la luce e l'onda Massimo Recalcati - ilRecensore.it
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La luce e l’onda di Massimo Recalcati

La luce e l’onda: Cosa significa insegnare?

Questo libro è un elogio del maestro. In modo originale Massimo Recalcati torna a interrogare la pratica dell’insegnamento. Incontrare un maestro è incontrare una luce e un’onda.

Dieci anni dopo “L’ora di lezione”, Recalcati ritorna sul grande tema della Scuola. Ogni maestro è una luce e un’onda nello stesso tempo: è una luce perché allarga l’orizzonte del nostro mondo sospingendoci verso la necessaria soggettivazione del sapere; è un’onda poiché incarna l’impatto dell’allievo con qualcosa che resiste, con una differenza che non può essere pareggiata e che, proprio per questo, ci costringe a trovare un nostro stile singolare: quello che è stato scolasticamente acquisito deve essere ripreso in modo singolare, riaperto, reinventato.

Se questi due movimenti del maestro non sono attivi, il sapere si devitalizza. Poi c’è il grande capitolo della Scuola al quale questo libro dedica molta attenzione. Come è possibile conservare nel suo dispositivo istituzionale la grazia della luce e dell’onda? Come è possibile non ridurre la sua azione a quella di una trasmissione tecnica di saperi più o meno specializzati per salvaguardare invece il suo compito più ampiamente formativo che è quello di contribuire in modo decisivo a dare una forma singolare alla vita dei nostri figli?

Parlare di insegnamento e, ancor peggio, di scuola è un campo minato in cui anche le persone animate da buone intenzioni finiscono per restare vittima di retorica o qualunquismo.  Non è quello che è successo a Massimo Recalcati che scrive un libro ispirato e profondo sul significato dell’insegnamento e sul bisogno, quanto mai attuale per le nuove generazioni, di avere un maestro come punto di riferimento.

L’incontro con un maestro, infatti, è davvero un’esperienza della grazia.

«Non si tratta tanto dell’incontro con un sapere, ma con un desiderio di sapere che rende il sapere stesso un oggetto possibile del desiderio» (p. 4).

La tematica del sapere come oggetto di desiderio verte sul riconoscimento di quella che Pasolini chiamava la “passione autosufficiente” che è – contro al sapere utilitaristico e finalizzato meramente al mondo del lavoro – il motore di una crescita, di uno sviluppo basato sulla curiosità ed il coraggio.

La figura del maestro non solo non è quella di un burocrate ministeriale, ma nemmeno può e deve confondersi con quella di un depositario di conoscenze che devono essere trasmesse. Insegnare significa, piuttosto, fare incontrare l’allievo con il proprio desiderio, illuminarlo, senza però sottrarre l’ombra che ogni essere umano deve affrontare da solo.

Il titolo è emblematico: la luce è ciò di cui abbiamo bisogno per avere la visione delle cose, ma l’onda è l’impatto con il mare che ci consente a trovare il nostro stile.

Anche sulla necessità di fare nuotare da soli i ragazzi, di accettare che essi inevitabilmente sperimentino l’urto  della realtà, il libro di Recalcati dice cose importanti e che dovrebbero essere da guida ai tantissimi genitori che hanno confuso l’idea di educazione con quella di protezione, ipotizzando che la felicità dei figli possa essere piena solo in assenza di frustrazioni e sconfitte.

«In realtà, questa dismissione del concetto di educazione è un modo con il quale gli adulti – che, come ricorda Lacan, sono, in realtà, i veri bambini tendono a disfarsi del peso della loro responsabilità di dover contribuire a dare una forma alla vita del figlio. Ne è una prova il sospetto con cui molti genitori osservano gli insegnanti che a Scuola si permettono di giudicare negativamente i loro figli o di sottoporli provvedimenti disciplinari» (p. 87).

Chiunque insegni sa benissimo che moltissimi genitori si pongono da argine e armatura nei confronti di una educazione dei loro figli che percepiscono come minacciosa. Tuttavia, nonostante gli spunti interessanti legati all’attualità delle scuole e alla crisi profonda che attraversa il nostro sistema educativo, sarebbe molto limitante e restrittivo leggere l’ultimo libro di Massimo Recalcati solo come un intervento legato alla politica della pubblica istruzione.

