Prima dell’alba: Un romanzo di formazione vibrante e struggente, Prima dell’alba di Giancarlo Pastore racconta l’adolescenza di Andrea, un ragazzo di provincia diviso tra desiderio di libertà e prigioni invisibili, guidato dalla danza, dalla musica e dall’amore che segna il suo destino.
SINOSSI
Andrea cresce in un piccolo paese di mezza montagna, dove il tempo è immobile e tutto ruota intorno al bar di sua madre, Dialma. Andrea porta sul viso una bellezza inquietante e selvatica, ed è abitato da “Lei”, una creatura con la quale si sente in armonia quando danza nei boschi. Mentre il mondo lo prepara a un futuro che ha le sbarre di una gabbia, Andrea si lascia guidare dalle proprie fantasie, dalla musica e dalla voce cristallina, perfetta e profetica del suo idolo, Kate Bush.
Amedeo è un aspirante pittore poco più grande di Andrea, anche lui vive attraversando di continuo la sottile membrana che separa la realtà dai sogni. Diverso per provenienza ed estrazione sociale, incapace di badare a se stesso, sarà lui a regalare ad Andrea, grazie a un amore così grande da far paura, la possibilità di costruire il proprio destino. Tuttavia, certi doni hanno un prezzo, e quello che Andrea dovrà pagare sarà la consapevolezza che le cose preziose possono svanire da un momento all’altro. Il protagonista di questo romanzo attraversa gli anni Ottanta davanti ai video di Mtv, ispirato dalle star della danza contemporanea, in un’epoca in cui l’Aids allunga ombre sulla ricerca della propria identità.
Insieme a lui e ad Amedeo, si muovono altri personaggi indimenticabili: Stefania, l’amica contadina forte e concreta, Davide, maestro di danza e di vita, e Dialma, una madre il cui amore rischia di pietrificare il corpo del figlio. Con una scrittura intensa e precisa, Giancarlo Pastore racconta il viaggio di un adolescente che cerca se stesso in un paesino del Nord Italia, attraverso una storia di formazione che ha al centro l’amore, la danza, la musica e lui, Andrea, uno dei protagonisti più potenti della letteratura contemporanea.
RECENSIONE
«L’unica cosa di cui bisogna preoccuparsi è l’indifferenza verso la bellezza. Tutti questi tentativi di capire cosa c’è sotto… La bellezza se ne fotte di cosa c’è sotto… La bellezza chiede di essere guardata, di essere vissuta. Una volta che la spieghi, sparisce, diventa altro. L’inconscio, l’inconscio… Tutto ’sto parlare di inconscio. Cosa rimane delle immagini dell’inconscio una volta che le hai fatte uscire alla luce del giorno per farle ragionare? Niente rimane, te lo dico io: patiscono il sole, marciscono e puzzano come banane, si polverizzano come vampiri».
Ci sono romanzi che si limitano a narrare, e ce ne sono altri che aprono un varco, costringendo chi legge ad attraversarlo e a rimanere trasformato. Prima dell’alba di Giancarlo Pastore appartiene senza esitazione alla seconda categoria.
È un’opera che restituisce la voce a un’adolescenza inquieta e traduce sulla pagina ciò che di solito sfugge: il brivido della crescita, la vertigine del desiderio, l’inevitabilità della perdita.
Il cuore pulsante del romanzo è Andrea, adolescente dalla bellezza selvatica e ambigua.
Cresciuto in un piccolo paese di mezza montagna, dove il tempo sembra immobile e ogni gesto si ripete come un rituale. Attorno a lui, il bar della madre Dialma funge da centro gravitazionale di un microcosmo che rischia di soffocarlo. Eppure Andrea custodisce dentro di sé una creatura invisibile, “Lei”, presenza ancestrale con cui si fonde danzando nei boschi: simbolo di libertà, di alterità, di un’identità ancora in cerca di forma.
Il romanzo si muove negli anni Ottanta, sotto il segno di MTV e delle star della danza contemporanea, mentre la voce di Kate Bush diventa bussola intima e canto di resistenza. In questo scenario si innesta l’incontro con Amedeo, aspirante pittore fragile e indisciplinato, che vive a sua volta nell’oscillazione continua tra realtà e sogno. Il loro legame, intenso fino allo spavento, è un dono e una ferita: un amore assoluto, che spalanca a entrambi la possibilità di immaginare un futuro, ma che impone anche il prezzo più alto — la consapevolezza della precarietà, della dissolvenza di ciò che è più prezioso.
Accanto ai due protagonisti si muove una costellazione di figure memorabili: Stefania, amica contadina dalla concretezza vigorosa; Davide, maestro di danza e di vita, presenza carismatica e salvifica; e soprattutto Dialma, madre amorevole eppure soffocante, il cui affetto rischia di pietrificare il corpo e i desideri del figlio.
Con Prima dell’alba, Pastore costruisce una narrazione che è insieme romanzo di formazione e affresco corale, intrecciando le storie individuali a un’epoca segnata dall’ombra lunga dell’Aids.
La malattia, evocata con delicatezza ma senza reticenze, diventa simbolo di una generazione che ha cercato se stessa sotto la minaccia costante della perdita, in bilico tra emancipazione e fragilità.
La scrittura di Pastore è uno degli elementi più potenti del libro: precisa, lucida, e al tempo stesso intensamente lirica. Ogni frase restituisce il movimento interiore dei personaggi con una tensione quasi coreografica, come se la danza evocata nel romanzo non fosse soltanto un tema, ma un principio strutturale della narrazione. C’è un ritmo che non si spegne, un’alternanza di sospensione e impeto, che avvolge il lettore e lo trascina dentro la materia viva dei sentimenti.
In Andrea troviamo un protagonista che non si limita a vivere sulla pagina, ma che travalica i confini del testo per imporsi come una delle figure più potenti della narrativa contemporanea: fragile eppure luminoso, vulnerabile e insieme tenace, capace di incarnare le contraddizioni di una generazione e, al tempo stesso, di rispecchiare quelle di chi legge.
Prima dell’alba è un romanzo che cura e ferisce, che consola e inquieta.
Un libro che ci ricorda come la letteratura, quando è autentica, possa restituire la densità della vita: l’amore che accende, la musica che salva, la danza che libera, e la consapevolezza struggente che la bellezza — come l’alba che precede il giorno — sia tanto luminosa quanto fragile, destinata a svanire ma sempre capace di lasciare un segno indelebile.
TITOLO: Prima dell’alba
AUTORE: Giancarlo Pastore
EDITORE: Marsilio
GENERE: Narrativa/Rom. formazione
AUTORE

Giancarlo Pastore ha pubblicato i romanzi Meduse (Bompiani 2003) e Regina (Bompiani 2007) e la raccolta di racconti Io non so chi sei (Instar Libri 2009, premio Cocito). Ha partecipato al Dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango 2008), e suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie, tra cui Bloody Europe (Playground 2004), Ritratti dell’autore da cucciolo (Instar Libri 2016) e Over 60 – Men (Elmi’s World 2016). Per Marsilio, nel 2020 ha pubblicato Un giorno uno di noi (premio Fuori!).


