Small Spells: Lida Pavlova e i suoi incantesimi poetici

Small Spells: piccoli rituali poetici per riscoprire il potere delle cose comuni.

«È stregoneria, questa, o semplice capriccio?» — così recita un commento che, tempo addietro, alcuni incantesimi tratti da questo libro hanno suscitato sui social. Ma la verità è: perché non potrebbero essere vere essere entrambe le cose?

Questo libro trabocca di graziosa bizzarria: oggetti quotidiani vengono interpellati come se fossero speciali e senzienti, agli alberi si offrono doni, si immaginano varchi verso altri mondi… E se la magia abitasse proprio nelle cose minute e semplici? se lo stupore infantile e l’espressione poetica di sé potessero davvero operare piccoli, concreti miracoli nella vita reale? E se, per lanciare un incantesimo, non fosse sempre necessaria una lista d’ingredienti né una procedura rigorosa?

L’autrice di questo grimorio, Lida Pavlova, è al tempo stesso strega e scrittrice.

Predilige incantesimi eccentrici e assurdi, minuti e accessibili, informali e privi di eccessiva solennità. Consiglia di praticarli nello spirito di una fiduciosa devozione verso tutto ciò che è magico, unita a una quieta padronanza di sé. Questo è un libro colmo di rituali stravaganti e di profonda dedizione alla natura e all’esperienza quotidiana: un invito a incantare la propria vita e, nel farlo, a ritrovare il proprio sé magico.

Accendi una candela e siediti a fissarla per tre minuti. Non pensare a niente di importante. Invece, ricorda qualcosa di estremamente piccolo, come l’odore di una matita o il suono di un androne della tua infanzia.
Spegni la candela soffiando questa frase: “Non sei andato perduto”.

Mi sono imbattuto in questo libro quasi per caso, spippolando su Instagram in quelle ore del mattino perlopiù dedicate alle abluzioni (in bagno), e mi sono lasciato conquistare dalla poesia dei Piccoli Incantesimi (Small Spells) che l’autrice ha raccolto in queste pagine.

A colpirmi, in questa operazione, è stato forse il regime epistemologico e la funzione operativa che separano una Clavicola di Salomone o un Sefer Raziel HaMalakh dalle operazioni Psicomagiche di Alejandro Jodorowsky e dalle surreali poesie di questa autrice che al fondatore del Cabaret Mistico si è certo ispirata.

Indossa un calzino sopra la mano come un pupazzo, trovagli un nome e lascia che ti dia un piccolo consiglio.
Obbedisci soltanto se ti fa ridere, o sussultare leggermente.

La magia tradizionale propone un paradigma metafisico-realistico e pretende di descrivere (e attivare) forze oggettive dell’universo (corrispondenze, fluidi, piani sottili), inscritte in un ordine cosmico intelligibile e gerarchico. Il rito, quindi, ha efficacia proprio perché correttamente allineato a tale ordine e richiede dunque, come premesse indispensabili senza le quali l’operatore corre rischi altissimi, una “fede operativa” nella realtà delle forze invocate, l’adesione a un sistema simbolico considerato vero (o quantomeno ontologicamente fondato) e una dimensione iniziatica o dottrinale.

Cammina cinque passi all’indietro e proietta un desiderio cui avevi già rinunciato. Ruota lentamente in cerchio sussurrando “forse, soltanto forse”. Torna a camminare normalmente. Adesso l’universo è confuso.
Questo è un buon segno.

Le correnti contemporanee, invece, come la psicomagia o la cosiddetta pop magick a cui questo libro sicuramente appartiene, propongono un paradigma ermeneutico-pragmatico (o post-metafisico), in cui la magia non è tanto un’arte che agisce su strutture ontologiche esterne, quanto una pratica simbolica che ristruttura la psiche, l’immaginario e la percezione. Un sistema che produce effetti attraverso il significato, l’intenzione e l’esperienza vissuta e che assume i simboli come strumenti funzionali, piuttosto che come verità a cui credere fideisticamente.

Rivolgi un cucchiaio d’argento verso il cielo notturno e lascia che catturi la luce della luna.
Giralo tre volte in una tazza d’acqua e bevine un sorso.
Hai appena assaggiato un mistero.
Adesso scrivi una poesia priva di punteggiatura.

Il passaggio è, quindi, dal vero all’efficace, ovvero dalla pretesa di un realismo esoterico ad una forma di costruttivismo simbolico-operativo.

Apri una credenza o un cassetto con grande cerimoniosità.
Il primo oggetto che vedi è adesso il tuo talismano per il resto della giornata.
Indossalo con irragionevole orgoglio.

Anche il rito cambia statuto, passando da tecnica sacrale, vincolata a forme, tempi e corrispondenze precise, ad atto poetico-performativo, la cui validità risiede nell’intensità dell’esperienza e nella sua capacità trasformativa per chi lo pratica.

Trova una piuma (vera o disegnata). Baciala, sussurra una promessa che non rivelerai a nessuno e nascondila tra le pagine di un libro che non hai letto.
Adesso hai un accordo segreto con le cose del cielo.

Il rito, quindi, non “agisce sul mondo” in senso occulto, ma parla direttamente all’inconscio attraverso immagini e gesti simbolici carichi di senso personale.

In questo, il Maestro è sicuramente Alejandro Jodorowsky, alcuni dei cui atti psicomagici, simbolici, evocativi ma soprattutto straordinariamente efficaci, trovate nel meraviglioso documentario Psicomagia, la cui visione mi sento di consigliare spassionatamente a chiunque. Soprattutto agli scettici come me.

Comincia qualcosa che non potrai finire presto.
Questa è la magia degli inizi.

Per sintetizzare, se la magia tradizionale si configura come una teurgia fondata su un’ontologia simbolica oggettiva, la magia contemporanea si presenta invece come una poetica operativa del simbolo, a statuto pragmatico e trasformativo.

Colleziona sette pietre lisce e dormi tenendole sotto il cuscino.
I sogni delle sirene arrivano in gruppi di sette.

Dalla magia come rivelazione di un ordine invisibile alla magia come creazione significativa di esperienza, quindi.

Col gesso, disegna una porta dove nessuno può vederla.
Varcala con la mente.

Ma la cosa più interessante, di questa raccolta di surreali poesie, è che sono perfettamente godibili anche senza voler attribuire loro alcuna valenza se non quella dell’atto poetico la cui bellezza, ed efficacia, sta unicamente nell’occhio del lettore.

Lida Pavlova autrice di Small Spells - ilRecensore.it

Lida Pavlova ha consacrato la maggior parte della sua esistenza allo studio e alla pratica della magia e della stregoneria, trasformando la propria passione in una vocazione a tempo pieno oltre quindici anni fa.

È creatrice di numerosi mazzi di tarocchi e oracoli, tra cui Bird King Tarot, Ominous Oracle, Honey & Lavender Tarot, PHRÖG TAROT e The Green Tarot.

Nota per le sue stese poetiche e anticonvenzionali e per i suoi incantesimi intrisi di fantasia, condivide il proprio lavoro con una comunità di oltre 650.000 seguaci su Instagram (pagina @lidapavlova_magic).

Originaria della Russia, vive oggi in Serbia con la sua famiglia.

Autore

  • Giovanni

    Scrittore, fotografo, Service Manager in una delle principali Software House italiane, è stato cofondatore del Blog Thrillerlife ed è socio fondatore della associazione culturale IlRecensore.it e della omonima rivista online.

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