L'ora dei predatori - Saggistica - ilRecensore.it
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L’ora dei predatori di Giuliano Da Empoli

L’ora dei predatori: politica come spettacolo, potere come caos; dentro il mondo dei nuovi predatori

Sono politici spregiudicati, sono titani della tecnologia. Quasi ovunque hanno spazzato via la vecchia classe politica. Di fronte a loro le élite tradizionali, un tempo forti di regole e istituzioni, si ritrovano disorientate, incapaci di resistere. Non c’è dubbio, è suonata l’ora dei predatori.


Da New York al Medio Oriente, dal palazzo dell’Onu all’hotel Ritz-Carlton di Riyad, Giuliano da Empoli ci accompagna in una serie di incursioni in territori dove il potere è basato sulla spettacolarizzazione, sull’uso spregiudicato delle informazioni e sulla capacità di generare shock continui.


I predatori hanno capito come sfruttare il nuovo ordine globale. E il caos è il loro ambiente naturale. Con il gusto sottile del polemista e la lucidità dell’antropologo, Giuliano da Empoli tratteggia un ritratto fulminante dei leader contemporanei, da Trump a Muhammad bin Salman, consegnandoci un’analisi che non lascia scampo.

«Oggi è scoccata l’ora dei predatori e ovunque le cose stanno evolvendo in modo tale che tutto ciò che deve essere deciso lo sarà con il fuoco e con la spada. Questo piccolo libro è il resoconto di quei fatti, scritto dal punto di vista di uno scriba azteco e alla sua maniera, per immagini, più che per concetti, nell’intento di cogliere il soffio di un mondo che sprofonda nell’abisso e la gelida morsa di un altro che prende il suo posto».

L’ora dei predatori, edito da Einaudi, è un interessantissimo reportage sul e del mondo attraverso l’evoluzione della politica e, più specificamente, della politica internazionale degli ultimi anni.

Una politica che si è sempre più avvicinata a essere qualcosa di riproducibile, visibilmente parlando, a una sorta di Intrattenimento da mettere una volta arrivati a casa dopo una giornata lavorativa. Questo esempio non è poi così campato per aria. Certo, forse non è molto chiaro, ma per la chiarezza, ovviamente, vi rimandiamo alla lettura di questo libro scritto da Giuliano Da Empoli, saggista e consigliere politico.

Da Empoli non dà risposte certe, non prevede il futuro al punto da elencarlo punto per punto. Da Empoli si “limita semplicemente” a riportare ciò che accade nelle stanze segrete e a lasciare che il lettore tragga possibili scenari, o meglio, buone domande, ragionevoli dubbi. 

La rievocazione storica dei conquistadores diventa un’ottima metafora per introdurre una realtà che piano piano si è sempre più intrufolata nelle nostre vite. Oggi i conquistadores sono quelli del digitale e le democrazie occidentali assomigliano sempre più a quel popolo che si sa, non fecero proprio una bella fine. Ma andiamo piano e parliamo dell’eccezionale libro che ci è stato consegnato.

Il paragone con la serie televisiva, come detto poco più sopra, non è a caso: è lo stesso autore a raccontarci un tipo di gioco che si è ritrovato a fare con il portavoce del presidente del Consiglio italiano giusto qualche anno fa. Appassionati entrambi di serie televisive, il divertissement consisteva nel fare, una volta terminati gli incontri della giornata, un bilancio:

«qual era la percentuale di West Ring, House of Cards e Veep? Il risultato era, in generale, all’incirca il dieci per cento di West Ring, il venti per cento di House of Cards e il resto di Veep».

