LOVE, MOM - ilRecensore.it
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LOVE, MOM Vuoi sapere un segreto? di Iliana Xander

Love, Mom: quando l’amore materno diventa il più inquietante dei misteri

Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà.

È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un’indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un’estranea.

Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L’intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom».

Con amore, Mamma. Ma quale amore? E quale segreto?

Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo? Ma soprattutto chi è lei, per davvero?

Non è la trama a fare di questo libro – Love,Mom – un qualcosa di difficile da descrivere. Non è una storia straordinariamente originale. È ALTRO! È quella qualità rara che certi libri possiedono e che nessuna sinossi riesce a descrivere pienamente. 

Quattro punti fondamentali, strutturali: 

– L’autore invisibile

– Rinnovamento

– Dichiarazione esplicita

– La trappola

Iliana Xander non esiste, o almeno non esiste nel senso in cui esistono gli scrittori. Non c’è fotografia, non c’è biografia. C’è solo il nome, uno pseudonimo, e sotto quel nome un romanzo.

Questo azzeramento dell’identità autoriale (si veda Uketsu) è una scelta che incide direttamente sul modo in cui il testo viene ricevuto. Quando un autore sparisce, rimane solo la scrittura. E la scrittura di Love, Mom non ha bisogno di curriculum. C’è capacità di scrittura, c’è esperienza, manca la sovrabbondanza di chi vuole dimostrare tutto subito. L’autrice o l’autore sa cosa scrivere e quando deve essere scritto!

RIMANE SOLO IL TESTO. Il testo deve bastare. 

In Love, Mom, basta.

Il titolo del romanzo è già il romanzo. Love, Mom — Con amore, Mamma — è la chiusura che milioni di persone hanno scritto e ricevuto senza pensarci. Una firma quasi automatica messa in fondo a un messaggio. Eppure, Xander la sceglie come titolo, e quella scelta trasforma la banalità in genialità.

Il romanzo è costruito attorno a una corrispondenza epistolare direi “impossibile”: Kenzie riceve lettere dalla madre morta.

Tuttavia, la cosa sarebbe troppo semplice, troppo risolvibile. Si tratta di qualcosa che il romanzo lascia volutamente in sospeso per pochi secondi, un tempo sufficiente per porsi la domanda: chi si firma Love, Mom? L’autrice di quelle lettere non sembra disposta ad accettare la propria morte.

La forma epistolare diventa così una miccia. Ogni lettera aggiunge un’informazione e ne sospende un’altra. La chiosa finale, Love, Mom, è ripetuta con precisione. C’è una dissonanza deliberata tra la dolcezza della firma e la durezza dei contenuti: la madre confessa errori, descrive una vita che non è stata quella che Kenzie immaginava. 

È in questo contesto che risiede una delle intuizioni più riuscite del romanzo. La forma dichiara il contenuto e lo contraddice, il romanzo non risolve questa ambiguità.

Abbiamo infatti una dichiarazione aperta di Xander, la partita a scacchi.

In questo ecosistema avvelenato emerge la scelta vincente, il posizionamento dei suoi personaggi. Le identità sono stabili ma le storie che le persone portano dentro di sé non lo sono. Xander usa questa distinzione in modo netto.

C’è una scacchiera leggibile: chi sta da una parte e chi sta dall’altra. Kenzie sa orientarsi, sa riconoscere i propri alleati e i propri avversari, e questa trasparenza le permette di non perdere energie nel decifrare le intenzioni altrui. Può concentrarsi su altro: su ciò che è accaduto, su ciò che viene nascosto, su ciò che le lettere stanno cercando di dirle.

Ma la semplicità apparente del sistema è, anche in questo caso, una trappola. Se i personaggi sono trasparenti nel loro essere, è opaco ciò che hanno fatto.

L’identità — essere buoni o cattivi — è solo la superficie di storie che il tempo ha reso complesse e in parte indistricabili. Il vero conflitto non è chi sono gli altri, ma cosa hanno fatto. La ricerca di Kenzie diventa archeologia, uno scavo nel passato.

