Vita e peccati di Maria Sentimento: una madre contro il pregiudizio, il ritratto potente e imperfetto di Maria Sentimento nella Sicilia degli anni ’50.
SINOSSI
Maria Sentimento in paese è una donna chiacchierata: orgogliosa, libera, scomoda. Nella Sicilia di fine anni Cinquanta, infatti, una vedova che cresce da sola quattro figli fa parlare di sé. Ma per lei, che degli uomini non ne vuole sapere se non per fugaci incontri, tenere insieme i destini dei suoi ragazzi è la priorità: ogni giorno deve fare i conti con le loro paure e i loro sogni di gloria, e non è facile.
C’è Santino, primogenito che è dovuto diventare uomo troppo in fretta. C’è Anna, inquieta e ribelle, che brama la libertà nella lontana Milano. Lucia, che porta nel cuore i segni di una relazione finita.
E poi c’è Antonio, frutto di una passione clandestina e mai dimenticata. A ognuno Maria regala l’unico amore che conosce: assoluto, esigente, irriducibile. Intanto, nella vicina Taormina, luccicano le ville dei divi del cinema, di artisti, scrittori, pittori, fotografi approdati nella rigogliosa Sicilia in cerca di avventure. Le voci delle comari corrono di casa in casa annunciando l’arrivo di Greta Garbo e Anna Magnani.
Quando Maria entra in contatto con quel mondo, andando a lavorare a servizio di due ricchi americani, la sua vita e quelle dei suoi figli cambieranno per sempre.
RECENSIONE
ANAGRAFE DI LETTO
Maria Sentimento vedova Consolato
Figli: Santino Consolato
Anna Consolato
Lucia Consolato
Antonio Sentimento
Poche storie riescono a rappresentare il sacrificio materno con la correttezza con cui viene narrata la vicenda di Maria Sentimento, anche se un po’ addolcita.
Vita e peccati di Maria Sentimento non è solo il racconto di una vedova nella Sicilia di fine anni Cinquanta; è il ritratto di una donna marchiata dal giudizio, ma animata dalla forza del riscatto.
Maria lotta per la libertà e la dignità della sua famiglia, in un’epoca e in un luogo in cui essere donna e madre “scomoda” era già una condanna.
Il suo cognome, Sentimento, non è un’etichetta casuale; è la sua vera essenza, la chiave di lettura della sua intera esistenza, perché Maria in tutto quello che fa ci mette del sentimento.
Il paradosso centrale della sua identità è racchiuso nel contrasto tra la sua condizione di contadina analfabeta e la sua ricchezza interiore.
L’analfabetismo, che per convenzione sociale potrebbe rappresentare un limite, in Maria è un incentivo. La sua intelligenza è istintiva, la sua saggezza è appresa non dai libri ma dalla dura scuola della vita e del lavoro nei campi.
Maria è una donna chiacchierata, un’espressione che in un piccolo paese come Leto ha una connotazione profondamente negativa, disonore. Eppure, in un sorprendente rovesciamento di prospettiva, questo appellativo non la distrugge, ma la definisce in un altro modo, diversa, forte e indipendente.
“In paese era una donna chiacchierata, non si poteva dire lasciasse indifferenti… Ce le aveva scritte nel destino, le parole colme di invidia che le sue rivali sibilavano quando attraversava la piazza”
Il detto “nel bene e nel male basta che se ne parli” le calza a pennello, non è vanità, ma una dichiarazione di autonomia.
Maria combatte la sua guerra personale contro la miseria e il giudizio, trasformando il tutto in armatura. La notte è il momento in cui la corazza cade. Maria è la donna che piange pensando ai figli e al loro futuro, rivelando la sua vulnerabilità e l’immensità del suo amore materno.
Maria Sentimento non è solo un personaggio, né un’eroina silente di un dramma neorealista.
È una figura che sfida la retorica del suo tempo e del suo luogo, incarnando una vittoria quotidiana, anziché l’abusata virtù della resilienza. La sua vita, ambientata in una Sicilia dei primi anni ’60, a un tiro di schioppo dalla cosmopolita Taormina, è la perfetta sintesi delle contraddizioni di un’Italia in rapida, ma ineguale, trasformazione. E Leto riflette i limiti del suo pensiero.
Siamo nell’epoca di Lascia o Raddoppia, del Musichiere, dell’Aperol Spritz. L’eco del “continente” – il Nord mitizzato, libero e prospero, meta dei viaggi della speranza con le “valigie legate con lo spago” – le arriva attutito.
Il viaggio in treno (il “Treno del Sole”) di ventitré ore per raggiungere Milano è l’odissea del miraggio.
