Il canto dell’acqua: destini sospesi tra memoria e oceano
Sinossi
Una famiglia separata dall’oceano Una promessa perduta nel tempo
Nell’estate del 1986, in un tranquillo villaggio cinese, la piccola Junie riceve una lettera destinata a cambiare il corso della sua vita. I genitori sono emigrati in America anni prima, e adesso il padre le promette di tornare a prenderla entro il suo dodicesimo compleanno. Ma Junie, profondamente legata ai nonni e alla serenità della campagna, non riesce a immaginare un futuro lontano da casa, e il suo desiderio di restare rischia di spezzare il fragile legame con la sua famiglia.
Quello che Junie non sa è che i genitori, Momo e Cassia, vivono separati nel loro nuovo Paese, entrambi imprigionati dai ricordi di un passato che non smette di tormentarli: Momo sogna ancora il futuro che non è mai riuscito a realizzare, riversando su Junie le sue speranze, mentre Cassia lotta con un segreto oscuro che l’ha segnata durante gli anni della Rivoluzione culturale.
Per mantenere una promessa fatta alla figlia, Momo deve compiere un ultimo coraggioso tentativo e cercare di ricucire i fili della sua famiglia, anche a costo di rivelare verità difficili da sopportare.
Il canto dell’acqua è un romanzo che scorre come un fiume, intrecciando con grazia le vite di Junie, Momo e Cassia in una storia di dolore e rinascita. Con uno stile poetico e toccante, Feng ci parla della forza, delle scelte e delle speranze che definiscono l’esperienza di chi vive sospeso tra due mondi.
Recensione
“ Lo yuanfen ammette una certa inconoscibilità dei meccanismi dell’universo e implica l’esistenza di una rete invisibile che ci lega, anche se non strettamente, le persone e le circostanze”
L’universo in cui si muovono le inquietudini dei personaggi de Il canto dell’acqua, romanzo d’esordio di Linda Rui Feng, è attraversato da fili invisibili, che come piccole correnti d’acqua, trascinano lungo il fiume destini e desideri.
In una Cina dissodata dalla Rivoluzione culturale, votata alla disintegrazione delle umane passioni in nome di Mao e del Dio utilità, s’incontrano e si scontrano vite minime, piccoli passi sul sentiero di fragili esistenze, private del loro peso specifico e dei colori.
Momo, Dawn, Cassia, crescono nelle grigie uniformi che lo Stato ha loro cucito addosso e vestono un’ideologia socialista che soffoca gli entusiasmi e i sogni.
Adulti dimezzati, cercano di deragliare le regole attraverso le note musicali, quel filo invisibile che li unisce come piccole gocce nere sullo spartito musicale.
Momo è l’orgoglio del suo villaggio, unico ragazzo a essere ammesso all’università, figlio del sentimento politico cinese, diventerà un ingegnere e padre di Junie, quella figlia dimezzata e tanto amata che nutrirà di musica e libertà. Ad aspettarlo un futuro lontano, nelle terre desolate dell’America, dove cercherà di ricongiungersi con la moglie Cassia e con la figlia, cercando di far pace con un passato sempre presente.
“La scelta della facoltà di ingegneria affisse un marchio di eccellenza fresco e scintillante si di lui, perchè era universalmente riconosciuto che la giovane nazionedovesse essere costruita e rafforzata dalla Scienza”
Dawn, architetto per lo Stato e violinista per ribellione, troverà negli Stati Uniti d’America il suo spazio vitale, libera di comporre musica non consentita, di respirare futuri possibili e mai infranti.
Cassia esplorerà le sue ferite e sceglierà se stessa al posto di una vita da comparsa a fianco del marito Momo, sceglierà di abbandonare la figlia June nell’abbraccio di due nonni amorevoli e seguirà la strada che l’aiuterà ad accettare il suo dolore.
Junie è la molecola impazzita che l’universo creato da Rui Feng ha incrociato con Momo e Cassia; è una bimba sorridente, energica, che percorrere spavalda e inconsapevole il mondo senza gli arti inferiori.
È lei la convergenza astrale che costringe a mettere sulla bilancia un passato mai risolto, i sogni mai avverati e le cicatrici di due genitori più menomati di lei.
Per Junie il suono dell’acqua aveva un sentore di eternità.
Poetico, lento e pulsante il battito che pulsa sotto la prosa, ricco di una profondità antica, arcana, quella di un popolo che ha sempre avuto la saggezza del tempo e dello spazio, quel popolo tradito dalla gerarchia politica, dalle promesse di un futuro dignitoso.
La traiettoria vitale dei personaggi si smarrisce nella ricerca di un linguaggio nuovo, capace di dare voce a emozioni a lungo represse; così anche la narrazione si addentra nei territori più aspri della storia, trasformandosi in un percorso fatto di deviazioni e di incroci irregolari, come i sentieri imprevedibili della vita
Il canto dell’acqua è un canto lirico e malinconico. La scrittura di Rui Feng è lenta, vibrante, capace di evocare la saggezza di un popolo tradito dal potere e dalle promesse infrante. Le vite dei protagonisti, frammentate e a volte sfuggenti, raccontano la lotta universale tra ragione e sentimento, politica e desiderio, radici e libertà.
Come l’acqua che scivola tra le dita, Il canto dell’acqua non si lascia trattenere, ma resta impresso nella memoria come un’eco lontana, un richiamo antico che parla di separazioni e rinascite, di fili invisibili che legano destini e generazioni.
TITOLO: Il canto dell’acqua
AUTRICE: Linda Rui Feng
EDITORE: Piemme
Traduzione: Gloria Pastorino
GENERE: Narrativa contemporanea, la Cina di Mao e la Rivoluzione culturale
AUTRICE

Nata a Shanghai, ha vissuto a San Francisco, New York e Toronto. Si è laureata ad Harvard e alla Columbia University ed è professoressa di Storia culturale cinese all’Università di Toronto. Suoi racconti e poesie sono apparsi su riviste come The Fiddlehead, The Kenyon Review, Santa Monica Review e Washington Square Review. Il canto dell’acqua è il suo romanzo d’esordio.

