Effetto Proust: i sette volumi
Effetto Proust: i sette volumi

Effetto Proust: 9 – I sette volumi

I SETTE VOLUMI

«In effetti il proustismo, se è esistito, è qualcosa di infinitamente riduttivo rispetto alla complessità e alla grandezza del “fatto” Proust» diceva Giovanni Raboni. Impigliati nella complessità del “fatto” Proust, finora abbiamo girovagato nella galassia proustiana, con quel gusto della divagazione che è parte integrante dell’Effetto Proust. Però, dato che la nostra rubrica vuole essere non solo un ritrovo di proustiani incalliti, ma anche una “iniziazione” per i neofiti, è arrivato il momento di presentare, passo per passo, i singoli volumi.

Tremila pagine, centinaia di personaggi, circa quarant’anni di tempo della storia.

Solo Honoré de Balzac aveva tentato di abbracciare una totalità così vista di vita, di narrazione mimentica del Tempo. Proprio da Balzac, Proust assumerà il “ritorno dei personaggi”, ossia la ricomparsa degli stessi personaggi nei suoi romanzi (la stessa gioia che abbiamo rivedendo Gilberte sposata, dopo averla incontrata nel primo volume bambina, oppure Odette, nelle sue varie metamorfosi) e, scopriremo pian piano, la “cattiveria” nel descrivere l’ambiguità dei personaggi. Eppure, il capolavoro proustiano è davvero uno spartiacque rispetto agli stilemi narrativi del realismo ottocentesco.

Viene meno la linearità e l’oggettività dello spazio, del tempo e del principio di causalità. Viene meno la linearità del racconto non solo per le numerossissime – e per taluni faticossissime – digressioni, ma perché l’intera opera ha in qualche modo una struttura ciclica, ad anello. Giunto alla fine di questo lunghissimo viaggio, il narratore prende consapevolezza che l’unico modo per sconfiggere lo scorrere del Tempo è la scrittura.

Nell’ultimo volume Marcel deciderà di scrivere proprio  il libro che noi abbiamo appena finito di leggere così la fine è in realtà l’inizio. 

Una delle domande che ogni “proustiano” si è sentito fare è : «Ma è necessario leggerli tutti oppure si può anche cominciare da un volume a scelta?». 

La tolleranza e anche la liberalità suggerirebbe la risposta: «Ogni lettore è libero di leggere ciò che più gli aggrada» ma personalmente faccio parte della corrente dell’estremismo proustiano e ho sempre risposto: «Comincia dall’inizio e leggi tutto!».

I sette volumi - Effetto Proust - ilRecensore.it

Questo è il momento di provare a convincere, presentando ad uno ad uno i sette volumi, del perché ognuno sia necessario alla rivelazione finale e del perché un’esperienza proustiana frammentaria, significa un’esperienza depotenziata dell’ Effetto Proust. Se è vero, come ha scritto Alessandro Piperno, che Marcel Proust «quando ti entra dentro non ti lascia più in pace1» , perché dovremmo rinunciare a uno dei volumi di questa poderosa ossessione?

I volumi, com’è noto,  sono sette, di cui tre pubblicati postumi a cura del fratello di Marcel.

Dalla parte di Swann (Du côté de chez Swann, 1913)

All’ombra delle fanciulle in fiore (À l’ombre des jeunes filles en fleurs, 1919)

La parte dei Guermantes (Le côté de Guermantes, 1920)

Sodoma e Gomorra (Sodome et Gomorrhe, 1921-1922)

La prigioniera (La prisonnière, 1923)

Albertine scomparsa, (Albertine disparue, 1925)

Il Tempo ritrovato (Le Temps retrouvé, 1927)

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Inizialmente Proust aveva pensato di dividere l’opera in due volumi, Le Temps perdu e Le Temps retrouvé, con l’idea di unirli nel titolo Les Intermittences du coueur.

Già dal 1912 le proporzioni del romanzo iniziarono a crescere e il volume Le Temps perdu venne diviso delle due strade antitetiche (Du côté de chez Swann e Le côté de Guermantes). Contestualmente sparì il titolo Les Intermittences du coueur lasciando spazio ad una trasformazione del titolo dell’ultimo volume, che nell’opera generale divenne À la recherche du temps perdu

L’anima della trilogia, come scrive Bernard de Fallois, pur se meno visibile nella scomposuizione in sette volumi, rimane «a dominare il movimento del libro2». 

Du côté de chez Swann, in questa nuova struttura dell’opera,  diventa quindi l’ouverture.

E, allora, cominciamo.


1 A. Piperno, Proust senza tempo, Mondadori, Milano 2022, p. 12.

 2 Bernard de Fallois, Saggi su Proust, La nave di Teseo, Milano 2022, p. 290.

Autore

  • Deborah Donato

    Laureata in filosofia, ha pubblicato testi su Wittgenstein, la cultura viennese di inizio Novecento, e ha tradotto testi di Hegel e Schrödinger. Appassionata di letteratura russa e fanatica proustiana, è attualmente insegnante, critica e lettrice accanita.

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