L’ultima notte da poveri: quattordici racconti che mettono alla prova la nostra idea di giusto e sbagliato
SINOSSI
Che cosa accade quando una donna smette di accudire i genitori malati e inizia a fotografare scoiattoli nel parco? Perché i passanti non riescono ad aiutare un uomo caduto in strada? In quale incredibile vicenda si imbatte un padre che esce di casa per acquistare un enorme peluche? Come può un uomo al volante compiere una scelta tra due pedoni che rischia di investire, un vecchio e un bambino? Con lucidità e sensibilità, “Ultima notte da poveri” racconta le contraddizioni della natura umana: dalla solitudine di chi si sente incompreso alle dinamiche più intime di una coppia, fino ai timori della vecchiaia, alle conseguenze dell’invidia e dei sentimenti più inconfessabili.
RECENSIONE
Libro agevole questo, solo 240 pagine per 14 racconti di varia lunghezza, il cui titolo viene dato da uno di essi.
Agevole in confronto ai due capolavori di questo autore, Patria e I rondoni, ma comunque pieno di tematiche e spunti tra il grottesco, il cinico, il disperato.
Nessuno di questi racconti narra di tenerezza, di letizia e di speranza. Direi anzi che il filo conduttore per tutti è la disperazione, con trame incentrate sull’etica, sulla morale, sulla morte.
E’ meglio, in quanto a peso sociale, uccidere un anziano o un bambino? E’ lecito torturare e picchiare per sopravvivere? E il suicidio è sempre riprovevole o diventa accettabile solo quando porta beneficio a qualcuno?
Cosa ci impedisce di aiutare un uomo che, caduto a terra, non riesce ad alzarsi; cosa si prova nei confronti di una figlia che si sente svuotata di fronte alla demenza senile dei genitori; cosa ci fa diventare ripugnante una persona malata di cancro anziché provare empatia e solidarietà; del bullismo adolescenziale che ne pensiamo e della spettacolarizzazione del dolore?
E se queste tematiche ci paiono attuali e profonde, toccanti (perché vergognosamente ognuno di noi ha provato qualcosa di analogamente inconfessabile e non ne va fiero), per smorzare un po’ le atmosfere cupe interviene l’ironia, a tratti macabra (la descrizione delle misure igieniche prese per non toccare un pover’uomo malato terminale sono spassose, mostruosamente), il ridicolo che affiora parlando di un culo, il rimando al grottesco della Metamorfosi di Kafka, il cinismo filosofico (ci è o ci fa?) davanti a un depresso cronico.
E se non tutti i racconti sono allo stesso livello di scrittura e trama, tutti però si portano appresso lo stesso interrogativo: cosa è giusto fare o non fare di fronte alla morte, alla povertà, alla disperazione, alla malattia, alla depressione.
Siamo tutti culturalmente, per educazione e competenze, equipaggiati per avere un atteggiamento equilibrato nei confronti di quelle aspettative sociali che ci ritroviamo a fronteggiare quotidianamente? E se invece della risposta giusta viene fuori l’egoismo, la voglia di quieto vivere, il sarcasmo per mascherare le proprie fragilità, siamo sicuri, proprio sicuri, che noi ci comporteremmo diversamente? Ma soprattutto: dove finisce la morale e dove inizia l’etica?
Alla fine c’è sempre una spiegazione convincente per tutti quegli aspetti, a tratti riprovevoli ma tutti profondamente umani, che l’Autore mette a nudo. E chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Certamente non il miglior libro di Aramburu, anche se il suo modo di narrare è sempre avvincente e coinvolgente, ma restiamo in attesa della sua nuova opera Maite, appena uscita in Spagna e non ancora tradotta, che torna su uno dei temi a lui più cari: la stagione dell’ETA nella sua terra madre, i Paesi Baschi.
Titolo: Ultima notte da poveri
Autore: Fernando Aramburu
Editore: Guanda
Genere: Narrativa straniera
AUTORE
Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo.
Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti.
Patria (Guanda, 2017), uscito in Spagna nel settembre 2016, ha avuto un successo eccezionale e un vastissimo consenso, conquistando – fra gli altri – il Premio de la Crítica 2017. In Italia ha pubblicato Vita di un pidocchio chiamato Mattia (Salani, 2008), I pesci dell’amarezza (La Nuova Frontiera, 2007), Il trombettista dell’utopia (La Nuova Frontiera, 2005), Anni lenti (Guanda, 2018), Mariluz e le sue strane avventure (Guanda, 2019), I rondoni (Guanda, 2021), Figli della favola (Guanda, 2023), Il bambino (Guanda, 2024).