Le fabbriche, la speranza e l’emancipazione sono le parole chiave del “Nord” che attirano i “meridionali che “salgono”.
“Quale ragazza non sarebbe voluta scappare a Milano… Finalmente libera di andare al cinema, a teatro, di uscire la sera con le amiche, concedendosi possibilità vietate nel microcosmo ottuso e giudicante nel quale era costretta a vivere”
Anna fa la valigia.
Maria non fa la valigia, lei attira il mondo esterno, o meglio, lo sfrutta. Il suo lavoro presso la coppia di “miricani” non è solo un impiego, ma il suo personale e pratico ponte verso un’altra realtà, un’opportunità economica che supera il bisogno di sognare altrove.
Maria ha la filosofia dei “picciuli” (i soldi), che “ce ne vogliono assai”. Questa massima non è una ammissione di avidità, ma la dichiarazione di un pragmatismo materno estremo, l’utilità economica prevale sul sentimento.
Maria è una “leonessa”. La sua forza sono la sua famiglia e i suoi figli.
Ad ognuno ha trasmesso un “pezzo di sé stessa” – la sua tenacia, il suo disincanto, la sua audacia. È questo “DNA” contaminato e potente la rende, o volte, vulnerabile. I figli non sono solo la sua ragione di vita, ma lo specchio in cui lei è costretta a vedere riflesse le sue paure, le sue scelte passate. Antonio, il figlio illegittimo, lungi dall’essere un marchio d’infamia, è la normalità gestita con la stessa praticità con cui amministra il bilancio familiare.
Maria Sentimento non è la vittima muta né la “madre coraggio” votata al sacrificio. È una matriarca moderna per necessità. La sua vera vittoria è aver reso la propria famiglia il suo unico e inespugnabile feudo.
Maria ricorda Filumena Marturano – “i figli so’ figli e so’ tutt’eguale” -, l’ex prostituta che architetta un complesso piano per ottenere il riconoscimento dei suoi figli illegittimi. Entrambe sono madri che lottano per i loro figli, specialmente quelli non riconosciuti. Entrambe usano l’intelligenza pratica e l’astuzia per scardinare un sistema che le vuole perdenti. Filumena usa la legge del matrimonio, Maria usa la dignità del lavoro. Entrambe combattono per dare un cognome e un futuro ai propri ragazzi, garantendo loro un’eredità non solo di beni materiali, ma di legittimità emotiva e sociale.
Tuttavia, il finale è la nota dolente di un bel racconto.
Maria è fuoco, scandalo, determinazione. Maria Sentimento non è una “santuzza“, una vittima, ma una fimmina che ha scelto di vivere e peccare.
La risoluzione finale della storia lascia una sensazione di dissonanza: un approdo troppo ordinato e riconciliato rischia di attenuare la forza selvaggia e contraddittoria che ha definito Maria per tutto il romanzo. Una figura così complessa avrebbe forse meritato un epilogo capace di restituire fino in fondo la sua natura inquieta, invece di incanalarla in una forma di serenità che appare più rassicurante che autentica. È come se, nell’ultima curva del racconto, la narrativa cercasse di offrirle un sollievo che somiglia più a una pacificazione simbolica che alla verità del suo carattere. E a personaggi come Maria la verità, più che la giustizia narrativa, dovrebbe bastare
Un personaggio di tale spessore avrebbe meritato di rimanere in balia della sua stessa forza, come si addice agli eroi della grande letteratura siciliana.
“… ma ricorda, bisogna cancellare ciò che diventa rimpianto quando frena la vita stessa”
TITOLO: Vita e peccati di Maria Sentimento
AUTORE: Catena Fiorello Galeano
EDITORE: Rizzoli
GENERE: Narrativa italiana, Sicilia Anni Cinquanta, donne coraggio
AUTRICE
Catena Fiorello Galeano
Ha pubblicato per Giunti con grande successo L’amore a due passi (2016), Picciridda (2017) e Tutte le volte che ho pianto (2019)
Nel 2020 è uscito il primo capitolo della saga delle “Signore di Montepepe”, Cinque donne e un arancino (2020), rimasto per settimane in testa alle classifiche.
Nel 2021 è uscito Amuri e nel 2022 I cannoli di Marites. Tra gli altri titoli, Ciatuzzu (Rizzoli, 2023), Granita e baguette.
Una notte d’amore a Parigi al sapore di Sicilia. Le signore di Monte Pepe (Giunti, 2024).
Vita e peccati di Maria Sentimento (Rizzoli 2025).