Vi è, invece, una riflessione radicale sui principi filosofici e psicologici dell’insegnamento. Come spesso accade nei libri dell’autore, la figura di Jacques Lacan è il convitato di pietra, la fonte di molteplici idee feconde.

Analogamente ho trovato interessantissimo il confronto aperto, mai arrogante ma nemmeno in atteggiamento di sudditanza, con la riflessione di Michel Foucault sulla scuola come “dispositivo”, luogo in cui il Potere si incarna.

La riflessione di Recalcati accende un faro sulla contradditorietà di essere un maestro: solo nella scuola, infatti, la parola di un maestro può trovare spazio, ma paradossalmente la forza del maestro rompe qualsiasi meccanismo del dispostivo istituzionale.

«Possiamo distinguere due diverse anime della Scuola: quella del dispositivo e quella della radura o della luce. Per un verso la Scuola appare come un dispositivo disciplinare, burocratico, grigio che ricicla un sapere spento promuovendo una azione di controllo sociale e di regolazione normativa della vita.

Per un altro verso, invece, l’incontro con la Scuola rende sempre possibile l’esperienza dell’aperto, della radura e della luce. E quello che accade ogni volta che la lezione di un maestro genera nei suoi allievi la mobilitazione del loro desiderio di sapere. In questo caso a prevalere non è il carattere anonimo e impersonale del dispositivo, ma la parola del maestro che sa trasmettere ai suoi allievi un sapere vivo, un sapere in grado di allargare l’orizzonte della vita» (p. 7).

La luce e l’onda è un libro che parla di resistenza.

Chiunque insegni sa che la scuola-dispositivo tende a prosciugare entusiasmi e vocazione, ma allo stesso tempo – qui abbiamo la profondità della riflessione de La luce e l’onda, che non adugia in vuoti anarchismi o miraggi libertari – la scuola come istituzione è essenziale per fare incontrare al ragazzo il “principio di realtà”, cioè castrare il suo narcisismo e introdurre nella sua vita l’esperienza del limite.

Quindi la scuola, ed ecco la parziale differenziazione dall’analisi foucaultiana, non è solo il luogo dell’assoggettamento e dello spegnimento delle pulsioni, ma proprio perché impone un limite al godimento immediato di queste pulsioni, apre alla vita comunitaria. Insegnare è dare una forma alla forza degli istinti.

Queste ed altre considerazioni rendono il libro di Recalcati un importante momento di riflessione non solo per i docenti, che possono ritrovare anche il senso profondo della loro parola, ma di studenti e genitori.

Mi auguro anche di chi fa le riforme scolastiche.

Massimo Recalcati autore di La luce e l'onda - ilRecensore.it

Massimo Recalcati, psicoanalista tra i piú noti in Italia, dirige l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Collabora con il quotidiano «la Repubblica» e insegna attualmente allo IULM di Milano. Dirige con Maurizio Balsamo la rivista «Frontiere della psicoanalisi».

È autore di numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui L’uomo senza inconscio (Raffaello Cortina Editore), Il complesso di Telemaco (Feltrinelli) e di una monografia in due volumi su Jacques Lacan (Raffaello Cortina Editore 2012, 2016).

Ha pubblicato per Einaudi, L’ora di lezione (2014), I tabù del mondo (2017 e 2018), La notte del Getsemani (2019 e 2020), Il gesto di Caino (2020 e 2021), Ritorno a Jean-Paul Sartre. Esistenza, infanzia e desiderio (2021), Il grido di Giobbe (2021 e 2022), La legge della parola. Radici bibliche della psicoanalisi (2022 e 2023), il suo primo testo teatrale, Amen (2022), La Legge del desiderio. Radici bibliche della psicoanalisi (2024 e 2025).

Autore

  • Deborah Donato

    Laureata in filosofia, ha pubblicato testi su Wittgenstein, la cultura viennese di inizio Novecento, e ha tradotto testi di Hegel e Schrödinger. Appassionata di letteratura russa e fanatica proustiana, è attualmente insegnante, critica e lettrice accanita.

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