Sabato 1° novembre 2025
Lucca Comics.
ilRecensore è andato in trasferta a Lucca e tra un cosplay e l’altro abbiamo avuto il piacere di reincontrare Pedro Oyarbide – l’illustratore spagnolo delle copertine dei libri di McDowell – che avevamo già conosciuto a Milano lo scorso anno per l’uscita del libro Katie (recensione e reportage a questo link).

Oggi c’è l’incontro con Paola Barbato e Fabio Genovesi che presentano Luna fredda su Babylon, il romanzo di Michael McDowell appena uscito in Italia per Neri Pozza, e con Pedro Oyarbide, che ha ridefinito l’estetica contemporanea con le sue opere, fondendo tradizione artigianale e linguaggio digitale in un equilibrio unico.
L’incontro si apre con Paola Barbato che, parlando delle sue celebri copertine, gli chiede come nascano le idee dietro creazioni tanto affascinanti
Oyarbide spiega che Luna fredda su Babylon segue l’estetica iniziata con Blackwater e poi proseguita con Gli aghi d’oro e Katie, è un continuum e si ricollega, nell’estetica, all’horror vacui.
Alla successiva domanda dello scrittore Fabio Genovesi, che gli chiede quale sia il suo rapporto con il mondo dell’horror, Oyarbide confida che, in realtà, non ha mai letto molta letteratura di questo genere. “Anche se l’horror non fa propriamente parte di me,” ammette, “ho finito per affezionarmi alle opere di McDowell.”
Paola Barbato osserva che le copertine si dividono in tre categorie: con un elemento umano, un elemento naturale e un elemento simbolico.
Nella copertina di Luna fredda su Babylon sono presenti tutti e tre questi elementi: Oyarbide come sceglie quale deve essere il cuore della copertina, come ha concepito questa copertina in particolare?
L’illustratore spagnolo conferma la presenza di questi elementi e racconta che per lui è naturale realizzare copertine di questo genere, poiché nelle storie di McDowell i luoghi assumono un ruolo quasi umano, diventando veri e propri personaggi — il fiume Styx, il ponte, l’automobile, il bosco. La copertina, spiega, è disseminata di dettagli che, a ben guardare, costituiscono piccoli indizi, o forse veri e propri spoiler, che si sostengono e si intrecciano tra loro. “Volevo creare qualcosa di bello da vedere” conclude con semplicità.
Continua Fabio Genovesi osservando che in tutte le sue copertine si ritrovano elementi terreni ed elementi onirici.
Come si fa a illustrare la parte onirica?
Pedro Oyarbide: «In tutte le copertine ci sono elementi più difficili da illustrare, il sogno e la realtà non sono facili da rendere per immagini e riesco a farlo attraverso degli oggetti che poi inserisco nelle copertine; sicuramente l’elemento onirico è più difficile da realizzare.»
Sempre Genovesi chiede a Oyarbide, presupponendo che lui prima legga i libri per cui deve realizzare le copertine, quanto margine c’è di suo nelle illustrazioni. In questa copertina, in particolare, quanto c’è di Pedro?
«Con Katie il colore rosso era preponderante perché rappresentava il sangue e la palette giusta era quella. In Luna fredda su Babylon volevo fare qualcosa di diverso e ho scelto la palette blu per rimandare alle atmosfere della notte, alla luna e per rendere un omaggio al fiume Perdido, così presente nel romanzo.»
Ti è mai capitato che qualcuno ti chiamasse per fare un film come Direttore della fotografia?
«Mi è già capitato di discutere con gli editori come sarebbe fare un adattamento per il cinema e in effetti ci sono degli elementi perfetti per essere adattati, ma sinceramente non saprei come farlo. Penso che sarebbe più adatto per una serie tv.»
Continua Paola Barbato.

Tu hai già dichiarato di non essere un appassionato del genere horror. Si parla di eredità McDowell. Se tu dovessi indicare un suo erede…innanzitutto esiste? E se si chi sarebbe?
«Non saprei dire, ce ne sono tanti che potrebbe ma non sarei in grado di indicarne uno.»
L’incontro a questo punto è quasi terminato.
C’è giusto il tempo delle domande dal pubblico che non tardano ad arrivare.
Volevo sapere se c’è qualche progetto per altri autori.
«Recentemente ho illustrato una riedizione de Il piccolo principe e ho un progetto per un autore spagnolo che però non posso ancora anticipare. Inoltre, mi occupo anche di giochi per Playstation e anche campagne pubblicitarie.»
La tua maestria per le copertine è innegabile. Ci hai raccontato che per arrivare al lavoro terminato esegui un po’ di bozze. Ti è mai venuto in mente di fare un libro-raccolta con le illustrazioni dei tuoi lavori preparatori?
«Sinceramente sì e per i fan di McDowell sarebbe interessante, soprattutto perché in effetti, ci sono dei cambiamenti mentre lavoro che poi non entrano nel lavoro finale.»
L’evento è terminato e come sempre è molto intrigante sentire le parole dell’illustratore, soprattutto del calibro di Pedro Oyarbide.


