La radice del male: una famiglia americana attraversata dal male, tra serial killer, silenzi e ferite che durano una vita
SINOSSI
Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico.
È il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano. Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, è l’unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un’infanzia segnata dagli abusi e dall’indifferenza della madre, la cattolicissima Ava.
E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l’aiuto del figlio, avrà la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia.
“La radice del male” racconta un’America dove la quotidianità è intrisa di violenza, e la casa è insieme rifugio e pericolo.
Adam Rapp indaga le piccole crepe che segnano il destino di una famiglia perbene; solchi che possono diventare abissi o aprirsi alla luce, se si trova il coraggio di chiedere aiuto.
RECENSIONE
Quando arrivano a Chicago comincia a nevicare. È quasi sera e il cielo è torbido come l'acqua sporca in un secchio. L'aria a ovest del lago Michigan e a sud dell'ansa del fiume Chicago è un turbinio di piccoli fiocchi pungenti che vorticano confusi come tanti moscerini bianchi. Giornali e rifiuti si trascinano lungo Randolph Street formando dei mini cicloni.
John Wayne Gacy e Richard Benjamin Speck.
Due nomi. Due identità che probabilmente non diranno nulla alla maggior parte dei lettori. Due individui, due serial killer che hanno segnato la vita di molte persone che hanno vissuto negli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta.
Due individui che segnano l’esistenza dei protagonisti di La radice del male, romanzo di Adam Rapp, edito da NN Editore.
Volume che è un misto di true crime e romanzo di formazione. Romanzo che racconta, semplicemente, la storia di una famiglia americana, una famiglia qualunque, quella dei Larkin: un padre, una madre, le figlie, l’unico figlio maschio.
Non cambia mai niente, aveva pensato. Né le persone, né gli alberi, né le case. Non importa se preghi, canti o bevi camomilla. Siamo tutti condannati a essere quello che siamo.
Attraverso lo sguardo di alcuni membri di questo nucleo familiare tanto comune quanto peculiare, leggendo i capitoli si compie un vero e proprio viaggio che ha inizio a Elmira, nello stato di New York, durante l’estate del 1951, e termina a Los Angeles, in California, nel 2010.
La lettrice si chiama Myra Lee Larkin, ed è innamorata del narratore della storia, un giovane irrequieto, presuntuoso e talvolta sboccato di nome Holden.
Myra Lee è il personaggio centrale, il fulcro attorno al quale ruota l’intera struttura narrativa che procede per oltre cinquecento pagine.
Myra Lee è delicata, attenta, umile, riconoscente, instancabile. Lei è la vera anima di questo romanzo che, scritto in maniera impeccabile, con uno stile magnetico e avvolgente, la vede crescere, da giovanissima ragazzina tredicenne che si affaccia al mondo a donna con una carriera avviata, moglie e poi madre. Myra Lee ha il tipico carattere che, ad una prima occhiata, si potrebbe definire placido, benevolo, debole. Tuttavia, pagina dopo pagina, il lettore comprende quanto questa donna, nella sua essenza delicata e altruista, abbia, in realtà, una personalità salda, ferma, potente.
Con la malattia, il tempo è diventato un fantasma che cambia forma. Si addensa, si solidifica, si tramuta in una cucciolata di gattini che si affollano ai suoi piedi e le graffiano le caviglie. E poi, da un momento all'altro, scompaiono, e un altro giorno è passato, dopo averle regalato pochi momenti di sollievo.
Accanto a lei, a turno, prendono la parola figure più o meno fondamentali per l’andamento della storia: figure che, tuttavia, nonostante abbiano meno spazio sulla pagina, urlano a gran voce la loro personalità, rivendicano le loro scelte, delineano i loro caratteri, capitolo dopo capitolo.
Su tutti, Alec, il fratello ombroso, colui che ha fatto dei silenzi uno stile di vita, l’unico figlio maschio all’interno di un nucleo familiare in cui vigono le rigidissime e cattolicissime regole della madre Ava; Fiona, giovane ribelle, prima artista, poi attrice, poi semplicemente figura avvizzita la cui stanchezza viene celata da trucco e abiti di scena.
La radice del male è un romanzo generazionale intriso di vita che pone il lettore, insieme ai personaggi di carta, di fronte a uno degli eterni dilemmi: da dove si genera il male?
Da dove nasce? Ci sono luoghi, aree, zone ad esso favorevoli piuttosto che altri? Qual è il confine tra giusto e sbagliato? Cosa si deve fare quando il lupo cattivo delle favole siede beffardo alla tua tavola?
... la sua vita si stia tramutando in una storia: in un romanzo epico la cui trama si dipana nell'arco di un secolo. Un tomo spesso trenta centimetri, pesante come un blocco di quercia, che promette imprese eroiche ma anche incalcolabili tragedie, dolori insanabili.
Titolo: La Radice del Male
Autore: Adam Rapp
Editore: NN Editore
Traduzione: Michele Martino
Genere: Narrativa contemporanea, thriller psicologico, saga familiare, noir
AUTORE
Adam Rapp è uno scrittore e sceneggiatore americano.
Ha lavorato a film e importanti serie televisive, come Dexter, In Treatment e The L World, ed è stato finalista, tra gli altri, al premio Pulitzer, al Tony Award e al Los AngelesTimes Book Prize.
Nel 2021 ha ricevuto un Arts and Literature Award dell’American Academy of Arts and Letters.



