Onda di piena: in una colonia italiana sospesa tra storia e ucronia, il commissario Campani indaga tra morti misteriose, segreti e malaffare
Sinossi
1961. A Macallè, nella Colonia Eritrea ormai prossima alla fine, il commissario Campani si muove in un mondo che sta cambiando troppo in fretta. L’autorità vacilla, i superiori sbagliano, e una serie di morti violente e senza spiegazione incrina il fragile equilibrio della città.
Un’intuizione inattesa rivela un legame inquietante tra i delitti e un segreto sepolto nel passato, aprendo la strada a un’indagine pericolosa.
Tra scandali finanziari, segreti militari, gioco d’azzardo e prostituzione d’alto bordo, Campani scopre quanto può essere alto il prezzo della verità. Con l’arrivo del Natale, l’indagine e la sua vita personale giungono a un punto di svolta decisivo.
Quanto alla Fiorentina, anche stavolta sarà solo fonte di illusioni.
Recensione
Luca Ongaro torna, ad un anno di distanza dal precedente Una brutta strada, con quella che è la quarta avventura del Commissario campani.
Come i precedenti, anche questo romanzo è ambientato nella colonia italiana di Eritrea, ma in un mondo in cui l’Italia non ha mai perso la battaglia di Adua e, di conseguenza, il Paese è rimasto neutrale durante la Grande Guerra, il fascismo non è mai nato, Mussolini è rimasto un mediocre politicante e la seconda guerra mondiale non si è mai verificata. In questo universo letterario la colonia di Eritrea è rimasta in mano italiana dal 1890 fino all’epoca in cui sono ambientate le indagini, in questo caso nel 1961.
Leggere i romanzi di Luca Ongaro è, per me, sempre un piacere. Lo è innanzitutto per la qualità della scrittura, efficace, rapida, essenziale. Per molti motivi le mie letture si concentrano spesso nell’ambito del genere e, devo ammettere, è raro trovare autori meno compiaciuti.
Ongaro scrive ciò che serve al lettore e alla storia, e basta. Niente orpelli, nessun paragrafo “letterario” utile solo a fare mostra di sé, niente descrizioni inutili. Tutto ciò che resta sulla pagina ha un peso e una funzione precisa e anche le informazioni più tecniche, precisissime, sono disseminate nel racconto in modo quasi casuale, senza pesanti infobox.
E dopo centinaia di commissari problematici, ossessivo compulsivi, autistici, ansiosi, bulimici, tossicodipendenti, anoressici, paraplegici, sordi, ciechi, grassi, zoppi, muti, amanti della cucina, maniaci del fitness, erotomani, agorafobici e traumatizzati di ogni tipo e sorta, trovarsi di fronte il “normalissimo” Commissario Campani, sposato, due figli, una bella casa, un matrimonio felice, nessun vizio se non una moderata passione per la Fiorentina, intesa come squadra di calcio, è una autentica ventata di freschezza.
Un altra cosa che mi piace, di questa serie, è il lavoro di world building che ha costruito strato su strato, indagine dopo indagine, un universo coerente e credibile, una “quasi Italia” degli anni sessanta se le cose fossero andate in modo appena leggermente diverso.
Un mondo familiare eppure vagamente alieno, che non può non richiamare alla mente altre ucronie come Fallout o L’uomo nell’alto castello.
In questa sua quarta avventura, Campani si trova ad indagare su una serie di morti che attraversano la colonia: un terribile incidente, un omicidio in pieno giorno con un colpevole volatilizzato, il mavabro ritrovamento di un cadavere murato in una casa chiusa.
Casi apparentemente scollegati si intrecciano con il consueto malaffare: giri di scommesse, appalti truccati, prostituzione d’alto bordo e mazzette milionarie disegnano una colonia italiana lontana da una idealizzazione idilliaca ma, anzi, drammaticamente realistica.
Alla fine sarà l’intuito di Campani a risolvere un caso costruito su un perfetto incastro di specchi e tempi. Sullo sfondo resta la realtà dell’occupazione militare e della violenza che, inevitabilmente, vi si associa.
Titolo: Onda di piena. Un’indagine per il commissario Campani
Autore: Luca Ongaro
Editore: I Dobloni del Covo della Ladra
Genere: crime
Autore
Come ama definirsi, Luca Ongaro è agronomo di formazione, informatico di deformazione, giramondo per lavoro, professore universitario per qualche anno, contadino per hobby. Ma anche, e ora soprattutto, scrittore di romanzi gialli. La sua avventura libraria prende il via grazie all’incontro con la casa editrice SEM, con cui nel 2022 pubblica “Un’altra storia”, prima avventura del commissario Campani. Ed è un esordio con il botto poiché vince il Premio Garfagnana per la sezione Giallo Storico. A grande richiesta l’anno successivo il commissario Campani torna con “L’enigma di Macallè”, sempre con SEM, mentre nel 2025 c’è il passaggio di Luca Ongaro a iDobloni edizioni con il terzo capitolo intitolato “Una brutta strada per il commissario Campani” con cui ottiene al Garfagnana la menzione “Oltre il genere” da parte della giuria.


