L'uomo verde - ilRecensore.it
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L’Uomo Verde di Kingsley Amis

L’Uomo Verde: Whisky, fantasmi e mediocrità, l’horror più inquietante è quello che abita l’uomo

Maturo etilista, fissato col sesso e tormentato da un ego fatuo, Maurice Allington è il proprietario dell’Uomo Verde, prestigiosa locanda di posta sulla strada per Cambridge, che vanta origini antichissime, e non solo quelle: come tutte le locande di solida tradizione britannica, sulla guida turistica dichiara, oltre al menù tipico, infestazione di spettri.

Poiché la vita di Maurice è una gimcana tra clienti assillanti, un anziano padre bisognoso di cure, una stramba figlia adolescente e la giovane seconda moglie in cerca di attenzioni, il crollo nervoso è sempre in agguato. Pure la salute non manca di procurargli qualche cruccio, per il whisky e i cibi grassi sempre a portata di bocca.

Non giova, dunque, che il fantasma residente dell’Uomo Verde (non certo un’ombra innocente che incute educati brividi bensì lo spettro secentesco del fu dottor Underhill, negromante perverso e probabile uxoricida) decida di manifestarsi dopo lunghissima latitanza proprio a Maurice Allington. In rigorosa assenza di altri testimoni.

Anche perché Underhill ha intenti malvagi e un feroce aiutante per portarli a compimento. Così Maurice sarà costretto a sospendere la coltivazione dei suoi bassi istinti per combattere non solo l’incredulità di chi lo circonda, ma anche le spaventose forze oscure che minacciano quanto gli è più caro.

Scritto nel 1969, L’Uomo Verde è l’incursione nell’horror del versatile maestro d’ironia che fu Kingsley Amis, cui dobbiamo romanzi che reggono il passare dei decenni. Lettura insolita e crudele in tempi di correttezza politica, questo atipico romanzo di genere non si ritrae davanti a questioni esistenziali ma nemmeno teme gli sberleffi all’ortodossia, di convenzioni e religioni.

Incubi come fonte di ispirazione: Poe, Dickens e anche King altri hanno utilizzato le esperienze ipnagogiche per scrivere.

La paralisi del sonno è l’horror più inquietante che un essere umano possa vivere. Sembra reale: vedi uomini, streghe e mostri ai piedi del letto; entità che ti fanno volare e ti toccano, rumori assordanti e tu, in tutto questo, non ti puoi muovere!

E se quello che vedi non è un’illusione ipnagogica?

«Ho voltato le spalle al parroco e ho guardato fuori dalla finestra, mordendomi con ferocia le labbra. Ho provato a immaginare l’effetto di non dover più far caso a me stesso, per il resto dei miei giorni, a come sarebbe stato se mi fossi perduto, non più continuamente costretto a lottare invano per perdermi, nella poesia e nella scultura, nel mio lavoro e nell’altra gente, nella seduzione e nel bere»

Ne L’uomo Verde Kingsley Amis mescola humor, critica sociale, sarcasmo e una buona dose di horror il tutto annaffiato da dosi eccessive di alcol!

Perché Maurice, il protagonista di questa storia, nonché proprietario della locanda L’uomo Verde per tutto il tempo non farà altro che passare da un bicchierino all’altro.

Maurice non piace al lettore, non era nei piani di Amis creare un protagonista che ammicca al lettore. Ci immergiamo nella sua mente confusionaria fatta di disordini, alcol, desideri, umidità e allucinazioni. Ma un momento: sono allucinazioni o veramente Maurice ha visto il fantasma del malvagio Underhill? Nessuno gli crede, e come potrebbero farlo? Maurice ha appena perso il padre, è stressato dal lavoro, soffre della paralisi del sonno e si idrata con acqua e whisky.

Dove si trova quella sottile linea tra umanità e mostruosità?

La lettura de L’uomo verde non è leggerissima. La storia regge perché scritta in prima persona: entriamo nella testa di un ironico e cinico personaggio con tutte le sue contraddizioni, ma i capitoli sono lunghi e non respirano.

Alle volte i dialoghi in cui i vari personaggi cercano di portare sulla retta via o manipolare Maurice possono disarmare il lettore

«A parlargliene doveva essere stato il Padre di Tutte le Menzogne in persona, perché l’idea dell’anniversario me l’ero inventata lì per lì»

La penna di Amis non fa sconti e critica la società inglese senza moralismo o censura.

Siamo nell’Inghilterra del 1969. Gli inglesi escono dal lungo periodo del post guerra, c’è una rinascita culturale e sociale. Libertà e consumismo. E nel romanzo di Kingsley Amis la tocchiamo in ogni pagina.

Leggere di un uomo che ha appena perso il padre e visto un fantasma organizzare un’orgia con moglie e amante confonde. Perché per il protagonista tutto è sullo stesso piano.

Amis ci porta dentro il disagio e il male dell’uomo. Ci porta nella confusione, nel terrore, nel non essere abbastanza. Nella mediocrità della quotidianità.

Maurice non è un eroe. Attraversa il romanzo come attraverserebbe una stanza: continuando a passare dal pensiero della morte, del sesso o della fede con un bicchiere in mano. Non resiste, assorbe.

L’uomo Verde è una lettura che non spaventa ma confonde, il lettore ideale è colui che non è alla ricerca di un eroe.

Kingsley Amis (1922-1995), autore, poeta e critico letterario, padre dello scrittore Martin Amis e marito di Elizabeth Jane Howard, è nato a Londra e ha insegnato letteratura all’Università di Cambridge.

Le sue opere guardano alla società inglese del secondo dopoguerra con humour e senso critico.

Tra i suoi romanzi tradotti in Italia, Perché resti con Bang? (1968), Quell’incerto sentimento (1969), La Lega Antimorte (1977), La rinuncia di Jake (1978), Vecchi diavoli (1986), con cui ha vinto il Booker Prize, e Lucky Jim (Neri Pozza 2023), per decenni nell’elenco dei 100 migliori romanzi in lingua inglese.

Autore

  • Samanta Giambarresi

    Siciliana con la predilezione per gli scrittori siciliani.
    Ho scoperto la passione per la lettura quando mia sorella mi ha letto la novella La Giara di Pirandello.
    I libri sono mondi da scoprire, dove una storia bellissima, segreta, si svela pagina dopo pagina.
    Ho iniziato a scrivere recensioni nel 2006 per una rivista letteraria. Ho collaborato con varie riviste letterarie e case editrici.
    Scrivo e leggo ascoltando musica. Adoro accompagnare la lettura con bevande calde (che spesso si raffreddano mentre sono immersa nella lettura!)

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