Controbuio. Vivere e morire al Casinò di Sanremo: quando ricordare significa attraversare l’ombra
Sinossi
Tonino, un vecchio pussettista ovvero un baro della roulette cerca l’aiuto di Orso Tosco. La richiesta è strana: fare luce su un caso di quasi cinquant’anni prima, l’omicidio di Francesco Russello, ristoratore prestasoldi che nel suo locale di Sanremo accoglieva a tarda notte i croupier e le altre figure, dentro o fuori la legalità, orbitanti intorno al casinò.
C’è di mezzo un tesoro, assicura Tonino… Orso prova a sottrarsi (“Sono nato nel 1982“) ma l’altro insiste e, da bravo pussettista, spinge la fiche vincente, chiedendo: “vuoi tradire la memoria di quel grand’uomo di tuo padre?” perché il padre di Orso era un croupier del casinò di Sanremo, conosceva Tonino, conosceva tutti i personaggi e tutte le storie e dunque il figlio, pure giallista, non potrà che indagare.
Recensione
Orso Tosco torna in libreria e, ancora una volta, lo fa spiazzando, giocando d’anticipo, fregando tutti al grido di E adesso, qualcosa di completamente diverso, per chi ancora ricorda i Monty Python.
D’altronde lo ha fatto fin dall’esordio, alternando romanzi letterari a sillogi poetiche, incursioni punk e reportage, gialli e saggi narrativi e lasciando a Gualtiero Bova, e alla sua amatissima Gilda Gildina, il compito di rappresentarlo presso il pubblico dedito al Crime.
Difficile infatti costringere Controbuio all’interno del genere, nonostante Ubagu Press nasca con una particolare attenzione al noir, al thriller e al poliziesco.
Tuttavia questo racconto resta fedele al nome che, in dialetto ligure, significa nascosto, umido, ombroso: un luogo opaco come opaca è, in fondo e forse per fortuna, anche la memoria.
Ed è infatti, Controbuio, innanzi tutto un omaggio alla memoria del padre, che per ogni autore è specchio e misura, stella polare rispetto cui orientare ogni navigazione coerente o contraria.
Orso Tosco racconta una indagine che indagine proprio non è, di un sé chiamato a fare il detective come nella realtà è chiamato a raccontare un’epoca e che, indossati i panni del medium, seduto al tavolo e approntati gli strumenti, osserva la storia narrarsi.
Controbuio, più che a un noir, somiglia infatti ad una evocazione magica, ma il demone chiamato a manifestarsi, col suo carosello di personaggi al seguito, è quello un po’ fané della Sanremo degli anni Sessanta e Settanta, del Casinò, dell’Ariston, del Festival quando il disco d’oro era fissato a un milione di copie e di quel misto di ambizione, ingenuità e strafottenza che hanno permesso al Paese di illudersi tanto a lungo di giocare ai tavoli che contano davvero.
In una notte di tregenda, sotto un diluvio che trasforma le strade di Sanremo in un fiume di fango, la compagnia si ritrova ad inseguire la medesima illusione, quella che accompagna ogni giocatore. Il colpo grosso, la svolta, il momento in cui tutto, finalmente, andrà per il verso giusto.
E forse giocare è proprio questo, posporre una volta di più il momento in cui le alternative finiscono e si resta soli, senza altra strada che assumersi finalmente la responsabilità della propria vita.
Orso Tosco sceglie, per evocare quegli anni, uno dei registri che più li ha contraddistinti: il grottesco e il surreale che da Buñuel a Marco Ferreri, da Risi, Scola e Fellini arriva fino a Regalo di Natale di Pupi Avati e a quella perla dimenticata che è il Camerieri di Leone Pompucci.
In Controbuio non manca la denuncia, quella delle pratiche illegali, delle truffe, degli scandali rientrati, della giustizia all’italiana, di omicidi irrisolti, dell’ombra lunga della ‘ndrangheta e dei veleni sparsi nelle serre che hanno contribuito a creare la Città dei fiori.
Tra pussettisti e croupier, agenti musicali e maghe, trapper e travestiti, Controbuio racconta un’Italia che si credeva ricca e felice ed era forse a suo modo soltanto sciocca, senza scrupoli e piena di debiti coi tizi sbagliati e che, come i protagonisti del racconto e come la stessa città di Sanremo, si risveglia all’alba orfana di una redenzione che, se mai è esistita, sembra ormai alle nostre spalle.
AUTORE: Orso Tosco
TITOLO: Controbuio. Vivere e morire al Casinò di Sanremo
EDITORE: Ubagu Press Editore
GENERE: noir, thriller, poliziesco
AUTORE
Orso Tosco, scrittore e sceneggiatore, è nato a Ospedaletti nel 1982.
Tra i suoi libri, i romanzi Aspettando i naufraghi (2018) e London voodoo (2022), entrambi pubblicati da minimum fax, e Nanga Parbat. L’ossessione e la montagna nuda (66thand2nd, 2023, finalista al premio The Italian Review).
Con L’ultimo pinguino delle Langhe (2024, vincitore del premio Provincia in giallo e del premio Scerbanenco) ha inaugurato la serie del «Pinguino» per Nero Rizzoli, poi proseguita con La controra del Barolo (2025).



