Tre giorni di giugno - abbiamo letto - ilRecensore.it
Tre giorni di giugno - abbiamo letto - ilRecensore.it

Tre giorni di giugno di Anne Tyler

Tre Giorni di giugno: una commedia agrodolce in tre atti che mette a nudo fragilità, rancori e piccoli slanci di verità

Mancano poche ore al matrimonio di sua figlia, ma le cose non vanno per niente bene per Gail Baines. Innanzitutto, al lavoro non ottiene la promozione che sperava e le viene rinfacciato di essere poco empatica. Come se non bastasse, l’ex marito Max si presenta a casa sua. Porta con sé una gatta soriana e tanto senso dell’umorismo, ma gli mancano un vestito per la cerimonia e soprattutto un posto dove dormire.

Mentre Gail cerca di restare lucida e di capire che cosa sta succedendo nella sua vita, la figlia Debbie scopre che il futuro sposo nasconde un segreto che potrebbe farle cambiare idea. All’alba del grande giorno, Max sembra più interessato al pranzo del ricevimento che al possibile annullamento del matrimonio. Gail invece è seriamente preoccupata.

Riuscirà la giovane coppia a superare la crisi? E che impatto avrà la loro decisione sul tormentato rapporto tra Gail e Max?

Concentrata nell’arco di tre giorni, questa storia agrodolce di tradimenti, veri e presunti, di inciampi e di nuovi inizi, scorre leggera e ci mostra con ironia come accettare i sussulti della vita possa portare momenti di felicità inaspettata.

Un arco temporale che, nella vita di tutti i giorni, è poco più di una parentesi, un weekend prolungato. Nella narrazione la compressione temporale diventa una clessidra che accelera il destino. Non è la banalità degli eventi (un matrimonio, un licenziamento, una riappacificazione) a definire la storia, ma la velocità con cui questi si sovrappongono e collidono, con personaggi in costante stato di crisi.

Tre giorni di giugno, attingendo al vasto e spesso prevedibile filone della wedding-comedy borghese americana, ha il solo merito di una scrittura scorrevole e veloce. L’autrice compie la scelta stilistica di concentrare una vera e propria crisi esistenziale in tre giorni.

La protagonista, Gail, è una donna di mezza età tipica americana, una figura che, apparentemente stabile, si scopre fragile. 

Gail si ritrova a subire un doppio smacco vitale: il mancato riconoscimento lavorativo dopo una vita di dedizione — una sorta di licenziamento “mascherato” — e la necessità di affrontare il matrimonio della figlia, Debbie, un evento che la costringe a fare i conti con un passato (l’ex marito) e un presente (il suo temperamento) scomodi.

Gail è l’incarnazione della media borghesia non acclamata: non particolarmente attraente, poco attenta all’aspetto, e soprattutto, inacidita dalla vita. È l’emblema di chi si è trincerato nelle proprie convinzioni, scegliendo l’amarezza come scudo contro le delusioni, incapace di cogliere la “serenità” o l’ironia nelle pieghe dell’esistenza. L’arrivo dell’ex marito Max, il suo esatto contraltare di disinvoltura e fascino, funge da specchio impietoso, costringendola a confrontarsi con l’uomo che è diventato in netto contrasto con la donna che lei è rimasta, o è diventata.

L’elemento più sorprendente e di maggiore impatto narrativo è l’introduzione del gatto. Portato da Max, con l’intenzione di lasciarlo a casa di Gail solo per la durata delle nozze, questo felino trasforma il racconto da un semplice dramedy a una riflessione più profonda sul contrasto tra l’eleganza interiore e la rigidità umana.

Il gatto è un vero e proprio personaggio. La sua presenza è eleganza e personalità, qualità che mancano a Gail. L’animale, con il suo inalterabile aplomb, la sua indipendenza e la sua silenziosa osservazione, diviene l’unico punto di serena, disinteressata verità.

La storia non mira a reinventare il genere, ma a offrire una sincera, e menomale breve, finestra sulla possibilità di una donna di sessant’anni di scardinare le sue difese, magari non grazie a un grande amore o a una promozione, ma grazie ad una presenza inattesa e inamovibile come quella di un gatto.

Un elogio alla scrittura veloce, che rende la lettura scorrevole quasi piacevole. Ma questa “bella maniera” narrativa maschera una sostanza tematica banale, la trama sui matrimoni è ormai satura. 

Ann Tyler autrice di tre giorni di giugno - ilRecensore.it

Anne Tyler

È una scrittrice statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer per la narrativa; si è laureata presso la Duke University all’età di diciannove anni, perfezionando poi i propri studi di lingua e letteratura russa alla Columbia University di New York. Ha lavorato come bibliotecaria e bibliografa prima di trasferirsi nel Maryland.

È membro della American Academy of Arts and Letters.

Tra i suoi libri: Turista per caso (National Book Critics Circle Award), Ristorante Nostalgia, Lezioni di respiro (premio Pulitzer), Possessi terreni, Quasi un santo, Per puro caso, La moglie dell’attore, Il tuo posto è vuoto, Se mai verrà il mattino, Le storie degli altri, Quando eravamo grandi, L’amore paziente, Un matrimonio da dilettanti, Una donna diversa, La figlia perfetta, Ragazza in un giardino, La bussola di Noè, L’albero delle lattine, Una vita allo sbando e Guida rapida agli addii, tutti pubblicati in Italia da Guanda. Con Rizzoli ha pubblicato Una ragazza intrattabile.

Autore

  • Nico

    Socia fondatrice della rivista Il Recensore.it, LA NEMESI nella redazione di IlRecensore.it è un po' il cane sciolto. La parte cattiva e sarcastica, se vogliamo dirla tutta. Non tollera gli scopiazzatori letterari!

    Oltre ai libri, tra le sue passioni, ci sono i ferri circolari.

    Visualizza tutti gli articoli

ilRecensore.it non usa IA nelle recensioni

X