Kenzie è una figlia che non ha mai davvero conosciuto sua madre, il caso di Kenzie è più radicale: sua madre, Elizabeth Casper autrice di thriller, è morta prima che il rapporto potesse svilupparsi. Quell’assenza è una duplice eredità: un corpus letterario vario, quello di Elizabeth Casper, e il talento, trasmesso inconsapevolmente. Un’eredità che si trasforma in legame, in un rapporto più forte con la madre e, al tempo stesso, è la chiave per avvicinarsi a lei. Kenzie legge sua madre, è una ricerca identitaria.

Tuttavia, la genealogia di Kenzie è una sequenza di mancanze. Il padre è debole, consumato dall’alcol, la nonna paterna è un’ostilità senza attenuanti. Ma Kenzie non è vittima, è tenace. 

Donnie, la sorvegliante della casa-famiglia dove è cresciuta Elizabeth, è un personaggio secondario incredibile. Sa cose, le sa da molto tempo. Donnie è la custode: protegge e governa l’accesso all’informazione. La Xander le dà esattamente il peso che le serve, né troppo né troppo poco.

EJ, l’amico fedele, è la presenza stabile e priva di agenda nascosta.

Dulcis in fundo la madre, non definibile attraverso le etichette classiche. Anaffettiva? Distante? Indomita? Sicuramente non scrive solo per talento.

Elizabeth e Tonya? Un rapporto “incantevole”!

Qui tutto è perfetto, anche la scrittura. Xander scrive per difetto, una scelta difficile, che richiede una fiducia assoluta nel destinatario finale.  

Il risultato è eccellente, distonia tra forma e contenuto. La forma è ordinata, controllata. Il contenuto è caotico, carico di violenze sommerse e verità inimmaginabili.

E il romanzo produce il suo effetto: non il terrore immediato, ma l’inquietudine lenta di chi ha scoperto qualcosa che avrebbe preferito non conoscere: IL FINALE!!

E ritorniamo dove tutto ha avuto inizio.

Love, Mom è un romanzo difficile da classificare senza semplificarlo. È un thriller psicologico nel senso che ha una struttura e una verità da raggiungere. La vera forza di Love, Mom risiede nel rifiuto dell’artificio. In un’epoca di trame sature di quella stancante retorica del “niente è come sembra”, questo libro sceglie la strada della trasparenza radicale.

Il libro non gioca a nascondino. Non ci sono i cosiddetti “giochi di specchi”. Al contrario, l’autrice stende le carte sul tavolo fin dalla prima pagina, con una scrittura limpida. Nessun inganno ma chiarezza come sfida, il lettore deve interpretare la realtà che ha sotto gli occhi.

Chi cerca il classico gioco di prestigio dovrà, forse, ricominciare la lettura da capo per capire che l’essenza era lì, ferma, in attesa di essere compresa. L’orrore o la bellezza più profondi sono quelli che abbiamo smesso di guardare perché troppo evidenti.

Ci sono libri che si leggono e non lasciano traccia e libri che lasciano qualcosa di difficile da nominare.

With love, an enchanted reader!

Iliana Xander è lo pseudonimo di un’autrice di thriller psicologici la cui identità rimane sconosciuta. Scrive storie fin da quando era adolescente e ha pubblicato oltre venti romanzi di vari generi con diversi pseudonimi.

Quando non scrive, viaggia per il mondo o si dedica a folli creazioni artistiche.

Nel 2026 esce per Longanesi, Love, mom. Vuoi sapere un segreto?

Autore

  • Nico

    Socia fondatrice della rivista Il Recensore.it, LA NEMESI nella redazione di IlRecensore.it è un po' il cane sciolto. La parte cattiva e sarcastica, se vogliamo dirla tutta. Non tollera gli scopiazzatori letterari!

    Oltre ai libri, tra le sue passioni, ci sono i ferri circolari.

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