SINOSSI
Un armadio in un palazzo nobiliare salentino e una cassetta metallica a Dresda sono gli scrigni che hanno sottratto un carteggio alle distruzioni della Storia, un tesoro giunto, per gli accidenti del caso, nelle mani di uno studioso del Settecento.

Quelle scolorate carte raccontano al professore dell’orfana Marianna Di Dio, detta Nenna, e di Bruno Röder, studente all’Università di Jena. I loro passi si incrociano nell’irripetibile momento delle rivoluzioni, quando un vento di libertà travolse tutti i giovani Werther d’Europa col suo carico di possibilità e idealismo.
Capelli di carbone, occhi normanni, Nenna copre nella sua piccola vita uno spazio immenso per un’analfabeta nata nella disgrazia. La bellezza che nessun velo può nascondere la porta a Napoli, a servizio della marchesa di Scantara, e poi nelle grazie della moglie dell’ambasciatore inglese, la scandalosa Lady Hamilton.
Nenna impara, assapora il fermento culturale che incendia il mondo, conosce l’amore, un amore fatto di timidi incontri e letture appassionate, e poi di distanza. Di ritorno dal Grand Tour, Bruno trova ad aspettarlo Schiller, Fichte, Schlegel, Novalis, tutte le scintille di una rivoluzione dello Spirito pronta a deflagrare. Ma la fanciulla bella come il fiore del cappero è un’ossessione che non si placa.
Per anni riempiono lettere ostinate, Bruno e Nenna; di lontano costruiscono un sentimento pieno di libri e paesaggi, certezze e smarrimenti, attraverso un’epoca e il suo tramonto. Si può essere giovani per sempre? La generazione di Bruno e Nenna si è spinta fino alle soglie del sogno, di una eterna, misteriosa primavera.
RECENSIONE
«Non so se ogni età produca una sua giovinezza o se vi sia invece un tratto comune, leggibile sotto il premere dell’accadere, che fa della giovinezza una stagione che torna ogni volta uguale» (p. 9).
Si apre con questa domanda il romanzo di Alberto Rollo – Le attitudini – che è l’autobiografia di una generazione, di una giovinezza assolutamente straordinaria: non solo quella di Werther…la generazione di Goethe e di Hegel, di Hölderlin e Novalis, di Fichte
Attraverso un carteggio ritrovato, conosciamo la vita di due ragazzi: Bruno Röder, uno studente dell’Università di Jena, immerso nel fermento culturale pre-romantico, e Marianna Di Dio (detta Nenna), un’orfana analfabeta nata in Salento, che attraverso una serie di mirabolanti avventure arriva a Napoli dove frequenta Lady Hamilton.
L’opera è strutturata in un doppio piano temporale e prospettico. Abbiamo, infatti, una cornice contemporanea, in cui un anziano professore ritrova in un armadio di un vecchio palazzo salentino un carteggio del primo Ottocento. È lo stratagemma manzoniano del ritrovamento del manoscritto, naturalmente, che dona al testo una polifonia e, nello stesso tempo, crea una voce più lucida, che commenta e riflette sul carteggio trovato, nell’atto di decifrarlo, trascriverlo e ricomporlo.
Ma il doppio piano temporale è anche quello che separa l’età del professore dalla giovinezza generosa e intollerante come tutte le giovinezze di Bruno e Nenna.
Siamo stati tutti fratelli di Werther? si chiede il professore.
«Cos’era quella giovinezza suicida? Quella primavera così inebriante da premere sui sensi fino a cancellarli? [...] C’è stata una giovinezza - generosa e intollerante come tutte le giovinezze - che ha infuocato tra la fine del Diciottesimo secolo e i primi anni del secolo successivo una piccola città tedesca, divenuta per una manciata di anni il centro del mondo» (p. 10)
Il romanzo ci fa riscoprire l’ardore del primo Romanticismo, i sogni convulsi e tormentati dello Sturm un Drang, la possanza delle filosofie idealiste e le tensioni politiche.
Lo scambio epistolare, non solo di Bruno e Nenna ma anche di Heinrich, diventa una possibilità di crescita intellettuale e sentimentale. Le attitudini, quindi, si configura anche come un Bildungsroman e, allo stesso tempo come un accurato romanzo storico, che spazia dalla filosofia alla poesia, dalla scienza alla politica. Ci fa conoscere sia la corte napoletana ai tempi della rivoluzione, e poi della feroce repressione sostenuta dall’ammiraglio Nelson, sia la vita accademica di Jena, culla del primo Romanticismo tedesco.
Cogliamo l’ebbrezza ma anche lo smarrimento della generazione che aveva prima ammirato lo slancio libertario di Napoleone e poi era rimasta delusa dalla sua tracotanza.
Affrontare la lettura di Le attitudini di Alberto Rollo significa immergersi in una costruzione narrativa di rara densità intellettuale ed eleganza formale
L’opera, che si colloca con autorevolezza nel panorama della narrativa italiana contemporanea, dimostra come il genere del romanzo storico ed epistolare possa ancora offrire strumenti di indagine profonda sulla condizione umana e sulle radici culturali dell’Europa moderna.
Due luoghi geografici: la Jena dell’Ottocento e il contesto napoletano, descritto con lucido realismo. Entrambi i contesti animati da una gioventù affamata di sapere e desiderosa di divenire il motore della storia, quello Spirito che guida verso la Libertà, come scriveva uno dei figli più celebri di quella generazione: Hegel.
La figura di Nenna è una voce femminile intensa, una storia di riscatto ed emancipazione, legata allo studio, alla sensibilità, all’amore. Rollo riesce a creare una figura convincente e vivida, senza utilizzare gli stereotipi dell’eroina romantica o femminista.
Allo stesso tempo, quello slancio verso il futuro è la ferita della nostra contemporaneità, delle lettere che il vecchio professore scrive al figlio.
«Noi, qui, non abbiamo più nulla, figlio caro. Il nostro 1806 è passato. Anzi, senza aver avuto una rivoluzione e un geniale uomo di potere, ci troviamo già al 1815, a una delle più infelici restaurazioni che il mondo abbia conosciuto» (p. 287)
Con un’eleganza classica ed un ritmo lento e meditativo, la scrittura di Rollo riesce a trovare un equilibrio fra la prosa d’epoca e quella contemporanea, richiedendo al lettore una lettura lenta e attenta. Con rigore e grazia, Le attitudini ci portano a scoprire il passato, per spalancarci un interrogativo (forse anche un monito) nel presente:
«Ci sono stati tempi in cui generazioni di anime nuove hanno creduto di cambiare il mondo e forse l’hanno fatto. Per una volta, non prendiamoci la briga di impegnare il futuro. Accogliamo la buona notizia che viene dal passato, e stiamo più saldi che possiamo nel presente» (p. 290)
Titolo: Le attitudini
Autore: Alberto Rollo
Editore: Neri Pozza
Genere: Romanzo epistolare/storico – romanzo di formazione
AUTORE

Alberto Rollo (Milano, 1951) è attualmente consulente per la narrativa Mondadori
Ha tradotto narratori inglesi e angloamericani.
Ha esordito con Un’educazione milanese (Manni Editori 2016, finalista Premio Strega, Premio Alvaro-Bigiaretti, Premio Pisa).
Hanno fatto seguito il monologo in versi L’ultimo turno di guardia (Manni Editori 2020) e i romanzi Il miglior tempo (Einaudi 2021), Il grande cielo (Ponte alle Grazie 2022) e Billy il Cane (Ponte alle Grazie 2024).
