La gioia di ieri: la resa dei conti con la felicità
SINOSSI
Siamo davvero sicuri che la gioia di ieri sia l’unica possibile?
Dopo la fine della storia con Davide, Anna vuole cambiare tutto. Odia le coppie, la monogamia, i tradimenti, la gelosia. Giura che non ci cascherà piú. Ma non sa bene con cosa sostituire il modello sentimentale dentro il quale è cresciuta. L’amore potrebbe non riguardare due persone ma una piccola comunità, in cui si è liberi di entrare e uscire senza scacciare gli altri?
E questo basterebbe a far sparire il dolore delle separazioni? Un raffinato romanzo in tre atti, sensuale e divertito, che racconta il cammino di una donna alla ricerca di una nuova felicità.
RECENSIONE
Siamo davvero sicuri che la gioia di ieri sia l’unica possibile? È da questa domanda, intima e disarmante, che prende avvio La gioia di ieri, il nuovo romanzo di Elena Stancanelli, pubblicato da Einaudi.
Un titolo che suona come una resa dei conti con ciò che è stato, ma anche come un’apertura verso ciò che potrebbe ancora essere. La “gioia di ieri” non è nostalgia: è una consapevolezza, quasi un monito. Quel tipo di felicità che un tempo ci sembrava assoluta – l’amore di coppia, la promessa della durata, la fedeltà – forse non basta più.
Dopo La femmina nuda (La nave di Teseo, 2016), romanzo che l’aveva consacrata come una delle voci più lucide e feroci nel raccontare le fragilità femminili, la Stancanelli torna a dar voce ad Anna, protagonista e alter ego che attraversa la sua narrativa come una linea di continuità e di evoluzione.
L’avevamo incontrata in L’uomo giusto, la ritroviamo qui più adulta, più disillusa, ma non meno viva. Dopo la fine della storia con Davide – storia corrosa da bugie, tradimenti e stanchezza – Anna decide di ricominciare da zero. Ma non basta cambiare vita: bisogna cambiare paradigma.
Odia le coppie, la monogamia, i compromessi e le promesse di eternità. Diffida della gelosia, disprezza i tradimenti. Giura che non ci ricascherà più. Ma se non l’amore a due, allora cosa? Con cosa sostituire quel modello sentimentale nel quale siamo cresciuti e che, pur facendoci soffrire, continua a darci sicurezza?
È da questa domanda che nasce il romanzo, diviso in tre atti, come una commedia sentimentale in cui si alternano la ricerca, la disillusione e la possibilità di una rinascita.
‘’Cosa potrei mai immettere dentro di me per oliare di nuovo i meccanismi del pensiero, le giunture, il cuore? Il mio cuore è diventato un cardo, pesante, pieno di spine, inutilizzabile.’’
La Stancanelli indaga questo terreno con la lucidità di chi conosce bene il prezzo della libertà. E lo fa attraverso una scrittura limpida, sensuale, diretta, capace di fondere introspezione e ironia, pensiero e carne.
Non c’è mai compiacimento, né intellettualismo: la lingua resta accessibile, quotidiana, ma vibrante di riflessioni profonde. Anna non è un personaggio che cerca di piacere: è viva, contraddittoria, autoironica. Ci parla come un’amica che, dopo l’ennesima caduta, tenta di capire se esista un modo diverso per amare e per essere amata.
‘’Guido a occhi chiusi, trascinando qualcosa rimasto incastrato sotto la macchina per un tempo infinito. Qualcosa che fa rumore e rallenta la corsa. Fin quando non si stacca e rimane sulla strada, come un animale morto. Quell’animale morto è il mio amore. Mi rendo conto che ci sono modi meno cruenti per affrontare la fine di una storia, ma io ne conosco uno solo: precipitare fino in fondo.’’
La scrittura viva, limpida. Le parole che diventano una ferita aperta, sanguinante.
Con La gioia di ieri, Elena Stancanelli porta a compimento un percorso narrativo cominciato anni fa. Anna, ormai, non è più solo una protagonista: è un’idea, un prisma attraverso cui la scrittrice interroga il nostro modo di stare al mondo, di desiderare, di fallire e ricominciare.
La “gioia” che resta alla fine non è quella dell’appagamento, ma quella – più sottile e più umana – di chi ha accettato che la felicità non è un traguardo, ma un movimento.
Elena Stancanelli firma così un romanzo maturo, ironico e necessario: un libro che non offre soluzioni ma apre domande, e ci invita, con grazia e coraggio, a rimettere in discussione l’alfabeto sentimentale con cui siamo cresciuti.
Perché, forse, la vera gioia – quella di oggi – nasce proprio quando smettiamo di cercare di ripetere quella di ieri.
‘’Perché non può essere così, la vita?
La vita è così, Anna.
E quindi potrei anche essere felice?’’.
AUTRICE
ELENA STANCANELLI è nata a Firenze nel 1965. È autrice di romanzi e racconti.
ha esordito nel 1998 con il romanzo Benzina (Einaudi Stile Libero, Premio Giuseppe Berto), da cui è tratto l’omonimo film del 2001, diretto da Monica Stambrini.
Ha poi pubblicato: Le attrici (Einaudi 2001), Firenze da piccola (Laterza 2006), Mamma o non mamma con Carola Susani (Feltrinelli 2009; Marsilio 2025), Un uomo giusto(Einaudi 2011), La femmina nuda (La nave di Teseo 2016, finalista al Premio Strega), Il tuffatore (La nave di Teseo 2022, finalista al Premio Campiello), La gioia di ieri (Einaudi 2025).
Collabora con «la Repubblica» e Rai Radio 3. Con Emma Dante e Giorgio Vasta ha scritto la sceneggiatura dei film Le sorelle Macaluso e Misericordia.


