Tornerà la primavera di Nadia Noio - ilRecensore.it
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Tornerà la primavera di Nadia

Tornerà la primavera

Il luminoso esordio di una giovane scrittrice. Un romanzo familiare che attraversa un secolo di Storia con la leggerezza di una scrittura delicata e toccante.

Campania, fine Ottocento. La Piccerella, ingenua e credulona per natura, lavora a servizio presso un’aristocratica famiglia napoletana, in cui il padrone, detto Mascariello, e anche suo figlio, soprannominato Zufolo, approfittano ripetutamente della sua innocenza con il benestare della moglie del primo, la Libbardèra, da sempre al corrente dei tradimenti del marito.

Tutto cambia quando la ragazza scopre di essere incinta, senza che si conosca l’identità del padre. La Libbardèra, così, decide di relegarla in casa di una mammana, dove la Piccerella metterà al mondo il piccolo Orlando, candido e buono quanto sua madre. I due per un po’ si terranno lontani ma pian piano riusciranno a tornare nella casa dei padroni, dove Orlando crescerà fino a diventare uomo. La mammana spera per lui un futuro migliore, ma i suoi sogni s’infrangono quando Orlando incontra la misteriosa Luisa, figlia di girovaghi e capace di sentire voci in grado di captare la malasorte.

Come in una filastrocca, le vicende di questa famiglia continuano a dipanarsi seguendo un ciclo naturale destinato a procedere nonostante i rivolgimenti della Storia. Come un albero genealogico che si svela davanti agli occhi di chi legge, la narrazione procede spedita, sorprendendo il lettore a ogni svolta.

Un libro di straordinaria potenza narrativa, ricchissimo di storie e personaggi. Un romanzo di autentica bellezza in cui si incrociano i destini di figure indimenticabili e in cui ricordo intimo, magia e superstizione si mescolano per un racconto quasi epico da tramandare di generazione in generazione.

Con Tornerà la primavera (Fazi Editore), Nadia Noio firma un esordio sorprendente che mescola romanzo storico, saga familiare e suggestioni di realismo magico in una lingua che sa essere rapida eppure evocativa. È un libro che affonda le radici in una Campania di fine Ottocento e cresce, come un albero genealogico, lungo un secolo di storia italiana.

Una saga corale tra miseria e magia

La vicenda si apre con la Piccerella, giovane serva ingenua che subisce le attenzioni dei padroni e che, relegata lontano dalla casa aristocratica, dà alla luce il piccolo Orlando. È proprio attorno a lui e alla sua discendenza che la narrazione si dipana. Da subito il lettore percepisce il tratto che contraddistingue questo romanzo: la fusione tra quotidiano e fantastico. La magia non è spettacolare, ma insita nelle piccole cose: le piante che curano, le superstizioni, i presagi che diventano verità, i fantasmi che si aggirano per le case con la naturalezza di un parente scomodo.

Se i grandi eventi storici – dal terremoto di Casamicciola alla Prima e alla Seconda guerra mondiale, fino al boom economico – scandiscono il passare del tempo, la famiglia protagonista sembra vivere in un universo parallelo, umile e fragile, dove i sogni di riscatto si infrangono contro una realtà che non ammette lieti fini.

Nella prima parte, ambientata nel paesino campano, Noio cattura con delicatezza un mondo fatto di credenze popolari, ingenuità e poesia domestica. È qui che la sua scrittura trova la sua forma migliore, in bilico tra malinconia e ironia. Con il trasferimento a Napoli, però, il tono cambia: la magia smette di essere un sottofondo naturale e diventa spettacolo urbano, sedute spiritiche, tarocchi. La leggerezza iniziale lascia il posto a un’atmosfera più cupa e a tratti grottesca, quasi una tragicommedia familiare.

Questo spostamento tematico può spiazzare: se da un lato amplia l’orizzonte della saga, dall’altro rischia di smarrire la grazia e la dolcezza che avevano reso avvolgente l’inizio. Restano comunque personaggi memorabili – come la spregiudicata Lucia, capace di arricchirsi con la borsa nera, o il doppio Nicola, prima santo e poi vittima della iettatura – a testimoniare come la magia, pur trasformandosi, continui a permeare le vite.

Lo stile di Nadia Noio è scorrevole, privo di fronzoli, con pochissimi dialoghi. Ricorda per ritmo e asciuttezza i grandi del realismo magico latinoamericano, ma calato in un contesto partenopeo fatto di superstizioni, leggende e una religiosità popolare che sa essere tanto tenera quanto spietata. È una lingua che corre veloce, capace di attraversare decenni in poche pagine senza perdere la continuità del filo narrativo.

Al cuore del romanzo c’è la consapevolezza che la vita, per queste generazioni, non è mai un’ascesa trionfale, ma una serie di tentativi di sopravvivere alla Storia, ai dolori e ai fallimenti. Le promesse di felicità restano spesso disattese; la santità, la bellezza, la ricchezza non bastano a cambiare il destino. Eppure, come suggerisce il titolo, esiste una ciclicità che salva: la primavera torna sempre, anche dopo gli inverni più bui.

Tornerà la primavera è un romanzo che sorprende per la sua ambizione narrativa e per la capacità di intrecciare intimo e collettivo, memoria e leggenda.

Pur con qualche calo di ritmo e un cambio di registro che non tutti i lettori troveranno armonico, l’opera di Nadia Noio si distingue come una delle uscite più originali della narrativa italiana recente. È un libro che si legge come si ascolterebbe un lungo racconto familiare davanti al camino: pieno di voci, di presenze, di magie e di dolore, ma con la certezza che, alla fine, la vita continua, e con essa la speranza.

Nadia Noio è nata a Mugnano nel 1992, ma è cresciuta tra Napoli e la sua provincia. È laureata in Archeologia e Storia delle arti presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e ha un diploma di specializzazione in Beni archeologici conseguito presso l’Università di Padova, dove si è addottorata in Storia, critica e conservazione dei beni culturali. Lavora come archeologa in diverse regioni d’Italia ma vive da tempo a Padova. Tornerà la primavera è il suo primo romanzo.

Autore

  • Samanta Giambarresi

    Siciliana con la predilezione per gli scrittori siciliani.
    Ho scoperto la passione per la lettura quando mia sorella mi ha letto la novella La Giara di Pirandello.
    I libri sono mondi da scoprire, dove una storia bellissima, segreta, si svela pagina dopo pagina.
    Ho iniziato a scrivere recensioni nel 2006 per una rivista letteraria. Ho collaborato con varie riviste letterarie e case editrici.
    Scrivo e leggo ascoltando musica. Adoro accompagnare la lettura con bevande calde (che spesso si raffreddano mentre sono immersa nella lettura!)

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