Che detto così, in effetti, dice nulla a chi è estraneo a queste serie a tema politico. Da Empoli infatti non si limita solo a ricordare i bilanci e ci dice:

«all’epoca esistevano tre grandi categorie di serie politiche. La prima che si potrebbe definire eroica, comprendeva produzioni come West Wing, che ritraevano la politica come una competizione virtuosa tra persone generalmente competenti e benintenzionate. La seconda categoria, più fosca, dipingeva la politica come una giungla hobbesiana in cui nessuno è innocente e l’unica regola è quella della sopravvivenza. Era la categoria di House of Cards, molto popolare tra i politici perché li ritraeva come personaggi machiavellici, brillanti e privi di scrupoli, immersi in un’esistenza appassionante fatta di intrighi e tiri mancini. La terza categoria, al contrario, quella di sit-com come The Thick of It e Veep, del grande Armando Iannucci, mostrava la politica per quel che è: una continua commedia degli errori, in cui i personaggi, quasi sempre inadeguati al ruolo che ricoprono, cercano di barcamenarsi per trovare una via d’uscita da situazioni impreviste, spesso assurde e a volte ridicole».

Per i risultati, ovviamente, vi rimandiamo alla lettura. 

È stato pensato di mettere a fuoco questo pezzo perché troviamo che sia geniale (e forse preoccupante?) riuscire a spiegare, a far conoscere, il mondo della grande politica usufruendo delle serie televisive. Perché se prima erano le serie televisive a prendere spunto dalla realtà politica, ora è la realtà politica a prendere spunto dalle serie televisive. Non ci credete? E bene sì, è sempre Da Empoli a riportarci un pezzo di realtà politica che sembra uscire da una serie televisiva (e a quanto pare lo è):

«Per di più il primo ministro australiano Malcolm Turnbull si era involontariamente unito alla partita, adottando per le elezioni del 2016 lo slogan «Continuity with change», che era il motto della campagna presidenziale del protagonista nella quarta stagione di Veep. “Abbiamo cercato lo slogan elettorale più insensato che ci venisse in mente”, avevano commentato gli ideatori della serie».

Detto questo, messo a fuoco quello che riteniamo essere un interessante punto di vista dal quale partire per addentrarsi in L’ora dei predatori, il libro si presta a catturare il lettore/la lettrice senza annoiarlo con termini inspiegabili o fatti noiosi.

Anzi, ogni aspetto riportato all’interno di questo libro è veramente una sorpresa: ci sono molti aneddoti e molte curiosità, tanti personaggi noti e meno noti della politica internazionale. 

Per quanto riguarda l’aspetto principale del libro, ovvero su chi siano i predatori e cosa s’intenda con l’ora dei predatori, ovviamente, vi rimandiamo alla lettura del libro.

Sono un’ultima cosa ci preme dirvi. Vi lasciamo con questa riflessione: chi, tra noi, vuole che sia qualcun altro a prevedere in anticipo i nostri desideri e a fare tutto per noi? 

Spoiler? No, ovviamente vi…

Giuliano Da Empoli, saggista e consigliere politico, vive a Parigi, dove insegna a Sciences Po.

Il suo ultimo libro, Il mago del Cremlino (Mondadori 2022), è stato tradotto in oltre trenta lingue.

Autore

  • Luca de Vincentiis

    Sono Luca de Vincentiis, con la “d” minuscola (perché secondo il nonno paterno s’ha da scrivere così) e due sono le benedette “ii” alla fine del cognome. Nato a Sanremo, città dei fiori, della musica, di mare e dal meraviglioso clima. Sono felicemente libraio e genitore di quattro libri di poesia: “Alla ricerca degli istanti perduti”, Gruppo Albatros Il Filo, 2021; “Amore e discordia”, L’Erudita, 2022; “Fiori da ponente”, Ed. Ensemble, 2024, “Ciò che tu già non sai, ciò che tu non mi comandi di dirti” Ed. Ensemble 2025.  Faccio parte di un collettivo di poesia che si chiama Il Vivaio del Verso e mi piacciono la fotografia, la pizza, la pasta col tonno, il vino rosso (non meno di 14 gradi) e la birra rossa. Mi piacciono anche altre cose. Sono Sagittario: ometto ma non mento.

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