Tanta ancora Vita: quando la guerra strappa tutto, solo l’amore può restituire vita
SINOSSI
Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare.
Vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. Quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con Irina, che ha letto Dante e parla italiano come un poeta del Duecento. Il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto.
Poi, quando il padre di Kostya è dato per disperso, Irina torna nel suo Paese a cercarlo. D’impulso, Vita decide di raggiungerla, per aiutarla. Tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi.
RECENSIONE
Il romanzo di Viola Ardone, Tanta ancora Vita, non è semplicemente una storia da leggere, ma un imperativo emotivo. È la dimostrazione di come la scrittrice abbia affinato la sua capacità di trasformare temi universali – la perdita, la guerra, la maternità, la speranza – in una narrazione di una intimità disarmante.
Non è tanto cosa accade, ma come accade, e cosa cambia in chi è costretto ad assistere al miracolo di un incontro inatteso. L’autrice, che ha già dimostrato una sensibilità unica nel dare voce agli invisibili e ai feriti della storia (Il treno dei bambini), qui affronta un presente tragico – la guerra in Ucraina – incastonandolo in un’architettura emotiva dove i legami inattesi diventano l’unica vera trincea contro la disperazione.
La magia di Ardone risiede nella sua capacità di dare profondità a temi universali partendo da un piccolo, quasi domestico, miracolo: l’arrivo di Kostya, un bambino di dieci anni, fuggitivo dalla guerra, non è un personaggio secondario o un semplice motore narrativo, è il “sincronizzatore” del tempo dell’amore, come recita la frase chiave del libro. Il suo arrivo, accoccolato sull’uscio a Napoli, non è solo una crisi logistica, ma una crisi esistenziale per Vita, la donna che lo trova.
Vita, dal canto suo, è intrappolata in una guerra che non ha sirene o bombe: la sua è la guerra interiore del lutto irrisolto per la perdita del figlio e una depressione che la isola in un mondo claustrofobico fatto di tapparelle abbassate e fantasmi.
L’ospite inatteso la costringe a tornare al ruolo di cura che credeva il destino le avesse negato per sempre. È un ritorno alla vita, in un paradosso narrativo che vede il dramma altrui diventare l’unica via d’uscita dal proprio. Come accade spesso, la vita ti toglie all’improvviso ma con lo stesso tempismo sa ridarti tanto.
“Poi nel buio e nel silenzio di questa stanza sconosciuta il telefono squilla, come un allarme bomba in un Paese di pace.”
La forza del romanzo risiede nella lingua di Viola Ardone. È una scrittura limpida, evocativa e calibrata, che riesce a dare forma e peso specifico a sentimenti complessi come il dolore irrisolto e la ritrovata voglia di “tanta ancora vita” (un’espressione che il bambino, con il suo italiano incerto, rende un inno).
Il romanzo tocca con delicatezza ma fermezza il tema della guerra in Ucraina e delle sue conseguenze umane, portando la tragedia globale nel contesto intimo e circoscritto di una casa a Napoli.
La decisione finale di Vita di intraprendere il viaggio verso l’ignoto non è solo un atto di aiuto verso Irina, ma è il suo unico modo per tentare di salvare sé stessa: un gesto di auto-riparazione che dimostra come la solidarietà sia la forma più pura di sopravvivenza, e spesso anche la cura ai mali dell’anima.
Tanta ancora Vita è un romanzo sulla necessità della cura, sulla possibilità di ricomporre la speranza anche dopo il disastro. È un libro che non si limita a raccontare una storia, ma ti entra dentro, sincronizzandoti inevitabilmente con la sua pulsazione di amore e resilienza.
Assolutamente consigliato a chi cerca una lettura profonda e capace di lasciare un segno indelebile nel cuore e nell’animo.
AUTORE
Viola Ardone (Napoli 1974) è laureata in Lettere e ha lavorato per alcuni anni nell’editoria.
Autrice di varie pubblicazioni, insegna latino e italiano nei licei.
Fra i suoi romanzi ricordiamo: La ricetta del cuore in subbuglio (Salani, 2013), Una rivoluzione sentimentale (Salani, 2016), Il treno dei bambini (Einaudi, 2019), Oliva Denaro (Einaudi, 2021), Grande meraviglia (Einaudi, 2023), Tanta ancora Vita (Einaudi, 2025).



