Diventare bestia - Sacha Naspini - ilRecensore.it
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Diventare Bestia di Sacha Naspini 

Diventare Bestia: l’adolescenza come una giungla in cui imparare a riconoscersi

C’è un momento in cui l’infanzia smette di essere un rifugio – l’ordine delle cose si spezza. Diventare bestia è una grande, feroce metafora di questo passaggio. Il trauma della crescita, raccontato attraverso gli occhi di Giacomo, che di colpo si scontra con le logiche di un tempo imperfetto: l’adolescenza. Arriva un animale, e prende piede, ma non è un’entità esterna; cresce dentro. Caos emotivo. Il corpo si trasforma in un luogo estraneo. Gesti incontrollabili.

Quindi l’amore, che scatena pulsioni primordiali. Il confronto con i bulli, come belve spaventate che a loro modo cercano di marcare il terreno. Poi ecco un’ulteriore e strana presenza indesiderata – c’è qualcosa che bussa.

Anzi: ruggisce. Fa capo a un segreto di famiglia. Un nucleo oscuro, custodito per anni dai genitori. Un fatto che improvvisamente indica allo stesso Giacomo un dettaglio sulla sua vera natura. La ragione profonda per cui lui, in fondo, non è affatto come gli altri ragazzi. Anzi. Fuori c’è una giungla. Dentro c’è una giungla. Non ha scampo. 

“In fuga per troppa solitudine”. Non gli era restato che continuare. In poche parole: si vergognava.

Dopo Ragazzo, un racconto lungo spiazzante e folgorante di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa, Sacha Naspini è tornato a maggio in libreria con Diventare Bestia, edito da Edizioni E/O.

In questo nuovo volume torna a raccontare un tema universale, attuale, ma lo fa in una maniera nuova, differente: torna a sviscerare l’adolescenza. 

Ambientato in Maremma, che diventa sfondo ma che è anche protagonista della narrazione, Naspini narra la storia di un giovane uomo, Giacomo, che è un adolescente, una persona in divenire, un qualcosa di non ancora definito. Giacomo affronta il primo anno di liceo e si trova davanti una serie di relazioni e di fatti che lo scuotono, che lo mettono di fronte a paure e bestie, sia esterne (la società, i compagni, la famiglia) sia interne (lo scombussolamento ormonale, la crescita, il cambiamento).

Nessun figlio si diverte a raccontare ai propri genitori di non avere amici, vivendo tra i ragazzi come un'ombra.

Diventare bestia è un romanzo allegorico, in cui il protagonista attraversa una giungla, sia essa, come detto, sociale ma anche viscerale. Un bosco lo avvolge e inghiotte, lo mette alla prova; una selva cresce dentro di sé, affondando le radici nella carne.


Nonostante questo sia un romanzo assolutamente moderno e contemporaneo, grazie a questo espediente narrativo, estremamente simbolico, assume le sfumature dei classici della letteratura che portano le figure di carta ad affrontare i propri mostri, a diventare mostri, abbandonandosi in selve, selve selvagge e aspre e forte che anche solo a ripensarci fa tornare a galla il sentimento di paura e orrore. 

… ero diventato come la pantera: attaccato su tutti i fronti. E senza una tana ...

La storia di Giacomo è tortuosa e caotica, come caotica e tortuosa è l’età che sta attraversando, fatta di alti e bassi, fatta di silenzi e urla, fatta di incomprensioni e dialoghi spezzati. Giacomo è solo, la famiglia ha costruito un muro che lo isola e lo protegge, per ragioni a lui sconosciute.

Cerca il suo posto nel mondo ma cerca soprattutto se stesso. Lo fa costruendo relazioni tra pari, tentando di dare un nome al proprio sentire, acquisendo voce e forza, inalberandosi.

Era finito un mondo, e quello di ora prendeva il sopravvento, scaraventando le simpatie degli anni precedenti nel dimenticatoio.

Diventare bestia è insomma un romanzo la cui lettura non è piana, nella maniera più assoluta, ma è oltremodo avvolgente come un cobra attorno ad un tronco cavo.

Porta a riflettere, il lettore insieme al giovane protagonista che inizialmente è un qualcosa e alla fine è qualcos’altro. Perché l’essere umano muta, in continuazione, ma lo fa soprattutto in quella parentesi di vita in cui gli ormoni esplodono, il sudore si fa sentire, la voce cambia, il carattere si inasprisce. Naspini racconta ciò che è comune a tutti in una maniera nuova, inedita, a tratti straniante e disturbante ma, come sempre, affonda le parole all’interno della materia autentica. 

Conciso, nel suo essere descrittivo e introspettivo, Diventare bestia è sicuramente un romanzo non per tutti, respingente nella sua schiettezza e nel suo ospitare tratti astratti, metaforici, bucolici.

È un volume intenso che equivale a un viaggio nella selva dell’io più nascosto, dell’io non ancora esistito ma esistente. È un libro in cui giace un mostro le cui sembianze assumono, pagina dopo pagina, fattezze conosciute, note, in cui rivedersi a tratti. 

Sacha Naspini

Sacha Naspini è nato a Grosseto nel 1976. È autore di numerosi racconti e romanzi, tra i quali ricordiamo I sassi (2007), Cento per cento (2009), Il gran diavolo (2014) e, per le nostre edizioni, Le Case del malcontento (2018 – Premio Città di Lugnano, Premio Città di Cave, finalista del Premio Città di Rieti; da questo romanzo è in fase di sviluppo una serie tv), Ossigeno (2019 – Premio Pinocchio Sherlock, Città di Collodi),

I Cariolanti (2020), Nives (2020), La voce di Robert Wright (2021), Le nostre assenze (2022), Villa del seminario (2023), Errore 404 (2024), Bocca di strega (2024), L’ingrato. Novella di Maremma (2025).

È tradotto o in corso di traduzione in quasi 50 Paesi: Stati Uniti, Canada, UK, Australia, Francia, Cina, Corea del Sud, Grecia, Croazia, Russia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Egitto (con distribuzione in tutti gli Stati arabi), Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Catalogna, Spagna (con distribuzione in Argentina, Messico, Cile, Perù, Colombia, Repubblica Dominicana, Costa Rica, Uruguay). Scrive per il cinema. 

Autore

  • Monica Oliveri

    Libraia e Blogger, laureata presso l'Università di Torino, responsabile di due gruppi di lettura per ragazzi e adolescenti, concentro il mio sguardo su trame insolite, meglio se ambientate nella wilderness americana. Ho approfondito, negli anni, gli studi sulla letteratura angloamericana, affiancando il tutto all'esperienza sul campo, tra gli scaffali della libreria. La mia giornata non può partire senza una buona dose di caffeina. 

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