune l’esperienza di vita in una casa-famiglia dei primi anni Duemila: Camelia ha vissuto al Coccio fin da bambina e da qui sta scappando nel tentativo di costruirsi una vita autonoma.
Dalila, invece, vive con la figlia Lucia di otto anni all’Overlook, una casa rifugio segreta, nata su iniziativa di suor Rosa e di suor Thérèse. Dopo il primo incontro l’amicizia tra le due donne si rinsalderà sempre di più: insieme troveranno un lavoro in un locale, il Jolly, si scambieranno libri, confidenze e decideranno persino di andare a vivere assieme in una casa in Val Bormida.
Tra inciampi e cadute, assistiamo pagina dopo pagina alla costruzione di due identità che non si risparmiano nulla: dipendenze da alcool e sostanze, ferite fisiche e psichiche, rapporti sessuali fugaci quanto distruttivi, nel tentativo di trovare una tregua a quel movimento centrifugo che le agita interiormente.
C’è tanto fuoco, tanto autosabotaggio, tanta ricerca di amore, il tutto raccontato con un ritmo che non concede tregua. Beatrice Pera, con i suoi 32 anni, dimostra in questo romanzo una conoscenza dell’animo umano tipica di un’età più matura.
Tutti i personaggi che ruotano attorno alle due donne appaiono sghembi e mediocri, incapaci di darsi un centro, malgrado la loro buona volontà: da Aldo ed Eleonora, la coppia di educatori del Coccio, a suor Rosa, detta la Civetta per lo sguardo indagatore che la contraddistingue, da Michele a Nicola, i due uomini con i quali Camelia intrattiene relazioni sentimentali ambigue e fallimentari. Non si salva nessuno, proprio come succede nella vita reale.
In alcuni passaggi di Bagliori c’è una maturità espressiva che lascia senza fiato.
Si legga, a titolo d’esempio, il passaggio in cui Aldo racconta a Camelia il discorso di Eleonora durante le sue nozze:
Io con te non voglio contenere niente. Lo so io cosa ti prometto. Ti prometto che se stiamo lottando e io sto perdendo, imparerò a perdere, anzi sarò fiera di farlo. Accetto che nella nostra guerra d’amore saranno più le volte in cui perderò che quelle in cui vincerò. Ti prometto di offrirti la giugulare senza paura di essere giudicata debole. E tu non mi ucciderai, perché altrimenti sarai incapace di vincere. Mi lascerai andare, e così impareremo ad avere sempre meno smania della battaglia. Sì, ti prometto che imparerò a offrirti il mio collo come fanno i lupi quando si vogliono arrendere”.
I frequenti dialoghi tra i personaggi trasmettono una fame inappagata di vita, che fa da contrasto alla desolazione del paesaggio sullo sfondo, quella Val Bormida che con le sue fabbriche di coloranti ha avvelenato aria, acque e creature.
Un romanzo che racconta senza filtri e con un ritmo avvincente quanto sia difficile trovare il proprio posto nel mondo, in qualsiasi età ci si trovi, e di come certe amicizie possano offrire rifugi colmi di calore e conforto, capaci di farci riassemblare i nostri cocci.
Titolo: Bagliori
Autrice: Beatrice Pera
Editore: Einaudi
Genere: romanzo di formazione, narrativa italiana
Autrice
Beatrice Pera nasce a Ceva nel 1994 e vive a Torino. Da qualche anno, alla scrittura del suo primo romanzo affianca l’attività di tour leader in giro per il mondo.

